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Ho sentito Aldo Moro che piangeva. Il diario apocrifo di Prospero Gallinari - Edmond Dantès - ebook

Ho sentito Aldo Moro che piangeva. Il diario apocrifo di Prospero Gallinari

Edmond Dantès

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Dimensioni: 1,96 MB
Pagine della versione a stampa: 155 p.
  • EAN: 9788893234214

€ 6,99

Punti Premium: 7

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Gaia la libraia

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Il memoriale tenuto da Prospero Gallinari, brigatista, carceriere e uno degli esecutori dell’omicidio di Aldo Moro, nei giorni del rapimento. Ora, dopo la sua morte, grazie a una fonte che si firma Edmond Dantès, è possibile leggerlo. Questo libro è un originale esperimento di fiction storica, probabilmente più vicino alla realtà di molte ricostruzioni uscite in questi decenni. A “consegnarci” le parole del terrorista durante i 55 giorni della prigionia del leader dc è il suo vecchio amico Edmond Dantès, cui il manoscritto è stato affidato con l’incarico di custodirlo fino a che i tempi fossero stati maturi, cioè alla scomparsa del suo autore. Ora può finalmente pubblicarlo. Ne esce una verità in molti aspetti inedita, la “verità” piena di Gallinari: quella che nelle sue interviste e nel libro biografico scritto in vita non ha potuto o voluto dire. «I tg sono vergognosi. Stanno facendo il lavaggio del cervello al popolo. A sentirli, sembra che l’Italia intera sia schierata dietro le bandiere della Democrazia cristiana! E anche il pci ha assunto un atteggiamento che va oltre le nostre previsioni più negative. Ma come? Noi abbiamo fatto, finalmente, quello che il Partito comunista per anni e anni ha predicato». Realtà o apocrifo? E chi è Edmond Dantès, e come fa a custodire il diario? Ai lettori curiosi e intelligenti l’ardua sentenza.
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    Alex Ethios

    13/03/2021 23:04:02

    Ho letto una precedente recensione che lamentava il fatto che il libro non presenti la "verità storica" (qualsiasi cosa questa espressione voglia dire). Cio' mi sorprende oltremodo dal momento che il libro in copertina recita la seguente espressione: diario APOCRIFO di Prospero Gallinari. Pare evidente che voglia essere un racconto romanzato degli ultimi giorni del presidente della DC. Tralasciando la non trascurabile circostanza che la "verità storica" non è mai stata accertata, mi chiedo se abbia senso attaccare un libro che già di per se stesso si dichiara come una interpretazione assolutamente personali di fatti che già di per se stessi sono nebulosi. Sarebbe alla stregua di voler uscire fuori a cena, recarsi alla mensa dei poveri e poi lamentare il fatto di aver mangiato male. Al di là delle idee politiche (lungi da me il difendere tanto il brigatismo quanto l'altra sponda), ciò che più manca all'utente (o fruitore) medio/finale è la anche più banale capacità di osservazione prima e di ragionamento poi. Sveglia, che a screditare sono bravi tutti, io per primo, ma se si vuole attaccare un libro/film/quadro o qualsiasi opera artistica che dir si voglia è necessario votarsi ai più elementari principi della nostra tanto amata (e abusata) Ragione.

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    Alex Ethios

    13/03/2021 23:02:02

    Ho letto una precedente recensione che lamentava il fatto che il libro non presenti la "verità storica" (qualsiasi cosa questa espressione voglia dire). Cio' mi sorprende oltremodo dal momento che il libro in copertina recita la seguente espressione: diario APOCRIFO di Prospero Gallinari. Pare evidente che voglia essere un racconto romanzato degli ultimi giorni del presidente della DC. Tralasciando la non trascurabile circostanza che la "verità storica" non è mai stata accertata, mi chiedo se abbia senso attaccare un libro che già di per se stesso si dichiara come una interpretazione assolutamente personali di fatti che già di per se stessi sono nebulosi. Sarebbe alla stregua di voler uscire fuori a cena, recarsi alla mensa dei poveri e poi lamentare il fatto di aver mangiato male. Al di là delle idee politiche (lungi da me il difendere tanto il brigatismo quanto l'altra sponda), ciò che più manca all'utente (o fruitore) medio/finale è la anche più banale capacità di osservazione prima e di ragionamento poi. Sveglia, che a screditare sono bravi tutti, io per primo, ma se si vuole attaccare un libro/film/quadro o qualsiasi opera artistica che dir si voglia è necessario votarsi ai più elementari principi della nostra tanto amata (e abusata) Ragione.

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