Giuro che non avrò più fame. L'Italia della Ricostruzione

Aldo Cazzullo

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2018
Pagine: 264 p., Brossura
  • EAN: 9788804705307

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Argomenti d'interesse generale - Studi culturali - Cultura popolare

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Descrizione
Ora l'Italia è di nuovo un Paese da ricostruire. La lunga crisi ha fatto i danni di una guerra. Per questo dovremmo ritrovare l'energia e la fiducia in noi stessi di cui siamo stati capaci allora.

«Anche oggi siamo un Paese da ricostruire. Vediamo come abbiamo fatto l'altra volta.»

Il primo film che le nostre nonne e le nostre madri andarono a vedere dopo la guerra fu Via col vento. Molte si identificarono in una scena: Rossella torna nella sua fattoria, la trova distrutta, e siccome non mangia da giorni strappa una piantina, ne rosicchia le radici, la leva al cielo e grida: «Giuro che non soffrirò mai più la fame!». Quel giuramento collettivo fu ripetuto da milioni di italiane e di italiani. Fu così che settant'anni fa venne ricostruito un Paese distrutto. Come scrive Aldo Cazzullo, «avevamo 16 milioni di mine inesplose nei campi. Oggi abbiamo in tasca 65 milioni di telefonini, più di uno a testa, record mondiale. Solo un italiano su 50 possedeva un'automobile. Oggi sono 37 milioni, oltre uno su due. Eppure eravamo più felici di adesso». Ora l'Italia è di nuovo un Paese da ricostruire. La lunga crisi ha fatto i danni di una guerra. Per questo dovremmo ritrovare l'energia e la fiducia in noi stessi di cui siamo stati capaci allora. Cazzullo racconta l'anno-chiave della Ricostruzione, il 1948. Lo scontro del 18 aprile tra democristiani e comunisti. L'attentato a Togliatti e l'insurrezione che seguì. La vittoria al Tour di Bartali e l'era dei campioni poveri: Coppi e il Grande Torino, cui restava un anno di vita. Le figure dei Ricostruttori, da Valletta a Mattei, da Olivetti a Einaudi. Il ruolo fondamentale delle donne, da Lina Merlin, che si batte contro le case chiuse, ad Anna Magnani, che porta al cinema la vita vera. L'epoca della rivista: Wanda Osiris e Totò, Macario e Govi, il giovane Sordi e Nilla Pizzi. Ma i veri protagonisti del libro sono le nostre madri e i nostri padri. La loro straordinaria capacità di lavorare e anche di tornare a ridere. Il racconto di un tempo in cui a Natale si regalavano i mandarini, ci si spostava in bicicletta, la sera si ascoltava tutti insieme la radio; e intanto si faceva dell'Italia un Paese moderno.

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    Bruna

    19/10/2018 05:40:42

    Lettura da consigliare a tutti , ma in particolar modo ai nostri ragazzi, perchè in queste pagine troveranno il piacere di una scrittura . Il nostro benessere è recente , fondato sulle fatiche di chi ci ha preceduto. Il libro ci ricorda di non sprecare le conquiste economiche, democratiche raggiunte in quel periodo.

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    Lorenzo Catania

    16/10/2018 14:49:50

    Non abbiamo più fame ma non siamo più felici. Così può riassumersi il contenuto del recente libro di Aldo Cazzullo, Giuro che non avrò più fame. L'Italia della Ricostruzione. Su quegli anni dell'immediato secondo dopoguerra, che preparano l'avvento del "miracolo economico", mi ritornano in mente le lucide parole che Beniamino Placido scrisse nel lontano 1994: << Non ci si lasci ingannare da ricordi deformati, dalle cronache contraffatte del boom e dai troppi film tipo "Poveri ma belli". Il fondo dell'esistenza era faticoso e deludente anche allora. Si avrebbe voglia di aggiungere: come sempre. Sì, masse di contadini si stavano spostando dal sud al nord per lavorare nell' industria. Lasciavano il frantoio per la catena di montaggio. Ma non doveva essere un'esistenza esaltante nemmeno quella se "la ragazza Carla" del poemetto di Elio Pagliarani passava tutte le domeniche e le feste comandate a dormire. A dormire, per dimenticare la faticosa banalità della vita in fabbrica>>. Nel suo libro Cazzullo semplifica la Storia d'Italia e costruisce un libro di stampo "giornalistico", che risponde bene alle esigenze del mercato editoriale costituito da lettori curiosi e da nostalgici degli anni che furono. Nulla di più.

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    Paolo

    15/10/2018 15:28:07

    Forse nutrivo maggiori aspettative, forse mi sono lasciato catturare dal titolo e dal sottotitolo, ma l'ho trovato alquanto deludente, molti pettegolezzi e poca storia

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    carlina

    26/09/2018 21:25:23

    interessante, scorrevole, a vote emozionante con questi "tesori della memoria". Tuttavia il racconto è un po' troppo rapido, cronachistico e non lascia spazio a approfondimenti e riflessioni.

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    martina

    22/09/2018 17:47:17

    Ultimo libro di aldo cazzullo.Che dire ,semplicemente un capolavoro.Grazie ibs per averlo consigliato

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    Maria Rosa

    21/09/2018 19:26:33

    Ottimo libro,valido sopratutto x non dimenticare quello che è successo ai nostri padri.un racconto delle privazioni e dei soprusi subiti durante la guerra e della promessa a se stessi di non aver più momenti e sensazioni così brutte

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