La grande bellezza

Paese: Italia
Anno: 2012
Supporto: DVD
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    henry il grigio

    20/06/2015 16:17:40

    Ero pieno di aspettative, non è che ne sono rimasto molto colpito. Chi esce bene da questo film è sicuramente la città di Roma, bella come non mai. Non ho visto quel gran capolavoro,forse è meglio che ritorni a vedere "giovannona coscialunga" magari è più adatto a me. Non consigliato.

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    Robertinho

    09/04/2015 14:25:21

    Opera notevole in cui si narra della ricerca, durata quarant'anni ed ancora in corso, della "grande bellezza" da parte di Jep Gambardella, un giornalista, che ha pubblicato un romanzo apprezzato e premiato a suo tempo, ma rimasto unico nella sua produzione artistica per mancanza d'ispirazione, della "grande bellezza" appunto. Ciò sembra sorprendente nel contesto in cui il protagonista vive, Roma, dove pure il bello si spreca, ma evidentemente egli non ha le lenti adatte per vederlo, annebbiato com'è, dall'insulsa opacità della vita solo notturna che conduce fra una festa e l'altra, dove ciò che conta è l'apparire, non importa con quali espedienti e dove il solo risultato è il tedio infinito. La vita della Roma odierna dell'alta borghesia è presentata in ogni sfaccettatura: si affanna a vivere passando da feste kitsch in cui si consuma di tutto, a riunioni pseudo intellettuali in cui di fatto si pettegola sull'effimero; non mancano stilettate a certo alto clero mondano assai lontano dalla spiritualità che dovrebbe contraddistinguerlo; tutto va in scena, perfino la morte, ogni gesto è falso e solo mirato ad attrarre un' audience, perfino la presenza di una santa, limite estremo di grande bruttezza esteriore, è utilizzato per "fare teatro", con la sua intervista, nel corso di una cena mondana, per la quale sono "noleggiati" due nobili dell'aristocrazia cittadina. In tale contesto arido la grande bellezza compare per brevissimi istanti nei flashback della prima giovinezza ed il ricordo di un amore acerbo e negli istanti in cui Jep osserva alcuni bambini che si rincorrono in un giardino. Gli unici che sembrano riuscire a reagire davanti a questo spreco sono un giovane che soffre di depressione ed uuna spogliarellista quarantenne affetta da una malattia imprecisata, un attore che decide di tornare al suo paese d'origine, oltre al protagonista naturalmente che vorrebbe scomparire come in un gioco di prestigio. Film stimolante ed a modo suo pedagogico.

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    Cristiana

    13/06/2014 00:08:19

    Certo che si inspira alla Dolce vita! E allora? La cosa incredibile è che lo possa fare senza sfigurare.

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    johannes

    20/03/2014 18:50:16

    A me Sorrentino non piace affatto, e non mi piace a dire il vero nessuno dei films che ha diretto, questo però li batte tutti in peggio. Il cosiddetto "film d'autore", che abbisogna ovviamente ogni volta di autori che son tali e non di disponibilità bibliografica più o meno corrente, bell'e pronta all'uso di chicchessia, è una cosa, la "patacca d'autore" un'altra, e qui di patacca si tratta, sebbene laccata a 24 carati (come l'Oscar che difatti s'è giustamente meritata). Si dice ovunque bene di Servillo, tra coloro ai quali evidentemente piace, a me l'unico film in cui è piaciuto è Gomorra di Garrone (un film, detto tra noi, di una qualità che si direbbe definitivamente preclusa a Sorrentino, alla barba dei vari Hollywood e Sean Penn). Appena il tempo avrà grattato via lo smalto passatoci sopra, il vile piombo sottostante non brillerà nemmeno con sopra lo sfavillante sole di Ferragosto, ci potete scommettere! Nel frattempo la consegna dice di cambiare almeno canale.

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    marcot78

    19/03/2014 11:33:31

    Su questo film è stato vomitato molto veleno dopo la vittoria dell'Oscar. La verità è che tra un paio di decenni sarà considerato una pietra miliare della storia del cinema italiano. Sorrentino, a differenza degli altri registi italiani suoi coetanei, ha alzato il tiro, cambiando registro e facendo un film rischioso. Risultato: ha fatto centro, con dialoghi (e, in particolare, i monologhi di Jep/Servillo) già divenuti cult, un cast perfetto, un sublime uso delle luci, una regia magistrale. Soprattutto, ha dipinto alla perfezione la "fauna" dell'alta società nostrana e celebrato il fallimento dei radical chic (vedi scena in cui Jep sputtana e mette in ginocchio l'amica Stefania).

