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Stephen Hawking, Leonard Mlodinow

Traduttore: T. Cannillo
Editore: Mondadori
Collana: Saggi stranieri
Anno edizione: 2011
Pagine: 180 p. , ill. , Rilegato
  • EAN: 9788804610014

Sono parole che fanno riflettere quelle di Stephen Hawking e arrivano proprio in un momento storico in cui la contrapposizione tra il rigore teologico e le dottrine della scienza è più netta: il Big Bang non è altro che “l’inevitabile conseguenza delle leggi della fisica”. In pratica, alla domanda se l’universo abbia avuto bisogno di un creatore, la risposta di Hawking sembra non lasciare alcun dubbio: “No, perché c’è una legge che si chiama gravità e l’universo continuerà a crearsi da sé dal niente. La creazione spontanea è la ragione per cui qualcosa esiste piuttosto che il nulla”.
Eppure nel suo precedente saggio “La grande storia del tempo” (Rizzoli, 2005) lo scienziato inglese, teorico delle stringhe e dei buchi neri, condannato all’immobilità e privo dell’uso della parola a causa di un’atrofia muscolare progressiva, aveva lasciato uno spiraglio aperto al creazionismo. Il libro conteneva infatti un capitolo in cui, per spiegare che cosa era accaduto prima del Big Bang, si ipotizzava l’esistenza di una “teoria completa dell’universo” che se solo fosse stata motivata compiutamente avrebbe spiegato, citiamo l’autore, “la mente di Dio”. Un’espressione evidentemente male interpretata e che oggi viene decisamente smentita da questo nuovo interessante saggio, in cui le frontiere della scienza fanno un ulteriore e visionario passo in avanti.
La premessa da cui prendono avvio le considerazioni dello scienziato è che la filosofia, da sempre deputata all’esplorazione dei grandi interrogativi esistenziali, ha ormai abbandonato il campo della speculazione lasciando agli scienziati il compito di fornire delle risposte alle domande più difficili: “Come si comporta l’universo? Qual è la natura della realtà? Che origine ha tutto ciò? L’universo ha avuto bisogno di un creatore?
In un interessantissimo excursus lungo la storia della scienza, Stephen Hawking traccia le tappe fondamentali nell’evoluzione del pensiero, arrivando a spiegare con parole semplici, un linguaggio divulgativo e anche una curiosa serie di vignette, le conclusioni più complesse a cui è giunta la fisica moderna. Da Talete di Mileto a Newton, dalla teoria dei quanti alla relatività generale di Einstein, Hawking illustra e confuta, spiega la prevalenza di una teoria sull’altra nel corso dei secoli o il successo di un modello in certo momento, per arrivare a ipotizzare una teoria ultima del tutto: la “teoria M”. Si tratta cioè dell’unica teoria in grado di conciliare le leggi quantistiche (inerenti ai corpi infinitamente piccoli) e le leggi classiche (che si possono osservare nella vita di tutti i giorni) utilizzando le quattro forze che governano l’universo: la gravità, l’elettromagnetismo, la forza nucleare debole e la forza nucleare forte.
La “teoria M” non è un unico grande apparato teoretico, ma è la sovrapposizione di molte teorie diverse che non si contraddicono tra loro. Secondo questa teoria, ad esempio, il nostro non è l’unico universo esistente, ma esiste un gran numero di universi diversi creatisi dal nulla e senza l’aiuto di un Dio. Ciascuno di questi universi ha molte storie possibili e molti stati possibili che si avverano in tempi successivi. Solo alcuni di essi consentono l’esistenza di esseri umani come noi e per questo gli uomini, gli scienziati, selezionano soltanto quelli compatibili con un’idea umana di universo, rendendoci in qualche modo signori della creazione. Un’ipotesi suggestiva quella di Stephen Howking, difficile da comprendere fino in fondo, ma capace di farci sentire, per qualche tempo, partecipi del Grande disegno che governa l’universo.

Recensioni dei clienti

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    Tiktaalik

    07/11/2014 13.19.34

    Hawking introduce il libro dicendo che la filosofia e' morta, e spetta agli scienziati rispondere ai grandi quesiti dell'uomo, ma a me pare pura contraddizione, perche'tutti infine riflettiamo e facciamo filosofia. Le conclusioni dell'autore sono che possiamo fare a meno del concetto di Dio, sostituito dal concetto di creazione spontanea dell'universo da noi abitato, ma attenzione, lui non esclude che possano esserci infiniti universi, come suggerito da alcuni aspetti della meccanica quantistica. E a pag. 134 afferma, potrebbe sembrare fantascienza ma non lo e'. Invece a me tutto il libro pare infarcito di fantascienza, e faccio notare che alcuni fisici teorici ritengono l'idea di Dio meno assurda di tante teorie che si basano sulla sua negazione. Semplicemente non e' la scienza che puo' dire la parola definitiva su Dio.Pertanto avverto solo presunzione in questo libro, che inoltre ritengo incomprensibile nelle pagine finali, quando e' proprio allora che si dovrebbe definire esattamente questa creazione spontanea. Altrimenti e' inutile scrivere libri divulgativi, che per definizione dovrebbero essere chiari per tutti, se un'autore non ha questa capacita' lasci perdere, io questo libro lo sconsiglio.

