Traduttore: G. Coci
Editore: BEAT
Collana: BEAT
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 847 p., Brossura
  • EAN: 9788865590737

82° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Gialli - Narrativa gialla

Disponibile anche in altri formati:

€ 8,92

€ 10,50

Risparmi € 1,58 (15%)

Venduto e spedito da IBS

9 punti Premium

Disponibile in 3 gg lavorativi

Quantità:
Aggiungi al carrello

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Ross

    16/08/2016 14:47:25

    Dopo aver letto "Le 4 casalinghe di Tokio" ho affrontato "Grotesque" piena di speranze, purtroppo andate tutte deluse. L'autrice fa una gran confusione, i personaggi principali finiscono con l'assomigliarsi tutti, quindi ad un certo punto sono stata addirittura portata a credere che fossero la stessa persona (sorpresona finale?) e invece no, era solo confusione, appunto! L'escamotage di presentare gli stessi eventi, colti da punti di vista diversi, poteva anche essere interessante, ma la "ripetizione eccessiva" (rischio sempre in agguato, in operazioni del genere), ha reso questo romanzo un polpettone (a mio parere) che ho finito di leggere solo illudendomi che mi stupisse con un bel finale e invece no! Peccato!

  • User Icon

    GIOVANNI

    29/10/2015 15:06:58

    Dopo aver letto tutto di Murakami volevo conoscere qualche altro scrittore giapponese e mi sono imbattuto nella Kirino. Prima le 4 casalinghe di Tokio e poi Grotesque, se il primo mi è piaciuto il secondo mi ha aperto un mondo. Se Murakami vede il Giappone con occhi delicati e bonari la Kirino è invece impietosa nel descrivere una società perfetta in apparenza ma profondamente ingiusta nel suo cuore. Violenza, cattiveria, ingiustizia e volgarità ci vengono buttate addosso come una secchiata di acqua gelida. Il Giappone rimane una terra misteriosa ma dopo questo romanzo l'immagine che se ne ha è un pò più reale e meno incantata.

  • User Icon

    Alessio Rota

    03/04/2015 22:04:44

    disastro..quasi 900 pagine di nulla scritte in maniera meno che scolastica. Ho, scioccamente, tenuto duro perchè in fondo la lettura delle "4 casalinghe di tokio" è stata godibile, se pure sempre di qualità stilistica infima (non so in realtà quanto possa aver inciso in questo una traduzione di basso livello) e mi aspettavo una crescita che mai è arrivata quanto piuttosto un travolgente sconfinare nella noia, nella ripetitività, nella forzatura descrittiva, nella banalità. Statene alla larga

  • User Icon

    stefano

    30/12/2014 17:14:06

    Il titolo è azzeccato. La scrittrice riesce molto bene a descrivere la mentalità contemporanea giapponese, legata ancora alla tradizione ma non di risolvere le tendenze, gli influssi del mondo occidentale. Costruisce un romanzo in cui viene fuori un mondo veramente grottesco, contorto e rigidissimo, violento. L'immaginazione dell'autrice, in certe atmosfere e situazioni, soprattutto per quanto concerne la realtà femminile, che annaspa, si contorce, sgomita, graffia, rimanendo sempre in una dimensione psicologica sconcertante e passiva, non si risparmia, denunciando senza mezzi termini la Donna del Sol Levante, una creatura che appare ancora lontana e fragile, priva di una consapevolezza attiva, moderna, vincente.

  • User Icon

    manolita

    15/05/2014 12:41:46

    Ottimo affresco di una parte della società nipponica.Ci si immedesima nei personaggi. Molto crudo e reale. Il racconto da più prospettive rende la storia ,a tratti, ripetitiva:questo,a mio avviso, è l'unico difetto.

  • User Icon

    Emanuele

    05/01/2014 00:45:39

    è il primo romanzo che leggo della Natsuo, ma di sicuro ne leggerò altri! 900 pagine e non sentirle! Premesso che io amo le storie narrate da più punti di vista, in questo romanzo tutti i personaggi sono caratterizzati magnificamente e riusciamo ad immedesimarci in tutti quanti, anche nell'assassino. Entriamo nelle vite tormentate di queste 3 donne che, per motivi diversi, saranno legate per tutta la vita. La Kirino con mano ferma e incisiva descrive la società sessista giapponese in maniera impietosa, senza via d'uscita per le donne desiderose di emergere grazie alle proprie capacità. Mi ha "deluso" solo il finale, poco credibile per me, chi lo ha letto capirà cosa intendo... per questo non do 5 stelle ma 4.