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    Antonella

    17/03/2014 14:33:09

    Finalmente vedo recensioni buone su La Grande Bellezza che , Oscar a parte, trovo essere veramente un film da non perdere. Mettevi comodi dimenticate tutte le polemiche tutti i commenti che avete sentito e godetevi tutta la vera bellezza .... Una Roma affascinante certo , attori che hanno dato il meglio di se ma anche piccole cose come i "rumori" del film . Le risa dei bambini,i passi sulla ghiaia, lo scorrere dell'acqua in una fontana e poi le musiche di sottofondo.... Ritengo che per capire a fondo il messaggio de La Grande Bellezza ,il film vada visto almeno due volte .La prima volta forse vi siete fatti "distrarre" dalle immagini e dai monologhi di Servillo ma la seconda volta noterete ogni piccolo dettaglio tra cui la bravura appunto di Servillo la sua mimica facciale come del resto vi stupirà anche la Ferilli e Verdone ....Buona visione

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    Goncharov

    09/03/2014 17:24:19

    Una volta ogni decennio un film obbliga chiunque a dire la sua, anche chi non ha nulla da dire. Si veda la perla dello Scarnati qui sotto, che ha il coraggio di fare il confronto con quella nullità di "Quasi amici". Vero, "Le ali della libertà" di Oscar non ne vinse nessuno: fu una delle poche volte che l'Academy ci azzeccò in pieno.

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    Anna Maria Fabiano

    08/03/2014 22:31:13

    "La grande bellezza". Più di un film. Un affresco feroce - e al tempo stesso denso di poesia - di tutta la nostra esistenza, consumata nel tentativo di coniugare la materia e lo spirito. Difficile compito quello dell'uomo, e lo scrittore resta là, sospeso, confuso, spettatore e attore allo stesso tempo, a cercare quale strada sia ancora possibile, fra gli inganni, le mistificazioni, le illusioni, la finzione, le domande. Scriverà, certo, il romanzo avrà inizio, ma solo alla fine...

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    faffa

    05/03/2014 10:31:01

    "La grande bellezza" lo scorso 2 marzo ha vinto l'Oscar. Non sono una intenditrice cinematografica e non sono all'altezza di giudicare se il film di Sorrentino lo meritasse o meno. Posso solo dire che ieri sera ho visto un bel film costruito attorno ad una sapiente regia e un cast di attori che interpretava ognuno la sua parte perfettamente calata nella struttura, a tratti surreale, del film. Gep Gambardella, giornalista mondano il cui scopo del suo mestiere era quello di avere il potere di distruggere con le sue recensioni ciò che non gli era piaciuto, allo scoccare dei suoi 65 anni si festeggia con una festa vip. Balli, cocaina, alcool e un caos mondano e vivereccio che non ha niente di bello. Ma Gep è alla ricerca della bellezza. La bellezza materiale è quella che gode affacciandosi dalla sua terrazza e ammirando uno dei simboli per eccellenza della bellezza: il Colosseo. Gep passeggia per le bellezze della Roma barocca e la Roma dei palazzi nobiliari. Ma la bellezza interiore l'ha persa durante la sua giovinezza. E'quella bellezza ormai morta. E'l'amore che, appena nato, è subito svanito. La bellezza, dunque, è un viaggio interiore, è quel viaggio fatto di nostalgia e che si nutre con dolcezza e mistero nella pioggia che segna il passaggio dalla fine dell'estate al mese del settembre autunnale.In una Roma godereccia, che non sa ricercare in sé la bellezza e non la sa neanche più ammirare camminando per la città, lo scrittore teatrale Romano(C.Verdone)non riesce a viverci dentro in maniera realizzata e si rende conto che l'essenza vera della vita è nella sua Nemi, nel luogo delle sue radici.La "Santa"(G.Merli)si nutre di radici di limoni perché queste sono il simbolo della bellezza, della vita:senza radici non si è e quindi non ci può essere bellezza;laddove ci sono le radici, anche nella povertà, si può incontrare la bellezza di un sorriso e della vita. Laddove ci sono le radici la vita non muore e,quando arriva la morte,non viene"nascosta sotto i bla bla bla".

