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Emanuele Severino

Editore: Adelphi
Anno edizione: 2001
Pagine: 564 p.
  • EAN: 9788845916465

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    Silvio Minieri

    04/10/2007 22.44.10

    Nel suo ultimo libro, "La Gloria", che ovviamente implica tutti i suoi precedenti testi nonché quelli futuri, il filosofo Emanuele Severino cerca di dimostrare e raggiungere con la ragione quella Verità che il Cristianesimo predica e intende raggiungere con la fede: l’immortalità dell’uomo, vale a dire la Gloria. Nel suo linguaggio, la Gloria è il dispiegarsi della Gioia, il destino della verità dell'Essere libero dal contrasto con la solitudine della Terra, quel sentiero della notte dove errano i mortali.

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    eugenio ferrero

    26/10/2004 17.19.50

    "L'oltrepassamento dell'attualità della terra e la costellazionbe infinita dei cerchi finiti dell'apparire del destino": basterebbe un titolo simile per atterrire un profano e tenerlo lontano da queste pagine. Severino ha però l'idea classica che NON OMNIA OMNIBUS e sa passare dal registro leggero e quasi divulgativo di Techne o della Follia dell'Angelo a questo registro profondo, a questo linguaggio roccioso e di drammatica lettura. Superato l'ostacolo del lessico, resta un discorso costruito secondo una logica incontrovertibile, con però una marcia in più. Qui non c'è solo la critica della "follia" dell'occidente e la messa in crisi delle "certezze" e del nichilismo che accompagnano il percorso filosofico da Platone a oggi. C'è uno sbocco nella GIOIA e nella GLORIA, logiche conseguenze del "sentiero del giorno" intravisto da Parmenide. Severino riesce in qualche modo a sanare i dubbi che potevano sorgere dalla lettura del Destino della Necessità o dall'Essenza del Nichilismo e a sciogliere quei nodi. Cosa comporta la scoperta del senso ultimo che "l'Essere è e il non-essere non è?" La gloria e la gioia dell'essere, realtà a cui tutti e ciascuno apparteniamo da sempre. Il testo, che ha un andamento dai toni religiosi, ma è in realtà lontanissimo da qualunque misticheggiante ed estatica contemplazione, porta con una logica rigida e spietata a una conclusione piena di serenità. In questo libro emerge, forse più che negli altri testi dell'eccelso filosofo, il suo spirito mite e riflessivo: ma le sue conclusioni non hanno nulla di sentimentale né di psicologico, sono le conclusioni della filosofia stessa che ha ritrovato le sue ragioni autentiche. Con Severino si ha a che fare con LA filosofia, non con un filosofo: però apprendiamo anche cosa può dare la filosofia a chi sa capirla e praticarla senza pregiudizi.

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