La guerra del basilico

Nico Orengo

Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 1994
Pagine: 196 p.
  • EAN: 9788806134532
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recensione di Segre, C., L'Indice 1994, n. 5

I lettori di Orengo lo sanno bene: sotto la piacevolezza, accanto alla comicità, si possono affrontare temi assai seri. Quest'ultimo romanzò (molto vicino a "Le rose di Evita" del 1990; l'ambientazione geografica è quella cara a Orengo) è uno dei risultati migliori di questa mistura inconsueta. E si è costretti a guastare il divertimento dei lettori, assolutamente garantito, per segnalare la sapienza costruttiva che sorregge la narrazione solo in apparenza sbrigliata.
Già il titolo è scherzosamente 'déroutant'. La guerra del basilico è il furto sistematico delle foglie di una gigantesca pianta di basilico posta davanti all'Hotel Tropicana di Ponte San Luigi, luogo deputato di quasi tutto il romanzo. Il furto è opera di una cameriera frustrata, ma si collega con la storia ben più avvincente di una donna misteriosa venuta dal mare e poi partita senza parlare n‚ rivelarsi. Il profumo "intenso, fastidiosamente penetrante" del basilico si effonde a ogni foglia strappata, attraversa le pagine del libro, propone messaggi segreti e piccoli enigmi, mentre i responsabili della cucina sono costretti spesso a offrire piatti al basilico senza basilico.
Altro tema ricorrente è quello della ricerca di cimeli da parte di un vagabondo patetico, Oscar, che si definisce "ricercatore di feticci". Feticci di ogni genere: il bicchiere in cui ha bevuto il grande politico X, il vestito portato in un dato film dall'attrice Y, e in particolare la chaise-longue su cui posò le magnifiche spalle Grace Kelly, durante le riprese di un film ("Caccia al ladro": chi non ricorda le corse in macchina sui tornanti della Costa Azzurra?) segnate da una sua scomparsa di qualche giorno, certo per un convegno amoroso tenuto ben segreto.
La storia principale riguarda la professoressa Sandra Piovano, spedita dal Politecnico di Torino a indagare sull'improvvisa diffusione sul fondali della riviera ligure di un'"alga assassina", la 'caulerpla taxifolia', che minaccia di distruggere flora e fauna ittica. C'è il sospetto, anzi la certezza, che l'alga provenga dalle vasche del Museo Oceanografico di Montecarlo: sfuggita per un errore che ora i responsabili fanno il possibile per nascondere. Il compito di Sandra è dunque di scoprire la verità senza insospettire troppo i colleghi monegaschi: è, e si considera, una specie di James Bond in gonnella.
Il soggiorno di Sandra nello scalcinato Hotel Tropicana è dunque fitto di scambi di materiali, fax e telefonate con e dal laboratorio di Torino, ma soprattutto di corse a Montecarlo. Il comportamento ambiguo, reticente o sviante del direttore e del personale del museo, le loro iniziative sleali, anche col ricorso alla stampa quotidiana o a un congresso addomesticato, rappresentano un esempio, per quanto fittizio, di guerre ecologiche certamente non rare. Sandra è abile, e riesce a scoprire molto, in parte con l'aiuto degli stravaganti ma intrigati amici dell'Hotel. Persino la tresca con Jacques Boyd, aiuto del direttore del museo, non è priva di sottintesi spionistici da parte di entrambi, sebbene alla fine risulti meno frivola di quanto preventivato. Anche Boyd come Bond? Certo, alla fine pare che possano allearsi, ma tutto resta in sospeso.
Infine, quelle che quantitativamente dominano sono le comiche traversie dell'Hotel Tropicana, con i suoi proprietari, due avvocati di Magenta, alcolizzato l'uno, giocatore di roulette l'altro, un po' falliti un po' imbroglioni, con il cameriere-cuoco-pianista, Adriano, ch'è anche pittore e scrittore della domenica, e una continua, fatale alternanza di crisi finanziarie e iniziative di animazione. I frigoriferi si riempiono e si vuotano, il personale appare e si dilegua secondo l'esito delle notti alla roulette, si alternano feste spagnole e "giornate giapponesi", che permettono di utilizzare come camerieri un gruppo di turisti del Sol Levante; poi giungono come frequentatori dei cinematografari impegnati a girare film sulla cucina mediterranea, ma soprattutto pellicole porno: buona occasione per spillargli un po' di soldi con la minaccia d'una denuncia. Alti e bassi che si concludono con la fuga dei proprietari, con la promozione sul campo del cameriere-factotum a direttore, e con l'esposizione di un'insegna "Bed and breakfast". Ma la sorte dell'edificio sarà presto un'altra: la trasformazione in residence.
Adattandosi, e in parte accettando i suggerimenti, della linea narrativa comica (alla Blake Edwards o alla Mel Brooks) e di quella ecologica, si svolge l'esperienza personale, diciamo l'emancipazione della professoressa, recentemente tradita dal marito che cerca lagnosamente di riconquistarla e angosciata dai problemi della figlia bambina di cui si occupa per il momento la nonna. Se Sandra è, all'inizio, una seria ricercatrice assillata dai problemi familiari e dalla sbandata del marito ancora da smaltire, a poco a poco l'eccitazione dell'indagine, il clima libero e fantasioso dell'albergo, l'evidente interesse con cui viene scrutata e spogliata dagli sguardi maschili, la spingono a pensieri e comportamenti molto più liberi. Elabora un amore romantico, e ricambiato, col rigattiere di feticci, Oscar, ma va poi a letto con Boyd, mentre Oscar ha una notte d'amore con una vecchia amica.
Sullo sfondo del romanzo ci sono le grandi furfanterie moderne, il riciclaggio di denaro sporco, i traffici inconfessabili, la droga, le guerre commerciali ed economiche. Vi s'inserisce anche lo scontro ecologico, con le sue conseguenze devastanti e la malafede dei responsabili del disastro. In confronto, i piccoli peccati dei personaggi sono poca cosa, e ispirano, per i loro modi, simpatia o sorridente compassione. La tendenza a prendere la vita come un gioco, filosofia comune agli attori della vicenda, o l'inseguire fantasie e sogni conditi di autosuggestione, come fa Oscar, sono comportamenti che nel complesso sembrano salvare un'umanità minacciata dalle spinte del "progresso". Anche la straccionaggine di certo turismo internazionale viene sublimata nell'ambiente scombinato dell'Hotel Tropicana.
E poi, c'è l'intensità dell'eros, rappresentata dal romanzo incompiuto che Adriano, proprio alla metà del libro, fa leggere a Oscar: la donna bellissima giunta dal mare, svenuta o forse intontita da un colpo, viene ospitata e stesa sul suo letto da Adriano ragazzo, viene contemplata e carezzata in tutte le posizioni che egli le fa assumere. Onde calde di sensualità travolgono sempre più il ragazzo, portandolo a un'eiaculazione cui stranamente prende parte la donna pur nel suo stato d'incoscienza. Tutto poi si conclude in una vaga irrealtà: la sparizione della donna, la sua riapparizione fugace ad Adriano, i suoi possibili messaggi simbolici. Un'esperienza, comunque, che lascia tracce indelebili, e che pare irradiarsi su tutti i frequentatori del luogo. Anche sui lettori, appagati.