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    Fabio Scarnati

    03/03/2014 14:51:36

    Oscar come miglior film straniero.Da troppo tempo l'Italia aspettava questo premio (dal 1999 con "La vita è bella" di Benigni). Non sempre tuttavia l'Oscar è sinonimo di qualità. Né il fatto che un film non vinca alcun premio significa che lo stesso non debba essere annoverato tra i più grandi capolavori della storia del cinema. Valga per tutti l'esempio de "Le ali della libertà" di Frank Darabont che di oscar non ne vinse nessuno, ma avrebbe dovuto vincerne almeno tre: Film, Sceneggiatura non originale e Attore non protagonista (un superlativo Morgan Freeman).Trovo che "La grande bellezza" sia qualitativamente molto inferiore alle altre pellicole di Sorrentino. Il nome di Sorrentino stesso non è sempre sinonimo di qualità. Accanto a capolavori come "L'uomo in più", "Le conseguenze dell'amore" e "Il divo", e a buoni film come "L'amico di famiglia", ha realizzato anche film mediocri come quello con Sean Penn protagonista. "La grande bellezza è, a mio avviso, un film malriuscito. Con buona pace di quegli spettatori che la pensano diversamente, e di quei critici che credono che basti un grande attore (Servillo) e qualche scorcio di Roma al tramonto per fare un grande film come La Dolce Vita di Fellini. Non è un caso che il film sia stato osannato dalla critica straniera mentre la critica italiana è divisa (tra il "buon film" e il "film non riuscito"). A differenza dei film precedenti qui c'è troppa carne al fuoco, e il barbecue non è perfettamente riuscito...alcuni bocconi sono bruciacchiati, altri completamente crudi. In entrambi i casi indigesti. 12 ANNI SCHIAVO del regista inglese Steve McQueen, ha vinto l'Oscar come miglior film. Fortuna per Sorrentino che i film INGLESI, a differenza di altri film europei, NON vengano considerati come "film stranieri".Altrimenti La grande bellezza non avrebbe vinto nulla.Se ci fosse stato in gara un film straniero come il francese "Quasi amici" o il tedesco "Le vite degli altri",Sorrentino l'oscar l'avrebbe visto con il binocolo

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    SK

    22/02/2014 13:59:43

    Tutti improvvisamente diventati grandi esperti del cinema di Fellini, vedo, pronti a pontificare col ditino alzato su grandi maestri e influenze esplicite. Miracoli della banda larga e di troppo tempo libero. Il film è gran roba, ma ormai lo sanno anche i sassi.

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    Roberto

    10/02/2014 12:34:57

    Un altro esempio di come il cinema italiano sia giunto al capolinea. Idee originali o trattate in maniera originale manco l'ombra. Uno spreco di attori bravi che potrebbero rendere magnificamente se solo fossero diretti in pellicole degne della nostra tradizione. La Grande Bellezza non è altro che la brutta copia del film felliniano che, al contrario, mostrava le stesse cose con una profondità e con una leggerezza sapientemente dosate e miscelate. Qui si assiste alla stessa cosa, solo che Sorrentino non è all'altezza di Fellini. Tutto qui. Il risultato è scialbo e mediocre. Ripeto: si salvano gli attori che sono abbastanza bravi. Sarebbe l'ora di dire basta a questi pseudo-classici da oscar e dare spazio a talenti che mostrino di fare veramente cinema!!!

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    Ernesto

    30/01/2014 16:39:19

    Ad essere sincero pensavo di meglio. Si respira un pò di aria Felliniana, ma non me ne voglia Sorrentino, il grande Maestro era tutt'altra cosa.

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    Ffortunato

    15/01/2014 20:27:24

    Trattasi di un film d'alto valore simbolico ed emotivo, quindi chiarisco subito che va visto, soprattutto da parte di un pubblico che ama il cinema di qualità. Detto questo a me francemente non ha entusiasmato poi così tanto, soprattutto la prima parte la ribattezzerei "la grande noia". Il film si sveglia quando entra in scena la Ferilli, da quel momento è meglio messa in risalto il contrasto tra le bellezze di una Roma, piena di storia e di radici (e non a caso uso questo termine), e lo squallore della società romana, stracolma di vip o presunti tali, che vivono del superfluo, dell'apparenza, della superficialità. Come italiano gli auguro di vincere l'Oscar, ma a me sembra che manchi qualcosa per essere davvero all'altezza di un così importante premio.

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2014 - Oscar [Academy Awards]: Miglior film straniero
2014 - Golden Globe: Miglior film straniero
2014 - David di Donatello Miglior Attore Protagonista: Toni Servillo
2013 - Nastri d'Argento Miglior Attrice Non Protagonista: Sabrina Ferilli
2013 - Nastri d'Argento Miglior Attore Non Protagonista: Carlo Verdone

  • Produzione: Medusa Home Entertainment, 2015
  • Distribuzione: Terminal Video
  • Durata: 142 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti; Inglese
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • Area2
  • Contenuti: trailers; scene inedite in lingua originale; dietro le quinte (making of); foto; provini: street casting