Grande guerra, piccoli generali. Una cronaca feroce della prima guerra mondiale

Lorenzo Del Boca

Editore: UTET
Anno edizione: 2007
Pagine: 223 p., Rilegato
  • EAN: 9788802077086
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Recensioni dei clienti

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    Marco mascherpa

    09/09/2014 08:29:59

    Lo scopo dell'autore (e del libro) è di "essere pericoloso". In effetti lo è: per la reputazione dei giornalisti che hanno scelto questo signore come loro presidente dell'Ordine per molti anni. Chi vuole fare il giornalista d'assalto, il polemista per il solo desiderio di esserlo, si occupi dell'attualità e lasci perdere la storia. Lo scopo del libro è uno solo: dimostrare la tesi dell'autore che gli italiani, specie se potenti, sono sempre gli stessi e che i furbetti e furboni di oggi hanno ragione d'essere perchè hanno illustri antenati. Per farlo raccoglie notizie di seconda mano, mischia in guazzabuglio informe notizie storiche, storielle da osteria, passi di libri decontestalizzati, riferimenti all'attualità senza senso e tutto ciò che può portare inchiostro alla sua penna di polemista. Di storia, quella seria, quella critica e moderna ce n'è veramaente poca: di edonismo, invece, a profusione. Mi viene in mente quel professore universitario che aveva sostituito la parola "superficiale" con "giornalistico". Sconsigliabile per chi la storia non la conosce... E anche a tutti glia altri. Superficiale, confuso e pretenzioso.

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    Renzo Montagnoli

    25/08/2014 09:45:01

    Il libro di Lorenzo Del Boca ripercorre il tragitto di un conflitto orribile, impietoso, in cui i nostri soldati, pur distinguendosi per alto senso del dovere e facendosi in pratica massacrare, si presero costantemente le colpe delle sconfitte, colpe che invece erano dei Comandi Superiori e in primis del Comandante in capo Luigi Cadorna, capace di dissanguare un paese nelle tante battaglie dell'Isonzo adottando la medesima tattica dell'attacco frontale. Lui, inoltre, insieme a Badoglio e a qualcun altro, è l'unico responsabile della disfatta di Caporetto, che volle tuttavia imputare alla vigliaccheria dei soldati. Ci sono pagine e pagine che parlano della vita in trincea, dell'assenza della benché minima visione strategica e tattica, delle punizioni, spesso immotivate, dei poveri fantaccini, delle fucilazioni gratuite, delle decimazioni, tanto che verrebbe da pensare che il nemico non era quello che ci fronteggiava, bensì chi decideva scelleratamente nelle retrovie. A Cadorna, poi rimosso dall'incarico su pressioni degli alleati e sostituito dal generale Diaz, intitolarono vie e piazze, e ancora ce n'è qualcuna che porta il suo nome; dico solo che a lasciare intestato qualche cosa a questo sciagurato è criminale, perché era meritevole di un solo trattamento: degradazione pubblica e fucilazione alla schiena. Da leggere.

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    Franco

    28/10/2013 18:59:00

    Gran bel libro. Non sono un profondo conoscitore della storia della Grande Guerra, ma l'argomento mi coinvolge molto(anche perchè mio padre l'ha fatta). Ho letto alcuni altri libri sull'argomento (Viazzi, Bandini, Pieropan...), ma questo mi è parso il più lucido, giustamente FEROCE come detto in copertina, molto argomentato (al lettore Baradel: qualche errore in tanta messe di citazioni si può scusare). Poichè, ripeto, non sono uno storico della Grande Guerra, mi associo e condivido appieno le recensioni dei lettori Piero e Ilaria e consiglio senz'altro la lettura del libro.

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    Piero

    28/01/2009 14:46:06

    Ovviamente Del Boca lo si legge per la sua vena polemica che lo contraddistingue e perchè è uno dei pochi che cmq, ancora oggi, a quasi un secolo di distanza, ci va giù duro sulla pochezza dei vertici dell'esercito italiano e più in generale su certe figure (o forse dovrei dire figuri) che hanno ricoperto importanti cariche dall'Unità di Italia in poi. Avevo già letto "Maledetti Savoia" di DB per cui il suo stile lo conoscevo già. E' vero che dice cose trite e ritrite per chi ha un po di conoscenza storica degli eventi che riguardano la Grande Guerra e più in generale il periodo storico che va dalla fine dell'800 all'inizio del 900. Io ho già letto in proposito vari libri:Silvestri, Gibelli, Quirico, il suo omonimo Angelo (Del Boca ^^). Tuttavia come le dice Del Boca (Lorenzo)le cose non le dicono gli altri. Il suo modo di mettere a nudo certe colpe e certi "orrori/errori", senza mezzi termini, oserei quasi dire che è ammirevole, visto che ancora oggi qualcuno preferisce ammettere delle colpe ma sempre usando i "guanti bianchi". Non dimentichiamoci che l'incompetenza e la presunzione di persone come Cadorna, Capello, Badoglio (giusto per citarne qualcuno) hanno comportato un tributo di sangue maggiore di quello che avrebbe potuto essere. Sangue di giovani e coraggiosi italiani. Magari vuol fare anche sensazionalismo oltre che storia.... ma a me piace anche per questo. E' vero, come segnala qualche recensore, che ci sono degli errori marchiani. Però, vista la tipologia dell'errore, a me viene più da pensare che gli errori siano imputabili non all'autore, ma a chi a monte ha proceduto a preparare il testo per la messa in stampa. Un errore di ricopiatura insomma......

