Editore: Mondadori
Edizione: 15
Anno edizione: 1998
Formato: Tascabile
Pagine: 672 p.
  • EAN: 9788804450979
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Recensioni dei clienti

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    NeuroFrancigeno

    16/10/2016 22:12:17

    Libro di una complessità non indifferente. Non mi stupisce che hai molti non sia piaciuto. Di fatto ciò che ha cercato di costruire è un universo di perfezione basato su legami logici(quelli del gioco delle perle di vetro), ma non solo. Libro che potrebbe sembrare impenetrabile va affrontato con rigore, con precisione e calma; questo per non perdersi nel suo romanzare, poichè la storia è ben costruita ma come detto non semplice. Rimane ai miei occhi un capolavoro che davvero aggiunge qualcosa al senso stesso dell'esistenza stessa(almeno nel mio caso). Come sempre l'unica pecca è di averlo letto solo a 24anni, cioè in ritardo. Ma rincorrere non fa mai bene. Ed Hermann lo sapeva bene. Infatti ci mise ben più di 10 anni per scriverlo: opera elaborata e rimeditata e ribadisco ben realizzata. Non fatevi spaventare dal numero di pagine, piuttosto leggetelo un pezzo per volta.

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    Manuela

    26/11/2014 13:13:19

    Bene per i contenuti ma resta sempre un libro lento e noiosissimo.

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    Valerio

    30/06/2014 13:59:27

    Un'opera dal fascino sempiterno perché mira, con sofferenza controllata e sempre ammantata di quella grazia che solo la fatica trascinata avanti dalla speranza di compiutezza sa dare, a irrigare l'animo e l'intelletto senza scorciatoie, attraverso percorsi tortuosi, sublimi, metafisici, traumatici, tematizzando le forme pure del tumulto interiore dell'uomo. E' uno di quei libri che prendono al cuore e non lo lasciano più, oppure annoiano a morte. In effetti è un'opera che radicalizza all'estremo le posizioni dei lettori. Perché, a mio giudizio, suona una sinfonia che ridotta alle note fondamentali, è diretta ad un solo punto specifico dell'uomo: la volontà di vivere la problematicità infinita di essere gli architetti infiniti di se stessi.

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    Roberto

    21/09/2013 10:36:17

    Un libro velleitario sino al ridicolo, sconsigliabile a chiunque.

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    giorgio

    24/09/2012 10:42:14

    Da ammiratore di Hesse non posso che ritenermi deluso al massimo da questo suo lavoro. Una noia mortale e una pedanteria unica, sembra che solo lui conosca i segreti del buon vivere e della saggezza. Secondo me, visto che il libro l'ha scritto in vecchiaia, si era rincitrulito, perché capisco la cultura, ma un romanzo deve pur scorrere e interessare; questo annoia e basta. Ho faticato a finirlo, imponendomi ogni giorno di mandarlo giù come una medicina, solo per il fatto che si trattava di Hesse. Ma, davvero è un pessimo romanzo e io lo sconsiglio nel modo più assoluto. Mi sembra più che altro un saggio su cose che francamente non so a chi possano interessare. Saluti, Giorgio.

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    Mario Valentino

    18/11/2009 19:30:13

    La nobile distanza dei picchi alpini suscita un fascino inestinguibile per l'uomo delle pianure. Parimenti, per un lettore dei giorni d'oggi che voglia avvicinarsi coscientemente a tali vette - sapendo che il rischio di cadere può esser dovuto solo alla propria inesperienza - l'opera capitale di Hesse produce sensazioni di pace suprema e profonda, cui si può attingere solo dopo un percorso interno ma astorico verso la luce. La prosa utilizzata si avvicina a quella nitida del Goethe, dal quale tuttavia si allontana per l'inimmaginabile seppur concretissimo, piano e conseguente finale, che, una volta raggiunto, impone al lettore giunto finalmente in vetta di chiedersi se la strada percorsa sia stata reale e se quella vetta non sia solo un momento di passaggio verso altre inimmaginabili altezze.