  • User Icon

    Arianna

    06/09/2012 19:47:34

    Bellissimo romanzo di una delle più grandi scrittrici giapponesi. Alla pari di "le 4 casalinghe di Tokio" e di "Morbide guance". Non do il massimo solo perchè secondo me si "trascina" un po' troppo alla fine (ma forse sono soltanto io che mi stanco a leggere libri tanto lunghi). da leggere assolutamente

  • User Icon

    Rita

    05/08/2012 15:33:38

    Romanzo di rara bruttezza. Al di là della provenienza geografica dei personaggi, tutte le voci narranti appartengono a soggetti affetti da patologie psichiatriche o di rilevanza psicologica (anoressici, borderline, soggetti con iper sessualità, assassini sociopatici) . Soggetti che, come può accadere in ogni parte del mondo, da un contesto sociale di povertà o familiare "malato" , escono "guasti". Storie che possono essere collocate geograficamente ovunque. Il tutto nella più assoluta banalità e nella noia più profonda. Unica nota "positiva"? lettura fluida con possibilità di scorrere velocemente molte pagine più inutili delle altre.

  • User Icon

    silvia

    23/12/2011 19:13:57

    Apparire, sembrare, competere, emergere: l'argomento è interessante, ma non viene approfondito, quanto piuttosto ribadito in uno stile piatto e ordinario, lontano dalla prosa essenziale che rendeva "Le quattro casalinghe di Tokio" un capolavoro di equilibrio. Lo squallore della miseria interiore non viene analizzato ma fotografato da un'angolatura banale.

  • User Icon

    simone

    18/05/2009 15:58:31

    Parto subito dicendo che il libro non mi è piaciuto più di tanto, il voto che avrei voluto dargli sarebbe 2,5. è scorrevole si e le 900 e più pagine volano via ma la storia l'ho trovata scontata e persino un pò benale, con un finale per nulla a sorpresa. ho trovato invece molto interessante e il racconto sulla cina! Un libro da leggere ma se volete leggere la vera kirino vi consiglio vivamente morbide guance epico e memorabile e le quattro casalinghe di tokyo.

  • User Icon

    mafalda

    06/05/2009 18:42:20

    Anche se secondo me non eguaglia Morbide Guance, Grotesque è, comunque, bellissimo. La mostruosità della bellezza, l'impossibilità a trovare la verità che è dentro ogni voce narrante, ognuna diversa, ognuna con una diversa verità. Il brano del viaggio in treno, una sorta di viaggio allucinante verso l'occidente, è epico. La Kirino è grande, attendo Real World che dovrebbe uscire fra poco. La consiglio a scatola chiusa :-)

  • User Icon

    kikkokat

    04/05/2009 23:38:08

    Ho trovato questo libro assolutamente bellissimo. L ho letto l estate passata quindi quasi un anno fa. Certo è lungo, ma quando è finito rimpiangi il fatto ke non è rimasta piu' nessuna pagina da leggere. Premetto che adoro il Giappone e questa scrittrice in particolare credo sia davvero brava. Spero che la casa editrici pubblichi altri suoi lavori. Una cosa che posso dirvi è che il capitolo con il protagonista l'uomo cinese potete anche evitare di leggerlo, non influisce minimamente sui fatti della storia. Siccome il libro è molto lungo (+ di 900 pagine) è solo un consiglio che vi do, poi siete voi ke deciderete A me cmq non ha pesato assolutamente. Voto altissimo, grandissima Natsuo Kirino.

  • User Icon

    Tamy

    07/10/2008 11:46:32

    Un bel libro anche se a volte ho fatto fatica ad andare avanti, fine inaspettata e profili psicologici descritti abilmente. Ne consiglio la lettura

  • User Icon

    Gabriele

    17/09/2008 16:00:16

    Ho notato questo libro per puro caso in libreria,e sono rimasto attratto dalla copertina,tant'è che mi pareva un horror alla The ring. Appassionato dal Giappone,e avendo letto anche altri autori di quel paese, ho fatto delle ricerche prima di acquistarlo,e non me ne sono pentito.La lettura scorre piacevole nonostante le tante pagine, si rimane catturati dal mondo e dalle protagoniste descritte,nonchè da uno spaccato della società giapponese:classismo,invidia,lotta per emergere... Diversi anche i punti di vista di lettura.Personalmente non mi è piaciuta una cosa nel finale,forse xchè non l'ho capita e che magari appartiene troppo alla cultura orientale.Consigliatissimo

