Il grande saccheggio. L'età del capitalismo distruttivo

Piero Bevilacqua

Editore: Laterza
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 217 p., Brossura
  • EAN: 9788842099789
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    Letizia

    28/05/2011 00:38:08

    Bel libro, ottimo compendio dei mali contemporanei, con una serie di proposte per porvi rimedio. La critica muove dalla constatazione del fallimento della teoria capitalista, i cui risultati negativi sono occultati se non negati. Si esamina il metodo di calcolo del Pil, insufficiente e non veritiero, e si prova come la supply side economics, basata sui precetti classici della domanda/offerta non abbia dato alcun impulso al mercato. Un'osservazione interessante riguarda la supina accettazione dei dettami di Adam Smith, che prendeva a riferimento gli agricoltori scozzesi; non si può infatti trascurare il profilo antropologico e sociologico del modello ed osservare che quegli agricoltori erano « timorati di Dio ». Qui Bevilacqua sfiora un tema approfondito doviziosamente da E. Todd nel suo « Après la démocratie », cui rimando perché l'analisi antropologica è, come mostra il libro, essenziale e strategica. Altro tema fondamentale è quello della semplificazione dei modelli (economico, politico, sociale ed infine storico) in società contemporanee che sono invece altamente complesse. Alla semplificazione consegue l'iperspecializzazione delle competenze, che si traduce nella svalutazione della complessità, nella cecità alle problematiche e quindi nell'incapacità non solo di saper vivere nella società complessa, ma di parteciparvi o di poter indurre cambiamenti. Risultato, cito: « una cultura a responsabilità limitata e a irresponsabilità generale ».

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