Categorie

Paolo Sorrentino

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2010
Pagine: 319 p. , Brossura
  • EAN: 9788807018091

Un regista che ha saputo interpretare, dandole volti e colori, la periferia decadente dell'Italia anni Ottanta. Paolo Sorrentino ha avuto una carriera fulminante coronata dal recente successo de Il Divo, un film del 2008 ispirato alla vita di Giulio Andreotti, e iniziata con una pellicola che è già diventata un fenomeno di culto: Un uomo in più, del 2001, film dal quale è tratto questo romanzo.
Dal grande schermo allo scaffale delle librerie a volte il passo è breve, a volte invece è necessario che il talento e l'ispirazione lascino la loro impronta. È questo il caso di uno dei personaggi più interessanti mai creati per il cinema italiano: Tony Pagoda, già protagonista del film con il nome di Tony Prisapia e interpretato magistralmente da Tony Servillo. Si tratta di un cantante di night club dell'estrema periferia partenopea, che nella sua lunga carriera ha calcato i più importanti teatri di tutto il mondo, compreso quello di New York al cospetto di Frank Sinatra; che ha accolto nel suo camerino centinaia di casalinghe estasiate e che ha cenato nei peggiori ristoranti della periferia italiana, fagocitando chili di tortelli, cosciotti d'agnello e cocaina.
Tony Pagoda è un cantante di strada. Nato a vico Speranzella, in una Napoli invisa ai suoi stessi abitanti, è cresciuto tra le banchine del porto e le viuzze affollate di Capri. I suoi amici d'infanzia, Peppino di Capri, Dimitri e il suo guru, il cantante Mimmo Repetto, gli hanno ispirato la spossatezza tipica dei nullafacenti, la baronessa Eleonora Fonseca lo ha iniziato alle gioie del sesso e della droga, ma sono stati i proiettili schivati sulla banchina del porto di Napoli a solcargli per sempre la pelle. Soltanto mentre canta le sue canzoni melodiche, esibendo una voce potente e impostata, la sigaretta tra le dita e la sua band, Tony Pagoda si lascia naufragare nelle sue emozioni. Titta Palumbo, Rino Pappalardo, Gino Martire, Lello Cosa e persino l'impresario, Jenny Afrodite, sono succubi, pendono dalle labbra del loro leader. È lui che decide dove andare e quanto chiedere in compenso, è lui a scegliere gli argomenti di cui val la pena discutere e le facezie da liquidare con un solo gesto, perché solo Toni P. sa incantare le folle.
Tutta la decadenza e la miseria del nostro bel paese, dagli anni Settanta ad oggi, trasudano attraverso la pelle butterata e i capelli tinti di questo indimenticabile personaggio. Venti anni nelle piazze di periferia ad elargire il suo ottuso amore per la vita, altri venti anni da solo a riflettere in Brasile, in mezzo alla foresta e agli scarafaggi, per ricordare meglio le donne, gli amici e il successo, fino al colpo di scena finale: una chiosa perfetta e grottesca.
Scritto nella lingua napoletana "ripulita" e trasformata in un italiano stentoreo e barocco, questo è un romanzo rigonfio, ondulato, pieno di bolle d'aria. Sono le divagazioni continue sui ricordi di una vita, ma anche le riflessioni filosofiche tipiche dei manuali d'auto-aiuto da quattro soldi. È l'elogio della società del consumo e dell'abuso, la vita di un personaggio che dietro ogni eccesso, al di là di qualunque giudizio, trabocca di straziante umanità.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    ludwig

    16/08/2016 20.41.07

    Finito ieri.libro scritto in modo inusuale ma non male nell'insieme. Mi ha lasciato perplesso verso il finale dove è uscita l'ossessione della sinistra italiota per il diavolo lombardo. L'autore ha descritto molto bene ,in certi passi,i lati neri dell'umano,anche i momenti di ilarità demenziale sono originali. Credo che leggerò ancora un libro del P.S.per capire meglio dove vuole andare a parare.

  • User Icon

    Sergio

    31/03/2015 11.09.18

    Non sono riuscito a finirlo, ho impiegato un mese per arrivare a metà e rimanerci fermo. Se eliminiamo alcuni spunti particolari e geniali, si può tranquillamente dire che il libro non ha storia, procede con trovate estemporanee, stancamente così come la vita del protagonista.

  • User Icon

    lhl

    17/03/2015 12.45.57

    ho faticato a finirlo. Mi sono forzato a farlo e ce l'ho fatta. Speravo sempre di trovare qualche motivazione valida per proseguire, ma non è accaduto. Pensavo meglio.

  • User Icon

    Fabio Occhiuzzi

    24/10/2014 13.17.51

    Ho acquistato il libro con molto entusiasmo,essendo grande ammiratore del Sorrentino regista.Devo riconoscere che ho trovato difficoltà, nella parte iniziale,a entrare nella storia poi, quando sembrava diventare più scorrevole, mi si è imbrigliata di nuovo davanti.Onestamente credo che ognuno debba fare il suo mestiere e quello di Sorrentino non è fare lo scrittore.Tuttavia bisogna ammettere che alcune idee sono geniali,benchè bizzarre,ma il modo di procedere nella narrazione è piuttosto "borderline".Ha le potenzialità per fare di meglio.

