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Cristiano De Majo

Collana: Scrittori
Anno edizione: 2014
Pagine: 241 p., Brossura
  • EAN: 9788862200998
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Recensioni dei clienti

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    Carol

    22/01/2015 09.07.43

    Ho acquistato questo libro dopo averne letto l'estratto, perché mi aveva incuriosito, ma mi sono ritrovata fra le mani qualcosa di completamente diverso da quello che la lettura delle prime pagine e le recensioni potessero lasciar immaginare. L'autore racconta la sua paternità e il suo passaggio dalla condizione di figlio a quella di genitore utilizzando diverse chiavi narrative: il diario, il diario di viaggio, il flusso di coscienza, le citazioni, la ricerca scientifica..., con un risultato poco omogeneo nel complesso. Per quanto alcuni passaggi siano molto profondi e le riflessioni personali dell'autore-protagonista suscitino nel lettore spunti per altrettante riflessioni, ho trovato il libro sconclusionato e a volte noioso: la descrizione del viaggio in America sembra ripresa da un blog di viaggiatori, alcuni episodi riferiti ai figli sembrano ripresi da uno dei tanti mummy blog ed anche le altre esperienze personali riportate non hanno niente di originale, ma sembrano scopiazzate da articoli di giornale o interviste. L'autore passa dall'esperienza della paternità al "viaggio americano", dal suicidio dell'amico alle problematiche degli immigrati clandestini, dai problemi di coppia alla morte di un figlio, dalla precarietà sul lavoro all'esperienza della malattia, infarcendo il racconto di troppi elementi ma non riuscendo a collegarli fra loro in modo incisivo. Per tutta la lettura ho avuto inoltre costante la sensazione del già sentito, del già letto, in parte perché molte delle esperienze narrate sono condivise anche dalla maggior parte delle persone della generazione dello scrittore e in parte perché non avevano nulla di originale nel contenuto in sé e nel modo di raccontarle. Insomma, il solito libro ombelicale di un giovane autore italiano. Non condivido le recensioni entusiastiche della critica. Se i "giovani" narratori italiani sono questi, torno a leggere i ben più interessanti e bravi scrittori americani.

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