Ho 12 anni faccio la cubista mi chiamano Principessa. Storie di bulli, lolite e altri bimbi

Marida Lombardo Pijola

Editore: Bompiani
Collana: Grandi asSaggi
Anno edizione: 2007
Pagine: 227 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788845258398
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Recensioni dei clienti

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    Desy

    13/05/2014 20:30:43

    Libro che dovrebbero leggere i genitori di figli adolescenti, ovviamente non si può fare di tutta l'erba un fascio ma i tempi sono cambiati. Quelli che fino a qualche anno fa consideravamo bambino non lo sono più al giorno d'oggi. Racconti scioccanti, la realtà esposta agli occhi di tutti.

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    silvia

    17/10/2012 04:01:33

    Non capisco chi se la prende perché l'autrice parla di uno spaccato della società adolescenziale, professando il non far di tutta l'erba un fascio... Il libro vuole mostrare una fetta della torta, magari piccola, ma presente! Spero ardentemente che i ragazzini d'oggi non siano tutti come quelli del libro perché sarebbe assai grave, vista la povertà di valori e di capacità di riflessione che dimostrano, ma credo che cmq questo sia un libro che dovrebbe essere letto da tutti i genitori o futuri genitori... e pure dagli adolescenti, se dotati di maturità! Quanto alla "veridicità delle fonti" beh... basta cercar su Google con le paroline chiave giuste e chiunque può trovare conversazioni simili a quelle postate nel libro!

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    mara

    16/10/2012 01:55:40

    Un libro terribile che spalanca con violenza una finestra su un ennesimo aspetto di una società corrotta che sta intaccando una delle cose più belle della vita: l'adolescenza... che fugge così in fretta, e che solo l'età più adulta fa capire quanto sia stata magica, se vissuta in modo naturale e innocente. Ma fortunatamente non tutti i ragazzini sono come quelli presenti nel libro, anzi! Tuttavia trovo imperdonabile, da parte dell'autrice, l'aver usato un linguaggio da "scrittrice" attribuendolo ai suoi protagonisti... la cosa è talmente assurda che toglie veridicità a tutto il contesto, e trovo strano che nessuno glielo abbia fatto notare nell'atto della pubblicazione... davvero imperdonabile!

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    Sofy

    17/05/2010 08:30:40

    Veramente bello.

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    gioxx

    01/12/2008 01:10:35

    penso che questo libro sia esattamente lo specchio di quella parte di quei giovani che marida ha voluto descrivere. il loro mondo,le loro impressioni,i loro sentimenti verso la famiglia. non penso che bisogna fare di tutt'erba un fascio. come libro mi è piaciuto molto,sia x come è stato realizzato sia x come è stato trattato l'argomento.nessuno prima d'ora aveva mai trattato questo argomento infati leggendo questo libro mi è sorto un dubbio..!!COME MAI FINO AD OGGI NESSUN GIORNALISTA O CMQ SIA NESSUNO IN PARTICOLARE SI è MAI ESPOSTO IN MERITO A QUESTO ARGOMENTO???e lì mi sono giunte varie tipologie di risposta:1°o a qualcuno non è mai interessato nulla di noi giovani e del nostro cambiamento negli ultimi anni o peggio non cè stato ancora nessuno [oltre a marida]che sì sia reso conto della gravità di quello che lei stessa denuncia nel libro.spero che qualcun altro sia piu o meno d'accordo con me.. mi congratulo con marida lombardo pijola e mi piacerebbe molto poterne parlare con piu calma con lei stessa. sò che è una richiesta assurda ma le vie del signore sono infinite..

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    sara

    29/09/2008 13:49:46

    Non è di certo la scrittura che colpisce ma l'argomento,si rimane basiti di fronte a tanta volgarità e cattiveria di ragazzini non ancora cresciuti...o forse...cresciuti troppo in fretta. Si spera solo che non siano tutti così e che magari con un pò di buona volontà si possa recuperare questo mondo di adolescenti che sta andando in decacenza.

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    MichelaD

    28/02/2008 15:39:02

    Il libro è scritto bene, ma in alcuni punti non sembra vero. Il linguaggio di questi protagonisti è esagerato per far rimanere il lettore a bocca aperta e non credo rispecchi la realtà. L'argomento del libro è molto importante, apprezzo la voglia di volerlo trattare.

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    eleonora

    31/12/2007 15:30:50

    secondo me questo libro è molto interessante e può servire a tt gli adolescenti x capire in ke mondo potrebbero vivere se nn seguono le regole imposte dai genitori...

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    g.grossi

    30/10/2007 17:42:53

    testimonianza obiettiva che,letta asetticamente e con faticoso distacco,permette di valutare tutto il danno di una non cultura dominante che presenta il prezzo della propria arroganza alle nuove generazioni.queste testimonianza dovrebbero indurre una classe dirigente degna di questo nome a rivedere se stessa ed ad imporre l'educazione militante basata sull'esempio e sulla conoscenza.l'infamia dei cattivi maestri ,senza longitudine nè latitudine di scarto, pesa sull'innocenza dei piccoli e purtroppo da lustri assistiamo all'esplicitarsi della metastatizzazione tumorale che abita l'animus di tutti i rappresentanti del pensiero dominante,nessuno escluso,dalle chiesa alla politica,al potere economico finanziario,di ogni grado e livello insomma. purtroppo l'esempio dei veri Maestri del nostro tempo, da Teresa di Calcutta a Wittgenstein ci mostra come,oggi,l'Esempio non possa che essere solitudine. al contrario,come a Babele, il rumore e la confusione dominano i tempi e chi sà tace lasciando tuttavia tracce che gli Uomini liberi di domani cercano ostinatamente ,nel silenzio. chi ha paura di usare la tecnologia per seguire l'Etica e la conoscenza ? chi la usa per il proprio esclusivo profitto ed arricchimento come il pusher che vende droga ma non si droga,reificando gli altri per il proprio potere distruttivo.mala tempora..ci vorrebbe Totò, un vero Totò al potere...

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    Nika92

    05/09/2007 12:00:26

    é come se l'autrice avesse cercato in qualche chat, forum delle conversazioni e abbia premuto "stampa". Chiunque avrebbe potuto scivere un libro del genere, senz'altro intressante, ma che mostra una parte di adolescenti che è davvero minima rispetto agli altri. Perciò perchè non scrivono un libro che parla di adolescenti normali, con una famiglia, amici, la scuola gli hobby... così come siamo veramente!!!

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    lena

    02/07/2007 21:39:34

    Questo libro mi ha aperto gli occhi, mi ha fatto capire una realtà diversa dalla mia, mi ha dato molto e lo consiglio a chi ha figli e passa poco tempo con loro, certo non si augura a nessuno ma questo libro male non fa, l'unica cosa è che è un pò esagerato in alcuni punti, ma se l'autrice ha deciso di scriverlo cosi un significato ci sarà, forse è quello di farci capire fino a che punto possano arrivare dei ragazzini che attorno non hanno amore, e lo cercano invano nel sesso, nella droga, e continuano a cercare ciò che non avranno mai, una famiglia unita.Ogniuno di noi ha bisogno d'amore e attenzione, soprattutto dai propri genitori.Leggetelo, lo consiglio!

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    Boscolo Luigi

    18/05/2007 13:15:16

    Sinceramente lo trovo essenzialmente un arguto progetto commerciale. Un oggetto pruriginoso, poca analisi e verifica delle fonti (quello che uno si aspetterebbe da un giornalista). L'ennesima operazione furbetta per guadagnare soldi facili e dare un'immagine distorta della realtà in cui una esigua minoranza passa per la maggioranza. Ecco perché di questo voto basso.

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    Antonio

    16/05/2007 18:23:11

    Incredibile. Questo libro non parla solo di preadolescenti in crescita rapida, troppo rapida, ma anche di persone adulte sorde e incapaci di volgere lo sguardo verso i propri figli. Parla anche di un mondo forse non tanto sommerso di discoteche, impresari e pr che in nome del profitto, quasi fosse un punteggio di un videogioco, devono realizzare un record calpestando la dignità altrui. Un grido d' allarme sotterraneo che deve trovare la massima visibilità per porvi un freno. Questi ragazzi saranno gli adulti di domani, che qualcuno li aiuti e ci aiuti.

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    Luca

    12/05/2007 17:06:21

    Il libro andrebbe senz'altro letto da quei genitori, specie delle grandi città, che hanno poco tempo da dedicare ai figli. Perché allora un punteggio così basso? Semplice, perché l'autrice commette dei gravi errori. Il primo è citare una discreta quantità di messaggi presi dai vari blog e forum sparsi su Internet, sulla cui attendibilità c'è però sempre il dubbio: Chi l'avrà scritto? Avrà detto il vero? Quanti anni aveva chi l'ha scritto? Sulle interviste invece ha scelto lo stile "in prima persona", sbagliando completamente tutto. In un impeto autocelebrativo, l'autrice ha messo in bocca a dei bambini di 12-13 anni delle frasi e degli stili di scrittura da pseudo-romaziere. Si fanno infatti esprimere dei concetti a dei bambini con termini che quegli stessi bambini sicuramente non conoscono e con uno stile lirico nel quale l'autrice voleva penosamente celebrare il proprio stile, ma che francamente fa acqua da tutte le parti! Tutto pieno di fronzoli assolutamente inutili e fastidiosi. Insomma, un libro potenzialmente interessante letteralmente rovinato dal modo in cui è stato scritto. Avesse l'autrice riportato fedelmente le sue interviste, ci avrebbe guadagnato lei come giornalista, e noi come lettori.

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