  • User Icon

    lorenzo

    07/07/2014 14.28.33

    Un libro che lascia a tratti senza fiato e che fa capire tante che cose dei mondi che Paolo Sorrentino descrive nei suoi film. Ho trovato tanti ingredienti, alcuni positivi ed altri meno...ma ho trovato forza in ogni pagina ed in ogni parte della storia che viene raccontata. E'un libro potente, che non ti aspetti.

  • User Icon

    Benevento

    30/06/2014 09.38.45

    E' stato il mio primo libro, il mio primo amore. Non ti dimenticherò Tony Pagonda.

  • User Icon

    angelo

    01/05/2014 20.46.36

    Ingredienti: un divo di serie B dal passato luminoso e dal presente ombroso, le conseguenze di amori facili e difficili vissute sulla propria pelle, un posto che deve essere rifugio e trampolino trovato tra Napoli, Brasile e Roma, la grande bellezza inseguita attraverso soldi, donne, droga e scarafaggi. Consigliato: a chi osserva la quotidiana tragicommedia della vita umana con curiosità, ironia ed inquietudine, a chi cerca spunti di tanti futuri film in un unico romanzo.

  • User Icon

    Cinzia

    13/03/2014 21.38.48

    Sono riuscita ad arrivare in fondo con molta fatica. Storia poco avvincente, stile faticoso...insomma un libro noioso.

  • User Icon

    assur

    13/01/2014 17.42.40

    Ascoltato l'audio libro letto da Servillo: spettacolare!

  • User Icon

    migliettaser

    18/12/2013 22.23.38

    Prolisso, confuso e senza trama, si vede che non è opera di uno scrittore, ma , c'è sempre un ma quando si parte così critici, a volte geniale. Ti annoia e ti appassiona al tempo stesso, un libro fatto di personaggi e considerazioni, a volte banali e a volte sorprendenti. Tristissimo nel suo insieme, non è privo di una velata speranza e di un tragicomico ottimismo che aiuta a vivere e a pensare. Non è scritto benissimo , ma con un linguaggio ricco e fantasioso che stupisce e fa sorridere. Un libro che consiglio se non vi disturba saltare i pezzi che trovate stucchevoli e noiosi, così facendo si guadagna in agilità letteraria e la storia non perde nulla.

  • User Icon

    Andrea Giostra

    04/05/2013 12.51.01

    Un libro assolutamente da leggere. Paolo Sorrentino, oltre ad essere un grandissimo e geniale regista e sceneggiatore, è al contempo un grandissimo scrittore. Incisivo, elegante, riflessivo, stimolante, profondo, introspettivo e, perché no?, assai contemporaneo, nell'accezione neorealistica del termine (se si può recuperare un termine che ha fatto la bellissima storia del cinema e della letteratura italiana degli anni quaranta e cinquanta). Il neorealismo nasceva allora dagli intellettuali superstiti del secondo dopoguerra come movimento culturale e letterario di rinascita e di impegno politico e sociale per il paese Italia. Oggi, nella seconda decade del ventunesimo secolo, sembra che Sorrentino, con lucida e geniale "preveggenza", voglia recuperare con i suoi film e con la sua letteratura, una presa di coscienza civica e politica degli intellettuali contemporanei italiani. I disastri sociali ed economici di oggi sono simili, se non peggiori!, di quelli che i nostri padri e i nostri nonni hanno dovuto affrontare nel secondo dopoguerra. Allora frutto di una guerra mondiale condotta senza esclusione di cinismo e di disumanità. Oggi i disastri sociali ed economici che i giovani contemporanei si trovano ad affrontare sono quelli prodotti da una classe dirigente (politica, culturale, accademica, istituzionale) che senza ritegno alcuno ha condotto stili di vita all'insegna del consumismo più sfrenato, dell'abuso di ogni forma di agiatezza e dell'osservanza ossessiva dei "vizi capitali": superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira e accidia! Queste riflessioni, stimolate da un'interessante serie di confessioni dei protagonisti del Romanzo, si recuperano brillantemente in Sorrentino.

  • User Icon

    iole

    13/02/2013 17.49.35

    E' un capolavoro. Immagino che la crudezza del racconto e il percorso di svestizione che il protagonista fa nel corso del libro per mostrarsi in tutta la sua nudità, possa generare imbarazzo. A me è piaciuto come pochi libri in vita mia: esilarante, travolgente, drammatico. E' una caricatura che rappresenta la realtà meglio della realtà stessa. BRAVO BRAVO BRAVO. Dopo aver visto "le conseguenze dell'amore" la prima volta, per circa un anno ho continuato a rivederlo almeno una volta al mese. Con "hanno tutti ragione" potrebbe accadermi una cosa analoga. Questo è stato uno di quei libri che vorresti non finisse mai, a mano a mano che progredivo nella lettura ero spinta da un doppio impulso: leggere leggere leggere per fagocitare la storia da un lato, dall'altro rallentare per allontanare il più possibile il momento della separazione!

