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Stefano Benni

Editore: Feltrinelli
Edizione: 6
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: Brossura
  • EAN: 9788807883132

23° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Racconti

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Recensioni dei clienti

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    Filippo

    31/08/2013 10.51.52

    Un libro più crudo, più impegnato del "Bar sotto il mare". Sono davvero storie di solitudine e allegria. L'autore propone infatti riflessioni sui vari aspetti della vita, senza tuttavia essere mai lento o prolisso. Consigliato anche al pubblico giovanile

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    Il chimico

    08/05/2011 15.42.30

    Primo approccio con Benni. Non mi è dispiaciuto. L'amarezza si può toccare con mano, l'allegria un po' meno. Avevo sentito dire grandi cose, che ho trovato solo in parte. Ho gradito la maniera di affrontare temi delicati come la solitudine, ma certe storie sono condite alla banalità, anche se per toccare aspetti importanti. Talvolta la prosa è artificiosamente ingenua.

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    Viola

    04/03/2011 10.55.52

    Il primo appuntamento (casuale)con Benni. Certi racconti non li dovevo leggere al'aeroporto.... Da consigliare a chi ama le storie corte tipo racconto e lunghe uguale una vita (il venditore delle rose, l'incontro con la morte)

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    stefano

    26/01/2010 21.47.44

    Quest’anno ho ricevuto come regalo di Natale ben due libri di Stefano Benni,che sinceramente non conoscevo,questo “La grammatica di Dio” sinceramente mi ha deluso. Le storie alcune non sono male,hanno tutte qualcosa da dire,anche se non sempre condivisibili,ma i finali…ragazzi…i finali delle storie dove sono????? Non vedo il senso,di finire le storie in questo modo “barbaro”,forse il senso c’è,ma io da umano terra terra,non l’ho colto…Boh.

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    Elisa da Torino

    16/01/2009 13.03.15

    Il discorso con Benni è sempre lo stesso: ha uno stile talmente particolare, che...o lo ami o lo odi!alcuni racconti sono davvero belli, altri però sembrano riciclati. Un bell'affresco delle inquietudini, delle incertezze ma anche delle piccole gioie degli uomini d'oggi.

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    benedetta

    15/01/2009 19.55.07

    La narrativa di Stefano Benni è sempre molto rilassata e contraddistinta da un linguaggio fiorito e apparentemente senza regole. In tutti i racconti l’Autore propone un momento di riflessione su diversi tratti contestabili dell’umanità. Tuttavia, a mio parere l’opera di Benni non è minimamente comparabile alla profondità dei racconti di altri Autori, primo fra tutti il grande Dino Buzzati. Insomma, ci prova ma non ci riesce.

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    P.G.

    07/01/2009 16.41.14

    La raccolta dei racconti di Benni si apre e si chiude,a mio modesto avviso, lasciando dietro di sé una scia di faticosa speranza. Al pessimismo del primo, "Boomerang", infatti, mi sembra si possa opporre l'ottimismo, seppur nascosto, dell'ultimo, "I due pescatori". Il vecchio Remo sembra guardare al vecchio pescatore in attesa di ricevere una "parola" di incoraggiamento, di speranza. L'aldilà è però solo alla fine, qualora ci sia.Prima di arrivarci ce n'è da fare di strada. Si affollano dunque (siamo noi che ci affolliamo),una miriade di personaggi buffi, stanchi, svuotati, schiacciati, chi più chi meno, dalla ruota pesante della vita. Eppure,sembrano (sembriamo) in attesa di qualcosa. Di cosa? Della "Parola", quella con la "p" maiuscola. Quella che può essere veramente decisiva: perché, quella sì, che è Grammatica di Dio.

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    Carlo

    28/07/2008 15.12.18

    Se ti piace Stefano Benni, piacerà anche la "Grammatica di Dio"; lo stile dell'autore è sempre il medesimo. Ma anche io ho avuto la sensazione di un "dejavù", leggendolo. Alcuni argomenti sono già stati trattati din maniera approfondita da Benni e, a mio parere il suo concetto mi era già chiaro da tempo. Resta comunque lontano dalla originale poeticità di libri come "Comici spaventati guerrieri", il suo capolavoro.

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    Monica

    13/05/2008 20.39.52

    Come un grande chef, Benni dosa in modo geniale dolce e amaro e confeziona piccoli gioielli. Non arriva alle tre stelle Michelin solo per qualche spezia che a volte (rare) manca e a volte (altrettanto rare) sovrabbonda. Da leggere con ammirazione, in ogni modo.

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    alberto

    03/04/2008 00.20.12

    Il libro non mi è piaciuto,alcuni racconti sono reciclati da altri suoi racconti del passato per non parlare del secondo, o terzo,che è la copiatura scenografica del film hostel.Insomma forse saro' io che da Benni mi aspetto un po' troppo ma questo libro è da dimenticare

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    Gianluca Fantacci

    28/03/2008 13.28.32

    Grande libro di racconti. Dove il tragico e il comico si toccano spesso, perchè come dice il nostro uno non è il contrario dell'altro, anche se il contrario di tutti e due è l'indifferente. Compratelo!

