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Curatore: M. Eusebi
Editore: Carocci
Anno edizione: 2003
Pagine: 104 p.
  • EAN: 9788843029709

Si può dire che con Guglielmo IX (1071-1126) - il più antico trovatore di cui siano pervenuti componimenti - si inaugura la storia della moderna poesia occidentale. E questa storia si apre nel segno della contraddizione e dell'enigma. Non soltanto perch il canzoniere di Guglielmo - definito da Rajna "trovatore bifronte" - intreccia ai primi esempi di canto cortese ( con i tempi, destinati a diventare classici, dell'obbedienza alla dama, della sofferenza che affina, del joi interiore) poesie francamente oscene o burlesche contenenti gustose racconti di prodezze o fallimenti sessuali. Ma soprattutto perché il suo centro segreto è costituito da una folgorante canzone sul "punto nulla". Farai un vers de dreit nien, che è insieme una giocosa parodia degli amori immaginari e, nel suo stesso funambolismo verbale, una vertiginosa riflessione sull'essenza ultima della poesia. Mallarmé non è lontano: Rien, cette écume, vierge vers...

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    Nicola

    30/06/2009 14.28.20

    Guglielmo IX d'Aquitania è il primo trovatore (poeta medievale che usa la lingua d'oc o provenzale) noto e di cui si conoscano le poesie (una decina). E' dunque un autore fondamentale da affrontare. Pur nella sua semplicità stupiscono i notevoli riferimenti scurrili e la loro commistione con elementi sacri. L'edizione ha un buon apparato introduttivo (vita, interpretazioni, stemma codicologico); tuttavia il voto scarso è dovuto all'eccessivo apparato critico, che non fa apprezzare la lettura a chi non è "del mestiere", le scarse note esplicative del contenuto, e la molto discutibile scelta di non porre testo e traduzione su due pagine, ma uno di seguito all'altro al termine di ogni strofa (! che assurdità!). Se il testo voleva essere rivolto anche ad un pubblico non accademico, direi che lo scopo è in gran parte fallito.

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