  • User Icon

    standbyme

    13/09/2008 13:00:59

    Dopo aver terminato "Grotesque" sono rimasto frastornato per un po’ di giorni tanto è intenso. Non sarà facile scriverne la recensione ma ci provo ugualmente. Ottimamente strutturato con l’avvicendarsi dei principali personaggi come "io narrante" così da mettere in luce i vari punti di vista (se fosse un film meriterebbe senz’altro l’Oscar per il montaggio). La prosa è scorrevole e piacevole, nonostante le 910 pagine si arriva alla fine senza mai annoiarsi Ci si immedesima molto bene in Yuriko, in sua sorella (noterete che non appare mai il suo nome), in Kazue, in Mitsuru e in Zhang. Le prime quattro sono ragazze che, nonostante appartengano ad un ceto “medio”, frequentano una prestigiosa, esclusiva e costosa scuola di Tokyo. Anche se fin dalle prime pagina si capisce il ruolo che riveste Zhang non voglio togliervi il piacere di scoprirlo. Vi parrà strano, dato le tematiche trattate nel romanzo, ma non ho trovato personaggi particolarmente "odiosi" o antipatici ad esclusione del padre di Kazue e del padre di Yuriko. I sentimenti che traspaiono nel romanzo? Parecchi e tutti negativi: odio, invidia, ambizione sfrenata, superbia, arroganza, avidità... Tutti ne escono perdenti. Si salvano, forse, il nonno di Yuriko e la collega di Kazue: quella Yamamoto la cui apparizione è così breve tanto da rivestire un ruolo di comparsa quindi quasi non conta. Da queste mie poche parole può sembrare un romanzo intenso ma “facile”. Al contrario è un libro “difficile, molto difficile” da interpretare. I messaggi che l'autrice ci dà, gli spunti di riflessione, i concetti espressi nel corso della narrazione sono troppi e ci si perde. Sento che c'è molto, qualcosa ho afferrato ma la maggior parte mi sfugge. Posso affermare con certezza che le azioni, i comportamenti, i crimini di tutti sono dovuti esclusivamente al "libero arbitrio" di ognuno. Troppo semplicistico? È possibile. È il parere di un uomo che fa fatica a capire la psicologia femminile e immedesimarsi nel loro Io? Forse. Ma più di così non so che dire, ma sì: ottimo libro!

  • User Icon

    BlueSyren

    08/09/2008 14:17:38

    Tre vite, tre diari, tre punti di vista, tre mostri diventati tali per motivi diversi ma tutti riconducibili ad uno stesso filo, tre menti psicotiche, condannate al dramma e all'infelicità assoluta sullo sfondo di una Tokio mostruosa, fagocitante, pazza come le sue tre prostitute, ognuna a modo suo, di cui una non ha nemmeno un nome (l'anonima sorella scrivente di YuriKo). Non si sa chi dica la verità, non si sa di quale delle tre donne sia vera la versione: è un libro di odio, di menzogne, di rifiuto, di disincanto, dove la follia personale è provocata e inglobata dalla follia collettiva di una società allucinante come quella giapponese. Mi è piaciuto, amo molto lo stile spietato della Kirino, però l'ho trovato obiettivamente troppo ripetitivo in alcune parti ed eccessivo in alcune descrizioni: con 2 - 300 pagine in meno (per esempio il diario del cinese, un po' lungo e inutile) e un finale meno sbrigativo e un pò deludente dopo tanta logorrea, sarebbe stato un vero capolavoro. Comunque un bel libro, da leggere, anche se preferisco "le 4 casalinghe" su tutti, anche su "Morbide guance".

  • User Icon

    Lyra Bellacqua

    03/09/2008 14:07:12

    Che dire? Non un'inutile lettura, lo spaccato della società giapponese c'è, l'idea dell'alternarsi dell'io narrante come è stata attuata qui la trovo interessante, l'introspezione fatta su alcuni personaggi è molto realistica, ma quante ripetizioni, quante parole per spiegare le stesse ossessioni, e che angoscia lascia dentro. Nonostante tutto, impossibile da abbandonare a metà.

  • User Icon

    romi

    30/08/2008 14:51:50

    E' un buon libro di poliziesco c'è ben poco ma sicuramente e un romanzo molto profondo,riflessivo sia nelle descrizioni dei personaggi che nella loro psicologoia. Peccato che in alcuni tratti sia troppo dispersivo.Vale sicuramente la pena di leggerlo!!!!!!!