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    xavor

    21/03/2008 10.46.07

    La grammatica di Dio siamo noi, come vuole sottolineare Benni nel racconto di “ Frate Zitto “, noi le parole, noi gli errori, voluti o involontari, noi con le nostre storie, noi che a suo piacimento, come uno scrittore miscela i vocaboli più desueti e ammiccanti, veniamo mescolati, accostati, abbandonati, flagellati e in taluni casi alla fine salvati. Come i protagonisti di un best seller. Come i protagonisti di quell’eccelso best seller che è la Vita. Così ti capita di incontrare il tizio che ha ben poco da offrire, ma cerca l’amore, ed il riscatto sentimentale sembra averlo quando acquista il cellulare. Sente d’averlo e come lui il lettore, salvo poi vedere come va a finire (“ Mai più solo “). Oppure la ragazzina sbandatella, che sa meglio di molti come funziona il mondo, che ha vissuto più di tanti, sola in mezzo ad una strada, confinata fra i pregiudizi ed il cinismo sociale (“ Alice “). Cinismo come quello degli imprenditori, che inventano di tutto pur di vendere un prodotto fallimentare (“ Una rosa rossa “) o della politica, che non guarda in faccia a nessuno, fra lotte fratricide a tavolino pianificate e omicidi programmati per decreto (“ Una soluzione civile “). Ma nelle vite, fra le parole dal creato create, c’è anche la “nostalgia”, di quello che era e non è più, perché in questa fretta tutto si consuma senza nemmeno far la fiamma (“ Lo spirito del camino “) e c’è il “delirio d’onnipotenza” elevato all’ennesima potenza d’un dirigente che improvvisamente cominciò col tempo a non contare niente, fino a quando riprese si a contare, ma gli istanti che lo separavano dalla sua morte (“ Dottor Zero “)… La realtà che ci circonda, creativamente rappresentata, i mostri del nostro tempo sotto forma di storie verosimili a tal punto di esser più reali del vero. Questo è “ La grammatica di Dio “ di Stefano Benni, per Feltrinelli. Come è anche un palliativo ricreativo, leggere questo libro: un altro modo per sentirsi, in fondo, meno soli. Meno soli fra milioni di altri soli che cercano, solo, un po’ di compagnia.

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    ALESSANDRO SPAZIANI

    19/03/2008 02.06.59

    Che perfetta parabola letteraria quella si Stefano Benni: dal suo Bar Sport a questa preziosa raccolta di racconti magistrali. "Frate Zitto" vale un intero libro e pare l'acme - sinora - della sua produzione. Un racconto lacerante, poetico, struggente ma al contempo chirurgico nella lingua, surreale nei tratti, dissacrante quanto basta per non perdere di grazia ed eleganza. Complimenti davvero, Benni è una realtà della narrativa contemporanea.

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    Alessio

    08/03/2008 10.48.12

    Un Benni in grande forma dimostra ancora una volta che la misura del racconto è forse quella a lui più congeniale; certo non sono tutti allo stesso livello, ma il risultato complessivo è molto buono.

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    Ivano

    05/03/2008 09.41.15

    il nostro Lupo sta cambiando, ma non delude mai!

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    Arianna

    03/03/2008 19.31.01

    Il libro è belllissimo. Ironico, pungente e con degli spunti davvero geniali. Lo consiglio a tutti quelli che sanno sorridere anche di fronte alla solitudine.

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    Stefania

    24/02/2008 17.13.30

    Stefano Benni non mi delude mai, questa antologia di racconti è troppo carina e divertente, il linguaggio scorrevole e dinamico e gli avvenimenti troppo carini!è un piacere leggere cose così carine!l'unica cosa brutta è che finito il singolo racconto, chea a volte, è breve, si chiude subito il libro soddisfatti, senza il bisogno di andare avanti nella lettura!

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    Herzog

    20/02/2008 19.09.40

    Siamo alla resa dei conti con la stanchezza...non la sentite, anche voi, quest'insolita stanchezza che aleggia ovunque...proprio quella che qui Benni ci descrive...occhio alle funi.

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    Oreste l'Agreste

    20/02/2008 17.05.31

    Ho letto tutto, ma proprio tutto di Benni. E questa anotologia non fa che testimoniare quella che è la parabola presa dal nostro lupo: un incattivimento cronico verso la nostra umanità. Che le cose non vanno bene lo sappiamo già da noi Stefanone! Speravamo potessi farci ridere di ciò, non incupirci maggiormente! Ma forse non ne hai più l'abilità. Peccatissimo, anche perchè ti vogliamo un gran bene lo stesso!

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    giulia

    11/02/2008 23.02.27

    Gente rendiamoci conto che bisogna fare tanto di cappello ad uno scrittore che come dite era nella categoria "comici", ed ha saputo allontanarsi da questa etichetta con un libro veramente bellissimo! Nella vita purtroppo non ci sono solo le cose che fanno ridere, e Stefano Benni in questo libro, ci ha raccontato delle grandi attualità attraverso semplici storie che nascondo anche molta verità. Certo non è lo Stefano Benni di sempre ma ci sono anche queste cose che devono essere raccontate! E' un libro che reputo tra i più belli di Stefano Benni. Giulia

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