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    Francesco

    02/12/2011 10.26.12

    Un libro che ha dato molto fastidio ai credenti perchè Hawking ha sommato la sua voce a quella dei più grandi scienziati, dimostrando di fatto come la via cosmologica per dimostrare l'esistenza di Dio sia piena di contraddizioni. L'autore propone un modello (che nessuno deve necessariamente accettare) molto più logico, possibile e corretto, e lo fa in maniera molto corretta, non afferma infatti che Dio non esiste ma dice solamente che Dio non è necessario per spiegare le nostre origini. E' insomma il primato della scienza sulla teologia, che ormai sembra definitivamente relegata all'ambito delle semplici opinioni personali.

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    Gabriele Martufi

    11/10/2011 14.14.14

    Finalmente gli scienziati si sono accorti che l'universo non può che essere autoconsistente, e quello che chiamiamo comunemente "Big Bang" altro non è che uno stato particolare dell'universo e non certo "l'inizio". Bene, in questo libro divulgativo vengono illustrate le idee che sono alla base della cosiddetta "teoria del tutto": una ipotetica teoria candidata a spiegare l'universo in ogni sua manifestazione. Dopotutto "Dio", dal punto di vista strettamente scientifico, non spiega assolutamente nulla (chi ha creato Dio?) al punto che non può essere considerato neppure un'ipotesi, perciò a mio parere ha perfettamente ragione il fisico italiano Giorgio Parisi: «Dio per me non è neanche un'ipotesi». Detto questo, alcuni punti andavano spiegati meglio, per esempio, come va interpretata la seguente affermazione: «questo libro si basa sul concetto di determinismo scientifico» (pag. 32), quando oggi sappiamo, indipendentemente dal principio di indeterminazione, che esistono tutta una classe di problemi (sistemi dinamici a comportamento caotico) di cui non siamo in grado di prevedere il comportamento a lungo termine? Ma non solo, a pag. 152 Hawking e Mlodinow affermano: «secondo le leggi della gravità, soltanto in tre dimensioni sono possibili orbite ellittiche stabili. Con altre dimensionalità sono possibili orbite circolari, che però, come Newton temeva, sono instabili. In qualsiasi numero di dimensioni diverso da tre basterebbe una piccola perturbazione [...] a far uscire un pianeta dalla sua orbita», evidentemente qui c'è un "piccolo" problema, perché disgraziatamente la M-Teoria postula l'esistenza di undici dimensioni! In ogni caso, per quanto mi riguarda non credo che esista una "teoria del tutto", perché le teorie scientifiche non hanno nessuna valenza ontologica, sono "solo" approssimazioni della realtà, che valgono in certi ambiti e sotto certe ipotesi, quindi c'è sempre spazio per un principio metafisico sottostante inaccessibile alla ragione.

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    virgilio

    13/06/2011 04.36.08

    Per capire e spiegare la fisica bisogna riuscire a sintetizzarla nei suoi aspetti fondamentali e essenziali...ed è quello che fa l'Autore aldilà dell'elucubrazioni di tant'altri "saccenti" che si riempiono la bocca di cifre senza saperle confrontare e rapportare all'esperienza mentale concreta di chi li segue. Qui l'Autore ricava semplicemente e con figure empiriche, riconducibili all'applicazione sperimentale e, logicamente, dai diagrammi QED di R.Feynman -ossia la rappresentazione diagrammatica delle somme vettoriali dei processi dinamici subnucleari ed elettromagnetici- una visione rinnovata dell'intero bulk racchiudente il nostro universo, che tralaltro per convergenti e complementari corsie è teorizzato e rilevato pure da diversi e autorevoli suoi colleghi (in opere forse più "matematiche" di questa)... Il risultato è una visione dello spaziotempo che disorienta qualcuno ma illumina chi non s'accontenta delle costruzioni convenzionali che limitano i confini del pensiero viziato da troppi condizionamenti tradizionali, in fin dei conti ancora meccanico-settecenteschi. Il realismo modellistico su cui Hawking si basa è la migliore e più chiara concezione neopositivista che attualmente si possa esprimere. Non scorgo qual altro stringente procedimento cognitivo possa sostituirlo, fissando come fa esso: conoscenze acquisite e comprovate...restando nel contempo disponibile a quegli adattamenti e salti evolutivi paragdimatici ormai presupposto e esigenza fondante e irrinunciabile della ricerca contemporanea...e probabilmente d'ogni futuro tentativo d'esplorazione in senso galileano o in senso gnoseologico-teorico generale. Promuovendo così un'analisi nuda e coerente della realtà, che per l'uomo è e diverrà via via maggiormente necessaria o di vitale importanza, risucchiati come siamo da modifiche epocali sempre più contrastanti e veloci del mondo e delle sue idee dominanti...