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    Martina

    28/09/2008 18:20:29

    Ho letto questo libro a 16 anni e, in verità, mi aspettavo di ritrovare tutto l'impeto e la propulsione vitale che scaturiva dalle opere di Hesse lette in precedenza (parlo di Siddharta, Demian, Il lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Rosshalde). L'incipit può sembrare noioso e sterile, ma posso garantirvi che, se avrete fiducia e costanza, troverete qualcosa in più rispetto agli altri scritti di questo straordinario autore. Tutte le tematiche, le emozioni, le considerazioni già presenti nelle opere precedenti, qui vengono rivisitate in una luce più matura e pacata e non perdono assolutamente di autenticità. E' la summa di un lungo e tortuoso percorso ed ha la straordinaria caratteristica di lasciare sempre aperto il discorso, senza mettere un punto alle multiformi esperienze della vita. E' uno di quei libri che vale la pena non solo di leggere, ma addirittura di rileggerli per cogliere ogni volta sfumature nuove o precedentemente tralasciate. La prosa è limpida e fluente; i riferimenti dotti (nel campo della filosofia, della musica, della letteratura, ecc.) sono molti, talvolta possono risultare difficili da cogliere ma costituiscono parte integrante del romanzo e non rappresentano un inutile sfoggio di cultura. La figura del Magister Ludi è affascinante, si finisce per entrare in simbiosi con la sua anima, si percepiscono le sue stesse sensazioni (in questo Hesse è per me un vero maestro). Un ultimo consiglio: per godere appieno di questo capolavoro, non tralasciate nè la prefazione, nè le tre vite, nè le poesie.

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    G.L.'86

    22/05/2006 22:19:40

    Gettarlo con quattro piatti rotti, quattro fichi neri.

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    Simone Di Domizio

    09/09/2005 12:37:09

    Credo sia stato il libro a chiamarmi, piuttosto che lasciare a me il libero arbitrio di comprarlo e leggerlo. Ma d'altronde, come poteva essere diverso per un libro che in tante parti parla dell'I-Ching? Senza dubbio un libro impegnativo, da leggere con attenzione per cogliere tutti i riferimenti culturali che propone, e legarli alla trama e al messaggio che Hesse manda come farebbe un vero Giocatore di Perle. Il libro ha i suoi anni (ormai più di 70) ma, come molti degli scritti di Hesse, mantiene una vitale attualità e molti spunti di riflessione per il lettore odierno. Senza dubbio però deve essere letto nel momento giusto, pena quella di diventare un libro "pesante" o troppo prolisso. Io, personalmente, l'ho divorato!

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    giuseppe cunsolo

    04/02/2004 21:47:21

    E' un libro che va letto al momento giusto. Io l'ho letto dopo dieci anni dall'acquisto. E' molto impegnativo ed è più attuale di quanto si possa pensare; ha tante sfaccettature che non sempre il "lettore distratto" riesce a cogliere; la più evidente è sicuramente la capacità di crescita del protagonista, che dal niente, senza tante "premure" da parte di terzi, riesce nella vita perchè rimane "fedele a se stesso".

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    aradia

    04/12/2003 10:47:05

    bello ma troppo noioso. non sono nemmeno riuscita ad arrivare alle fine.

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    arietina

    16/04/2003 20:51:36

    leggendo le prime pagine puo sembrare un libro scocciante,ma se continui a leggere capirai il vero significato.......... ......in fin dei conti basta conoscere hermann hesse e la spiegazione la troverai da sola leggetelo. consiglio di leggerlo con animo e giorno dopo giorno,in fin dei conti la storia ci riguarda da vicino.si parla di episodi attuali. nn vi dico altro

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    ANNALISA

    13/04/2003 20:58:30

    Consiglierei di leggere la prefazione attentamente per poter entrare, successivamente, nei meandri della storia e per capire a fondo la Castalia e il gioco delle perle di vetro. Josef Knecht, protagonista della storia, è un personaggio affascinante, intelligente, sensibile con doti letterarie e poetiche di gran spessore, ma contemporaneamente si rivela titubante, modesto, turbato, solitario... Insomma dovete proprio conoscerlo e fatto questo ve ne innamorerete

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    Barbara

    28/08/2002 09:25:04

    pur amando Hesse non sono riuscita ad andare oltre la trentesima pagina...

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    gianluca

    27/12/2000 19:53:16

    il libro ha un forza impressionante scorre senza peso non ostante la sua mole che a primo impatto potrebbe renderlo di difficile approccio.la figura secondaia di tegularius è testimonianza della voglia di imprimere momenti e suggestioni di hesse in questo libro

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