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    Ilaria

    02/04/2008 20:45:55

    Questo libro non è solo "una cronaca feroce della Prima guerra mondiale", ma è un viaggio inetnso&coinvolgente in quel labirinto di "catacombe a cielo aperto" in cui le sofferenze, le paure e le sopraffazioni di soldati senza nome s'intrecciavano con le grandi date della storia (e non per questo si può accusare Del Boca di inesattezza storica!). Non credo sia il caso di lasciarlo in libreria, perchè tra testimonianze&veri e propri scoops, riesce a strappare anche qualche sorriso (basti pensare ai ritratti ironici di Cadorna e del re Vittorio Emanuele) laddove può essere solo la compassione o la rabbia a guidare la lettura... E poi ho imparato che: la storia forse non è sempre razionale, a volte cause ed effetti si sfumano e acquistano senso solo se filtrati dal concetto di UMANITA', con tutti i suoi limiti e la sua VILTA'. Anche Caporetto fa parte del nostro DNA ed è il lato, + vergognso ma + vero, che meglio ci rappresenta... Non nascondiamoci dietro un dito (dietro "apparenti successi" come quello di Vittorio Veneto) e non lasciamoci prendere dalla presuntuosa abitudine di banalizzare anche una pag così dolorosa della nostra storia, anzi riflettiamo sul nostro ESSERE ITALIANI: "Caporetto è ancora oggi" purtroppo. Consiglio a tutti di leggere questo libro... e di RILEGGERLO CN MAGGIORE SENSIBILITà a chi forse l'ha giudicato troppo in fretta (pur nel rispetto dei gusti e delle opinioni altrui!) O°:)

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    camillo

    27/11/2007 09:13:27

    Libro in cui c'è poca distinzione fra aneddoti e fatti accertati, come c'è poca distinzioni fra fonti storiche e articoli di giornale scritti oggi. Cronaca feroce, dice il sottotitolo, io direi preconcetta e con una grande attenzione ai temi di oggi. Soldi non ben spesi.

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    ATTILIO BARADEL

    04/11/2007 18:11:27

    Un libro di una rozzezza incredibile. Serviva confermare quello che tutti già sanno da decenni circa la stoltezza dei nostri generali durante la Prima Guerra Mondiale? E poi gli errori: Badoglio che comandava la XXVII Armata e non il XXVII Corpo d'Armata (pag. 183); citato lo storico Isnardi a pag. 181: forse voleva citare Mario Isnenghi; più volte rimanda al volume di A. Pirazzolo "La battaglia di Caporetto, nelle impressioni di uno che c'era": l'autore è invece Antonio Pirazzoli. Da lasciare in libreria.

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    samuele

    25/07/2007 21:09:44

    Lorenzo del Boca ci mostra, nuovamente, di essere un ottimo studioso di storia italiana,oltre che un pregiato giornalista. Un'opera decisamente controcorrente, atta a scardinare una volta per tutte quella visione "risorgimentale" della Prima guerra mondiale, che in realtà ci viene mostrata nella sua crudezza come immane ecatombe di poveri "fantaccini". Il tutto nella generale indifferenza di chi ebbe grandi responsabilità e che mostrò ben poca umanità. Forse in copertina avrebbe ben figurato un fotogramma del film di Francesco Rosi "Uomini contro" più che "La grande guerra" di Monicelli.Ma questa non è certo una critica all'ottimo lavoro di Del Boca. Lo consiglio a tutti... in particolare agli insegnanti di materie storiche. Samuele

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    Ernesto Carratù

    13/07/2007 00:20:17

    Un libro che mi fa ricordare mio Nonno, Uomo del Cilento, che aveva vissuto quegli anni del primo conflitto mondiale. Un libro che merita di essere letto e farci riflettere sulle persone che ci hanno comandato e che continuano a farlo senza merito. Se vi capita di visitare la Scuola Militare di Modena dove si forgiano gli Allievi Ufficiali troverete la foto di Cadorna insieme ad altri illustri Generali che, mi auguro, non usarono la decimazione per farsi ubbidire. Stranamente in Italia si parla sempre della seconda guerra mondiale, forse più vicina a noi, nessuno vuole ricordare cosa costò in vite umane il 1° conflitto e se tocchiamo il tasto vi è la risposta: In quel conflitto abbiamo vinto. Io oso dire: e se avessimo perso? Complimenti all'Autore.

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