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Andrea Camilleri

Collana: La memoria
Anno edizione: 2011
Pagine: 325 p. , Brossura
  • EAN: 9788838925467

“Una sorta di campionario di uomini e donne di Sicilia”, queste le parole di Andrea Camilleri a proposito del suo ultimo libro Gran Circo Taddei e altre storie di Vigàta. Una definizione puntuale della raccolta di storie pubblicata da Sellerio.
Otto racconti lunghi, micro romanzi, che definiremmo forse meglio come novelle, limitrofe spesso al luogo letterario della burla. È come se ogni sera ci trovassimo riuniti per ascoltare una storia, una leggenda, una barzelletta che la memoria del narratore restituisce sempre piena di straordinaria suggestione. Il dialetto siciliano irrobustisce questo senso di trasmissione orale, di commedia. Una sorta di racconto cornice del Gran Circo Taddei e altre storie di Vigàta è rappresentato dall’ambientazione temporale: gli anni del Fascismo e della successiva caduta del regime, con la nascita dell’Italia Repubblicana. In Gran Circo Taddei la Storia è un convitato silenzioso, ma sempre presente, qualche volta lascia i bocconi più amari ai protagonisti, qualche volta sono i protagonisti a prendersi una rivincita nei suoi confronti.
La bravura di Camilleri sta proprio nel riprendere il momento storico consegnando di volta in volta la macchina da presa a uno dei suoi personaggi. Per esempio nel racconto La fine della missione, Mariannina si lamenta perché il fascismo punisce chi non concepisce dei figli o premia chi invece ne mette al mondo molti, come se l’infertilità fosse una colpa. Mariannina e altre donne di Vigàta, non esistendo allora la fecondazione assistita, ricorreranno a rapporti extraconiugali, a volte anche col consenso dei rispettivi mariti. Perché c’è in ballo il sussidio, un’eredità, la promozione, la benevolenza del partito.
Insomma Andrea Camilleri sbeffeggia il machismo meridionale e l’ideologia fascista, attraverso elementi boccacceschi. L’erotismo è sempre molto presente. Uomini e donne, vecchi e giovani, desiderano, tradiscono, si prendono con una fisicità anche animalesca e quando incontrano il sentimento, lo vivono con grande passione. Lo schema narrativo delle otto storie prevede quasi sempre una risoluzione finale, lo svelamento dello scherzo, le tessere trovano ognuna il proprio posto nel mosaico. Tornando alla definizione di Camilleri, in queste pagine prendono vita maschere di una commedia dell’arte, abbandonano le assi del palcoscenico e scendono per le strade di Vigàta.
Gelosi, furbi, imbroglioni, maneggioni, irascibili, corteggiatori, amanti della bella vita, traditi e traditori, infelici, eroi e prepotenti, avvocati e contadini, comunisti, fascisti e uomini di Chiesa: Camilleri procede per racconti ma ci consegna un romanzo popolare dall’ironia provocante.

Le otto storie di Vigàta raccolte in questo volume sono: Gran Circo Taddei; Il merlo parlante; La fine della missione; Un giro di giostra; La congiura; Regali di Natale; La trovatura; La rivelazione.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    dona

    19/04/2015 14.20.02

    Bellissimo, Camilleri é un mago nello sviluppare, da idee semplici, racconti di gradevolezza assoluta. Ne emerge una bella descrizione dell' epoca e delle peculiarità del popolo. Bravo bravo bravo.

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    Antonella

    11/11/2014 14.10.37

    Ho letto quasi tutto il pubblicato di Camilleri e lo adoro ogni volta; ogni volta mi appassiona come se fosse il primo libro e ogni volta mi lascia senza parole la sua capacità di inserire, nascosta in ogni testo, una traccia della cultura classica. Camilleri è per me Lo Scrittore Italiano di questo periodo storico. Non ho mai lasciato un commento alle sue opere. E scelgo questa raccolta di racconti per condividerne uno splendido passo: "L'omo, va a sapiri pirchì, si fa persuaso istintivamenti che ogni cangiamento comporti un certo movimento, 'nveci i cangiamenti veri succedono ammucciati sutta all'apparenza dell'immobilità. «Il tempo si è fermato» si usa diri in certe occasioni. Ma è un'illusioni, il tempo non si ferma mai, continua a scorrere sempri e addiventa cchiù veloci quannu non tinni adduni."