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    Mauro

    05/06/2011 19.42.06

    Libro contrassegnato da un carattere eccessivamente divulgativo. Si arriva alla fine e non si capisce se si è letta una favoletta o una tesi di astrofisica. Il titolo, da solo, richiedeva un maggiore approfondimento, anche a costo di perdere qualche lettore. Detto questo ritengo che qualunque critica si voglia indirizzare al pensiero di Hawking la si debba fare con cognizione di causa, con gli strumenti della scienza e della logica. Non possiamo pensare di risolvere i problemi che la scienza ci pone sovrapponendo i dogmi religiosi (Galilei docet), anche se il celebre professore avesse preso la più grossa cantonata della sua vita.

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    Max

    30/05/2011 17.27.20

    Viene illustrata molto bene la fisica moderna con immagini azzeccate e figure famose come quella della radiazione di fondo a microonde, il tutto condito con qualche vignetta umoristica sul mondo dei fisici. Il linguaggio è abbastanza accessibile anche ai non addetti ai lavori. Peccato che tutto il discorso attorno all'intervento o meno di Dio nella fisica venga bollato ab-initio in due righe, dicendo che il libro segue una impostazione deterministica della fisica. Uno può essere o meno d'accordo, ma almeno un capitoletto sarebbe stato da dedicare ad una discussione sul determinismo. Ancor più per il fatto che il coautore, Mlodinow, è quello della "Passeggiata dell'ubriaco", un libro dedicato ai tentativi dell'uomo di comprendere la casualità. Non parliamo poi che nessuno dei due si avventura alla ricerca delle "origini" della casualità, come tentò invece di fare lo scienziato italiano Mario Ageno in "Le origini dell'irreversibilità", appunto.

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    Mauro Gamberini

    30/05/2011 09.06.27

    Da una parte i libri di Zichichi scienziato/teologo. Dall'altra i libri di Hawking, scienziato. Io non ho paura e scelgo lo scienziato.

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    Pietro

    16/05/2011 18.59.29

    Mi fa sorridere chi si altera perché l'autore non dà alcuno spazio a un essere onnipotente: qui si parla di scienza! Quanto ai contenuti del libro, ne va rimarcato il carattere decisamente divulgativo: buono per introdurre alla materia un pubblico neofita. Per questo assegno solo 3 stelle, sono rimasto un po' deluso, mi attendevo di più visto anche il battage pubblicitario che ha preceduto e accompagnato l'uscita.

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    Cesare

    12/05/2011 22.14.06

    Quando in libreria vedo libri come questi, la mia prima reazione è una divertita curiosità, dopo che li leggo (complice il gestore della libreria, mio cugino)non riesco a trattenermi dal ridere. L'autore, un pò in ombra ultimamente, ha voluto darsi una rinnovata notorietà con questo libro, ultimo (per ora) di una lunga serie il cui unico scopo è denigrare la religione. Nel libro di scientifico c'è poco o niente, il tutto si riduce a questo idea di fondo: "dato che effettivamente non sappiamo come spiegare l'esistenza dell'universo e delle sue ferree leggi senza la necessaria esistenza di un Dio Creatore, allora diciamo che l'universo si può originare dal nulla". Fantastico!!! E ci voleva tanto per formulare un'idea super rivoluzionaria (!!) del genere? Il resto è un'accozzaglia male assortita di banalità, un "multi"-rattoppamento di teorie e sottoteorie senza capo nè coda. D'altra parte del "multiuniverso" ne aveva già parlato la casa editrice americana di futti MARVEL, molti dei suoi super eroi operano nel multiuniverso..quindi l'autore non è nemmeno originale!. E' vero che Gesù parla di "falsi profeti" ma se essi sono del tipo dell'autore di questo libro, possiamo dormire sonni tranquilli!! La ricerca spasmodica di un posto al sole ha giocato un brutto scherzo all'autore..e lui voleva contrastare e superare Einstein??!!. E' proprio vero che da tutte le parti si ergono questi "falsi profeti" che annunciano al mondo di aver trovato la soluzione, la verità ultima, lo squillio delle loro trombe è assordante ma alla fine le loro teorie si sciolgono come neve al sole, superate da altre teorie e poi queste da altre ancora all'infinito. La ragione di tutto questo è semplicissima: la "via, verità e vita" è una sola persona: Gesù Cristo. Lo si può negare quanto si vuole, lo si può deridere, si può tentare di soffocarne l'idea ecc. ma da duemila anni è LUI l'unica parola di vita, tutto il resto passa e si disperde come sabbia nel vento.

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