Ho finalmente capito l'Italia. Piccolo trattato ad uso degli stranieri (e degli italiani)

Philippe Daverio

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Editore: Mondadori Electa
Anno edizione: 2017
Pagine: 338 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788891815170

53° nella classifica Bestseller di IBS LibriSocietà, politica e comunicazione - Argomenti d'interesse generale - Studi culturali - Cultura popolare

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Un nuovo libro di Philippe Daverio. Pregi e difetti del nostro amato paese.

Per quale motivo gli Italiani sono così diversi dagli altri cittadini d’oltralpe? Con questa “autobiografia di un alsaziano che riscopre le proprie origini lombarde” Philippe Daverio cerca di spiegare il nostro Paese a tutti gli stranieri che ci osservano stupiti, ma anche probabilmente a molti italiani. Il testo su articola su dicotomie come il concetto di “campanile” e quello di “Heimat”, di “principe” e di “re”, racconta come ci ha formato la mente la frequenza dei terremoti, la presenza del Papato, la lingua italiana e molte altre particolarità osservate attraverso i suoi occhiali di cittadino europeo per nascita e per vocazione. Una lettura della realtà attuale a più livelli, divertente e piena di spunti inediti, che, anche attraverso il percorso delle immagini, parte dalla conoscenza della storia, della storia dell’arte e della linguistica di un autore che si autodefinisce “antropologo culturale”.
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    Christian

    11/03/2019 16:48:35

    Arguto e spiritoso come tutti i libri dell'autore. consigliato.

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    n.d.

    04/02/2019 08:57:19

    Qualche bella suggestione e qualche spunto per approfondire ci sono, tuttavia credo sia da acquistare in edizione economica.

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    Marco Mattio

    11/06/2018 20:36:14

    L'ho aperto a caso, prima di acquistarlo, a pag. 25, dove inizia il capitolo "Il re o il Principe". Alla trentesima riga cito: "Ci provarono gli Aosta e dopo meno di quarant'anni il secondo di loro fu assassinato a Monza"... GLI AOSTA??? Ma i re d'Italia non appartenevano al ramo cadetto dei Savoia, quello dei Carignano, assurti al potere dopo l'estinzione del ramo principale dei Savoia con Carlo Felice? Se mi sbaglio, e lo spero, vista la simpatia che ho sempre avuto per Philippe Daverio, vi prego, correggetemi. Non vorrei dover fare come Nero Wolfe in "Sfida al cioccolato" quando all'inizio del film si vede l'ineffabile Tino Buazzelli che ordina al fido Fritz di bruciare un libro che ha appena finito di stracciare, e di riportargliene le ceneri, dicendo: "Un libro è un appuntamento con la verità" e "se non lo è, va bruciato" (vado a memoria ma il senso era più o meno questo...). Grazie e cordiali saluti. Marco da Oncino. Torino 11-06-2018 P.s.: altra chicca a pag 298: "Ritratto di Camillo Benso, conte di Cavour...": Camillo Benso era conte di Cellarengo ed Isolabella: era suo fratello maggiore Gustavo ad essere marchese, e marchese di Cavour, visto che Cavour era un marchesato e non una contea! Direte: ma tutti lo chiamano conte di Cavour... ma anche una volta dicevano quasi tutti che la terra fosse piatta: la storia è come la scienza: non sono democratiche: non perchè una cosa venga ripetuta da tanti questa poi diventi una verità... Nuovamente saluti...

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    Salvo P.

    02/01/2018 07:44:36

    E' un eccellente libro!Un Daverio raffinato,pungente e autoritario nel senso nobile del termine,descrive con un realismo e curiosità alcuni aspetti e aneddoti le origini dell'Italia e degli italiani.Ottimo davvero,scorrevole e come sempre nello stile dell'autore,corredato di pregiate immagini stampate.Non un libro d'arte ma di storia delle origini del costume italiano.

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    luca bidoli

    03/12/2017 19:23:52

    Corredato da ottime e ben riprodotte illustrazioni, un testo arguto e ironico, fascinoso come il suo autore che con piglio sicuro buone od ottime motivazioni introduce sé stesso ( e quindi, di primario riflesso, noi), attraverso un percorso a tratti accidentato, ma mai accidentale, nella nostra storia passata, focalizzando in egual misura pregi e gli indiscutibili e necessari difetti lungo un percorso che si ferma alle soglie dell'Unità. Una lettura frizzante q.b., acidula a tratti senza essere mai acida, agrodolce come una salsa ben riuscita. Terribili, a mio modesto avviso, sono le "morali della storia", a fine capitolo, in pagine rubiconde, perché, sempre a parer mio, è non so neppure leggere, se c'è qualcosa che la storia non possiede, anche qui: fortunatamente, è proprio la morale. Eh, la tentazione, demoniaca, dell' aver compreso quasi tutto ...Quando, invece, è, d'obbligo, finalmente, non aver compreso quasi nulla, ma quel nulla è già un universo! Sine qua non.

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  • Philippe Daverio Cover

    Nato il 17 ottobre 1949 a Mulhouse, nella regione francese dell'Alsazia, da padre italiano e madre alsaziana, vive stabilmente in Italia, a Milano. Nel tempo ha dato vita a 4 gallerie d'arte a Milano e a New York.Specializzato in arte italiana del XX secolo (futurismo, metafisica, novecento, scuola romana), ha dedicato i suoi studi al rilancio internazionale del Novecento.Come gallerista ed editore - nell'81 ha inaugurato una casa editrice e nell'84 una libreria, sempre a Milano - ha pubblicato una cinquantina di titoli vari tra cui: Catalogo ragionato dell'opera di Giorgio de Chirico fra il 1924 e il 1929, Catalogo generale e ragionato dell'opera di Gino Severini, Fillia e le avanguardie fra le due guerre, Ver Sacrum (Valentina Edizioni 2004), Giuseppe Antonello Leone (Skira 2010).Opinionista... Approfondisci
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