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    Renzo Montagnoli

    10/09/2014 11.04.32

    Si tratta di otto racconti ambientati a Vigàta in periodo fascista, un motivo in più questo per una satira graffiante e amara di un regime che aspirava a essere serioso in misura tale da provocare invece ilarità. Del resto, il credere all'incredibile, il magnificare la mascolinità mica li ha scoperti come vizi italici Benito Mussolini; no, lui non ha fatto altro che ricamarci su una visione d'insieme tesa a nobilitare una dottrina (quella del ventennio) che, stringi stringi, si riduceva a un florilegio di luoghi comun.. Quindi queste storie hanno lo straordinario pregio di mettere in luce eterne e irrinunciabili caratteristiche degli italiani, veri e propri vizi a cui, se pur consapevoli, ci piace indulgere. La lettura di questo libro è veramente piacevole e gratificante.

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    Mauro

    17/06/2014 22.03.03

    Bellissime storie. Camilleri sorprende ancora! Il più bello dei racconti è "La congiura", il più brutto è "Un giro di giostra".

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    Tiziana

    22/08/2013 14.51.00

    Spettacolo! Questo libro è una vera chicca, anzi tante piccole chicche, singole pennellate di un quadro armonioso e completo. Genio, ironia, fantasia, originalità, comicità e pathos si fondono alla perfezione, creando una raccolta deliziosa e varia, che fa volare di pagina in pagina, ritemprando la mente, alleggerendo i pensieri, rallegrando la vita. Ottimo lavoro, ragazzo, scrivine ancora e ancora e ancora: sono meglio di qualsiasi Montalbaneide tu possa concepire!

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    Demafab

    04/11/2011 18.44.04

    Brutti, ma brutti forte 'sti racconti. Pruriginosi senza motivo, tristemente uguali tra loro e appiattitti sul binomio (assolutamente condivisibile peraltro): Fascismo=Cretinerie. E' decisamente ora di ritirarsi Maestro perché i racconti del passato erano vitali, questi sono decisamente devitalizzati!

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    giorgio g

    29/08/2011 12.38.33

    Proteiforme Camilleri! Dopo averci divertito, e noi l'abbiamo ammirato, nella saga del Commissario Montalbano, nel romanzo storico (ricordate "Il Re di Girgenti"?), nelle storie più diverse anche stilisticamente ("La concessione del telefono" ne è un esempio) ora, con "Il gran Circo Taddei", ci porta nella Vigata del secondo dopoguerra e, usando un italo-siculo godibilissimo, si diverte a prendere in giro fascisti e comunisti, preti e mafiosi, cornuti e fedifraghe, in un crescendo di invenzioni che ci fanno esclamare: "Ma dove le trova tutte queste storie?"

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    Pino Chisari

    28/08/2011 11.25.34

    Un buon Camilleri che si ripropone secondo gli schemi narrativi a lui consueti all'inizio delle sue pubblicazioni. Sono storie che, con tutta probabilità, non han trovato spazio in romanzi a più ampio respiro, ma lo spirito è quello iniziale.

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    sordello

    12/07/2011 12.10.11

    Racconti divertenti in puro stile Camilleri, una lettura perfetta per qualche ora di distrazione.

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    rosarita

    27/05/2011 13.33.05

    Nonostante il trascorrere del tempo, Camilleri riesce ancora a sorprendere e divertire i suoi fedeli ed esigenti lettori: mai ripetitivo, piacevolissimo... 'U lioni mi ha fatto nescire di testa!

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    Silvana

    26/04/2011 11.51.30

    non fatevi influenzare dallo stile involuto e letterario dei risguardi di copertina.. Camilleri è molto molto meglio:storie godibilissime, ricche di humor e di umanità, preferibili a tanti racconti di Montalbano.

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    Claudio S.

    25/04/2011 08.29.43

    Italietta fascista già saccheggiata da Andrea Vitali e dal suo nume tutelare Piero Chiara. Lettere di federali, questori e podestà già annusate altrove. Respiro corto e sbeffeggiamento finale sempre all'erta. Mi sento a disagio. Grande dedica a una grande Signora.

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    Maunakea

    19/04/2011 15.22.44

    Anche io come molti non sono amante dei racconti, perchè mi lasciano sempre qualcosa di incompiuto, non riesco ad entrare nella vicenda che è già terminata, in questo caso invece la costruzione delle vicende non fornisce quella fastidiosa sensazione, il libro è bello ed altamanete consigliato, non uno dei master piece ma vale ampiamente la spesa ed il tempo di lettura.

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    Massi_dima

    17/04/2011 20.44.37

    Premesso che i libri composti da piccole storie mi attirano poco, questa è l'eccezione che conferma la regola. Un Camilleri così intriga sempre perchè ti fa respirare quell'atmosfera dei suoi Montalbano più belli.

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    Raffaele Marando

    25/03/2011 16.12.16

    E' tornato Camilleri. Che gioia, è come ritrovare un amico che...Beh, non si può dire che avevamo perso, ma diciamo che ultimamente si comportava in modo strano. Un paio di storie di Montalbano così così, anzi una decisamente irritante (il grande commissario che lavora fianco a fianco con l'assassino senza accorgersene!) e alcune prove lussuose nella confezione editoriale quanto poco convincenti nella parte letteraria. Anche il duetto acquatico con Lucarelli era una jam session tra due grandi solisti della tastiera qwerty ma di quelle che i recensori di musica definiscono "only for fans"; e io lo sono, eccome, e di tutti e due. Bene, quello che mi ha fatto diventare, appunto, un fan del tabagista siculo lo ritrovo tutto in questa manciata di perle autentiche. Storie originali e intriganti, personaggi vivi, umorismo a piene mani (di tipo soprattutto boccaccesco, com'è nelle corde del nostro, ma non solo: si veda l'esilarante colpo di scena finale de "La rivelazione")e l'inserimento delle vicende in un contesto storico preciso che ne determina l'atmosfera. Tra tutti, a mio avviso merita un applauso particolare "La trovatura", quello della maga, una sarabanda irresistibile che mi ha ricordato quel capolavoro che è la seconda delle "Due storie del porto di Bahia" di Jorge Amado, e se vi sembra poco...

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    Gianluca

    23/03/2011 16.12.03

    Da tempo non leggevo un Camilleri così divertente! Una godibilissima collezione di storie brevi che è un piccolo gioiello. Un caleidoscopio di vicende diverse che trovano, allo stesso tempo, un punto comune nella lingua utilizzata, nel luogo in cui si svolgono le vicende narrate e nei temi del tradimento amoroso e del desiderio. Divertenti e piacevoli, le consiglio senza riserve.

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    andrea

    23/03/2011 13.32.25

    Piero Chiara in Sicilia.

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    limparziale

    16/03/2011 20.35.48

    Camilleri ritrova la vena felice del "Birraio". Le storie sono tutte intriganti e ben architettate. C'è un omaggio a "La breve vita felice di Francis Macomber" di Hemingway, la storia del merlo che parla troppo, la maga Arsenia, il nipote diabolico, etc. Alcune volte prevedibili, ma una gioia leggerle

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    massimo r.

    16/03/2011 12.36.51

    Il Camilleri bulimico di questi ultimi tempi scrive troppo, quasi sentisse che il tempo stringe...Peccato, perchè è un Grande,e molti dei suoi ultimi libri, al più, non verranno ricordati.

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    Maria Carla

    12/03/2011 20.08.00

    Fantastico Camilleri! Non si smentisce mai! Solo un libro non ho amato particolarmente,"Il Tailleur grigio", mentre ho amato tutto il resto. Particolarmente non sono attratta dai racconti, perchè prediligo i lunghi romanzi. Ma da Camilleri, accetto di soffrire l'abbandono dei personaggi, per tuffarmi subito negli altri con quali è inevitabile familiarizzare ... quasi dalla prima riga. Può essere comprensibile che qualcuno non abbia amato questo libro, ma questo non giustifica un giudizio lapidario al limite dell'offesa. Occorre capire che C. non è mai uguale a se stesso, pure restando sempre se stesso. E dalle mille sfaccettature si completa il suo ritratto, profondo e splendido come la sua terra.

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