  • User Icon

    isabella

    06/07/2008 19:01:41

    Condivido tutti i commenti che mi precedono, tranne l'ultimo in quanto esprimono compiutamente quello che anch'io ho pensato. Ma aggiungerei un'osservazione; mi ha colpito la mancanza totale di senso della famiglia o per lo meno di un minimo di affetto che dovrebbe legare chi ha legami di sangue cosi stretti Qui a parte un'accenno di affetto della protagonista per il nonno, tutti si odiano, o peggio sono indifferenti.

  • User Icon

    ANNALISA

    04/07/2008 08:47:06

    Nonostante le numerosissime pagine, ho letto questo libro in 5 giorni. L'ho trovato splendido,forse anche più bello delle quattro casalinghe di tokio che già mi erano piaciute da impazzire. Ora devo leggere morbide guance. Questa scrittrice mi piace davvero molto! Consigliatissimo!

Vedi tutte le 26 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Recentemente pubblicato in edizione tascabile da Beat, Grotesque di Kirino Natsuo è un autentico tour de force narrativo che si dipana attraverso le storie di quattro personaggi lontani per background familiare, valori morali e scelte di vita, ma le cui esistenze si intrecciano in un carosello umano grottesco e surreale dove ognuno è allo stesso tempo vittima e carnefice di se stesso. Un romanzo che corre sul filo della memoria, ma soprattutto del rancore e dell'insofferenza nei confronti di una società votata all'apparenza, esasperatamente competitiva e ostile verso coloro che non riescono a uniformarsi ai suoi dettami. A guidare il lettore in questo viaggio nei meandri della psiche dei protagonisti è un'anonima impiegata "mezzosangue" di origini nippo-elvetiche, corrosa da una gelosia mai sopita nei confronti della bellissima sorella, Yuriko. Sarà proprio la morte di quest'ultima a mettere in moto l'ingranaggio della trama, aprendo uno squarcio sulla spirale di gelosia e frustrazione innescata dal fascino irresistibile della giovane donna. I dettagli forniti sulle modalità dell'omicidio sono tuttavia irrilevanti allo sviluppo della trama: gli investigatori giocano un ruolo marginale nell'economia del romanzo e non vengono mai addotte prove inconfutabili dell'effettiva colpevolezza di Zhang, il clandestino accusato dell'omicidio di Yuriko, e della sua rivale Kazue. La vera forza del romanzo risiede invece nella spietata lucidità con cui Kirino disseziona l'animo dei suoi protagonisti, in particolare dell'universo femminile, mettendone in luce gli aspetti più truci e sordidi. In un intreccio di voci che si avvicendano nella narrazione, l'autrice lascia la parola ai personaggi stessi e alle loro "verità" parziali, tutte inattendibili e allo stesso tempo autentiche. L'affresco che ne viene fuori è un insieme polifonico, costantemente dissonante, dove ogni emozione, ogni sogno si trasforma in qualcosa di mostruoso, aberrante: la naturale competizione tra due sorelle diventa un odio totalizzante che catalizza l'intera esistenza della narratrice; la bellezza si fa strumento di potere e, allo stesso tempo, colpa originale da cui Yuriko non riesce mai ad affrancarsi se non attraverso la prostituzione; l'ambizione di una brillante carriera conduce la competitiva Kazue sul baratro della schizofrenia e dell'anoressia, nel tentativo estremo di trovare un equilibrio tra la sua identità diurna di impiegata modello e quella notturna di prostituta di strada; il sogno di ricostruirsi una vita migliore in un paese straniero si trasforma in una chimera per Zhang, che finisce con il condurre un'esistenza da reietto, macchiandosi di orrendi crimini. Grotesque è un romanzo ambizioso e strutturalmente complesso in cui l'autrice mette a nudo il lato oscuro delle passioni umane e le derive a cui può condurre un sistema gerarchicamente rigido e intrinsecamente iniquo, dove genere, razza e status sociale definiscono l'identità del singolo. Sebbene le atmosfere claustrofobiche e il senso di sospensione dai meccanismi di mimesi romanzesca a volte rallentino la lettura di questo lungo romanzo, la narrazione è avvincente – anche grazie alla scorrevole traduzione di Gianluca Coci – e ricca di suspense. Ma soprattutto, Grotesque è un romanzo che non lascia indifferenti. Seduce il lettore, sospeso tra straniamento e curiosità, evocando un mondo lontano, ma al tempo stesso lo sgomenta con l'implicito atto d'accusa verso un sistema di valori dominato da dicotomie banalmente atroci: vergine-puttana, sostanza-apparenza, dovere-libertà. È forse proprio l'assenza di una netta cesura tra noi e tutto questo a lasciare il segno più profondo, acuendo la dimensione grottesca che il romanzo riproduce pagina dopo pagina. Emanuela Costa