  • User Icon

    Luigi

    12/01/2013 16.29.17

    Quando dalla sceneggiatura di un film (L'uomo in più 2001 dello stesso regista) si tira fuori un romanzo, si dovrebbe avere il buon senso di cambiare i codici di decodifica, perchè non sempre il linguaggio filmico risponde a quello letterario e viceversa. In questo romanzo di Paolo Sorrentino, questo non avviene, infatti la trama è praticamente inesistente, in quanto il libro prosegue a furia di "digressioni" del protagonista-autore che servono a giustificare i suoi punti di vista sui più svariati argomenti messi in discussione. In pratica il lettore assiste ad un continuo "saltare di palo in frasca" con il protagonista, incontestato portatore dell'unica verità, che trincia i suoi personalissimi giudizi. Il protagonista, Tony Pagoda (Tony P che potrebbe essere sia il cantante Tonino Apicella, sia il Berlusca), un cantante neo-melodico degli anni '60 (ma esistevano i neo-melodici negli anni '60?), è un cocainomane, una sorta di Bukowski nostrano, portatore di una a-morale pessimistica di stampo niestchiano e di una visione decadente della vita (Il fanciullino di Pascoli) contro gli stereotipi della società (piccolo)-borghese. Infatti trattasi di un romanzo di stampo decadente, nel senso che il nostro Tony ha come imperativo categorico quello di fuggire dalla mediocrità della vita borghese, o innalzandosi (alla D'annunzio) al di sopra delle masse, o estraniandosi (alla Pascoli) da esse, nell'erronea presuzione di avere la ricetta per capire il senso dell'esistenza. La scrittura è molto vicina al dialetto napoletano e quindi volutamente illetterale, nervosa, contorta, poco fluida e a tratti, illegibile. A mio giudizio le prime 200 pagine sono da cestinare: mi han fatto venire il disgusto. Infine, circa il contenuto, il romanzo sembra scritto con il "senno di poi", pieno di tirate moralizzanti e moralizzatrici, fatte però negli anni successivi; in pratica ha ambientato il romanzo negli anni '60 salvo poi guardare quel periodo con gli occhi di oggi!

  • User Icon

    patrice

    15/12/2012 23.59.45

    sorrentino crea un personaggio con molta carne,tony p ti entra subito nel cervello.il libro parte subito ad una marcia elevata poi la scrittura si ingolfa.la dinamica del romanzo si inchioda su monologhi condivisibili ma non certo comandamenti..un tentativo ,alla lontana,de "lo straniero"alla verace

  • User Icon

    MARIA CECILIA

    28/11/2012 22.23.36

    Bellissimo e molto, molto spassoso. Una "napolitanità" assai gradevole. Non dimenticherò tanto presto Tony Pagoda! Bravo Sorrentino!

  • User Icon

    filippo

    16/11/2012 10.44.04

    Capolavoro. Un libro che ti entra dentro e che non dimentichi più. Ma mi rendo conto, leggendo le recensioni, che non è un libro per tutti. La digressione finale narrata nelle parole di Gegè Raia fotografa perfettamente cosa è diventata l'Italia oggi, con tutta la sua mancanza di cultura, di morale e di ironia. Mancanza che autorizza la gente a venire a mettere 1/5 al miglior libro italiano degli ultimi 5 anni. Sconsigliato a chi legge Ammaniti, Coelho e Fabio Volo e a tutti quelli che vogliono il romanzetto con il buono e il cattivo, con tanto di finale a sorpresa. Che poi dopo 3 giorni manco ti ricordi cosa hai letto.

  • User Icon

    Viola

    03/09/2012 13.28.26

    Ok, ci stanno dei modelli di scrittura che vendono!Sorrentino se ne frega!E ci propone questa meraviglia di libro!Non lo conosco come regista e infatti, vado a curiosare tra i suoi film; ciò che questo libro mi ha lasciato, è un Italia politicamente scorretta e tragicomica che mi ricorda Chaplin con la sua America anni '30!Grazie Sorrentino!

  • User Icon

    PAOLA

    06/08/2012 10.47.00

    Questo libro e' una 'epiphany - rivelazione', a tratti duro cosi' come dura e' la vita stessa. Tony Pagoda e' uno di noi, e' stato come guardarsi allo specchio..Avrei solo evitato l'ultimo paragrafo, ma per il resto e' strepitoso. L'ho gia' consigliato.

  • User Icon

    Terramatta

    23/07/2012 19.57.29

    Sono ferma a pagina 188 da due giorni...non ce la faccio a buttarlo giù! Noioso, senza trama e senza emozioni, mi sto annoiando davvero molto, troppo, nessuna originalità nello stile nè nella "storia", nessun personaggio a farmi compagnia, nessuna voce narrante a narrare....mi sento nel deserto delle parole.

  • User Icon

    laura del giudice

    30/04/2012 14.00.42

    ho ascoltato l'audiolibro, ma ora me lo compro per rigodermelo leggendo, strepitoso contenuto, ma ancor di più la forma, veramente una scoperta.

Vedi tutte le 99 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione