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Veronica Pivetti

Editore: Mondadori
Collana: Ingrandimenti
Anno edizione: 2012
Pagine: 160 p. , Brossura

9 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Salute, famiglia e benessere personale - Famiglia e salute - Problemi personali - Malattia

  • EAN: 9788804614340

Recensioni dei clienti

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    Lucio

    25/07/2016 11.19.07

    Non ho letto il libro ma penso che lo farò, io ho adesso 79 anni tutto è cominciato a 68, premetto che ho sempre fatto sport e ho lavorato fino a 65, non mai saputo cosa fossero i medicinali Improvvisamente ho cominciato a perdere peso 12 kg in 10 giorni, eravamo in barca a vela, è un mio consocio medico mi detto di andarlo a trovare,Ipertiroidismo! Tapazole, betabloccanti, ecc, finché sono andato al Cisanello di Pisa dove ho fatto la 131. Radio iodio terapia, anch'io ho pensato di farla finita, ma con il sostegno di mia moglie ne sono uscito. Ora, sono cresciuto 45 kg ho perso le cartilagini alle ginocchia cammino poco ma grazie all'Eutirox sono ancora qui..........Auguri a tutti..Lucio Venezia

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    Elisa

    15/06/2015 12.17.25

    un libro molto piacevole.il tema è forte e chi ci è passata riconoscerà certi stati d'animo, forse per chi non ha provato determinate esperienze sembrerà un pò impossibile. L'autrice è Veronica Pivetti e ho detto tutto, ironia allo stato puro,con la sua scrittura ha sdrammatizzato molto un tema difficile da affrontare e da raccontare.Se proprio proprio devo fare una critica, in alcuni punti le battute e l'umorismo quasi fanno perdere il senso del racconto ma è un'opinione personale.è una lettura certamente consigliata!!!

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    Luigia

    18/05/2015 13.19.13

    Come raccontare un periodo triste di depressione da manuale col sorriso? Veronica Pivetti in questo libro ci è riuscita alla grande, la sua autoironia e forza di vivere brillano in questo racconto. Brava!

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    Oleksandra

    20/03/2015 21.01.59

    Ho letto libro 4 volte. La sua storia e uguale della mia.Si come io sono straniera e non so scrivere come Lei,mi hanno toccato proffondamente le emozioni,le parole,momento buio.... Grazie mille. Io adesso sto abbastanza bene (con la solita pastiglia Eutirox) e spero tanto che anche Lei. Vorrei scrivere tanto ma mi mancano le parole. Oleksandra.

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    Claudio Mattera

    30/05/2013 22.00.48

    Solo chi ha viaggiato all'inferno può raccontarlo; solo chi lo ha vissuto può capirlo. "Ho smesso di piangere" è un messaggio di speranza per chi quel viaggio lo ha iniziato e una toccante esperienza di vita per quelli che, invece, navigano in acque tranquille. Ma il messaggio che il libro sembra racchiudere è universale: ridere delle difficoltà che si è riusciti a superare; schernirsi per le passate sciagure per diventare più forti; deridere il destino per riprendersi le redini della propria esistenza. Ma sempre con il rispetto che si deve alla parte di se stessi che ci si è lasciata alle spalle. Un messaggio elementare e contraddittorio, ma inconcepibile per coloro che sono "in viaggio", ai quali, il libro, nel finale, svela il suo auspicio: la notte dura solo il tempo che gli è concesso; la luce, di nuovo, sarà.

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    simona proietti

    28/08/2012 18.56.37

    Spero che Veronica Pivetti scriva di nuovo, quest'opera prima le è riuscita bene. Alcuni passaggi -come l'episodio della momentanea radioattività - sono semplicemente esilaranti. Ho apprezzato e condiviso in particolare la sua recensione sulla specie medica, quella curiosa categoria che commenta l'inefficacia delle terapie che infligge e gli approcci errati, sempre con grande stupore! Affermando: -strano è la prima volta che mi capita...bla bla...è successo solo a lei signora...bla bla... le assicuro ..bla bla-, facendo sentire noi pazienti e i nostri sintomi degli autentici freaks! (Una nota di demerito alla Mondadori: stampa scadente, e pagine puzzolentissime! bleh)

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    Maisa

    05/08/2012 16.49.18

    Ho personalmente trovato questa lettura molto interessante. L'autrice ha affrontato con spirito combattivo un tema che non presenta nessun lato positivo. Può sembrare strano, ma quest'avventura mi ha fatto a tratti anche sognare. Mi ha colpito tantissimo la figura di Giordana, avrei voluto saperne di più su di lei. Il risultato è che questo libro mi ha instillato un desiderio di imbattermi anch'io in un'amicizia incondizionata come quella fra Veronica e Giordana. Un altro aspetto interessante è il rapporto di Veronica con Spuma. Spesso i legami affettivi con il proprio cane possono essere morbosi, veicoli di surrogati familiari persi o inconsciamente molto desiderati. In questo caso non saprei come pronunciarmi, ne so troppo poco. Mi piacerebbe leggere in futuro un seguito a questo libro.

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    Maria

    27/05/2012 14.55.59

    Si legge facilmente questo libro, che non ha la pretesa di essere un capolavoro letterario, ma che ha il pregio di trattare in maniera "lieve" e autoironica un argomento molto difficile. Ecco, a mio parere ogni tanto questo sforzo di "levità" si fa un po' troppo marcato, leggermente forzato, sia nei contenuti sia nel linguaggio. Ma tant'è... di analisi profonde e disperate sulla depressione ce ne sono talmente tante... Ben venga il sorriso sornione della Pivetti! A uscirne piuttosto male è soprattutto la classe medica, ma il finale fai da te, affidato alle sole mani di "Santa Giordana", potrebbe indurre pericolose emulazioni. Attenzione!

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    ant

    24/05/2012 14.35.59

    Libro che tratta di un argomento terribile e delicatissimo come il problema della depressione, ma che grazie alla verve e alla brillantezza sia di spirito che di linguaggio di V.Pivetti diventa un happening delicato, godibile e addirittura in molti passaggi anche spassoso. Da sottolineare la capacità dell'autrice di non essere mai banale, sempre molto attent...a e scrupolosa nell'affermare che certe problematiche non sono superserie, di piùùù...e certe patologie vanno affrontate affidandosi a medici preparati e non al primo che capita. Proprio sull'approssimazione delle cure seguite, e non riuscite, vertono molte pagine del libro, infatti la Pivetti ci descrive con precisione e angoscia le scorribande da un medico all'altro e le dosi massicce di medicinali ingurgitati spesso a sproposito. Il malessere della protagonista nasce da una disfunzione tiroidea curata un po' alla carlona che sfocia poi in una profonda depressione dovuta all'alterazione di valori vari e per la perdita di reattività e recettività causata da spossatezza e stanchezza congenita. Otto anni di scuro inferno decritti con sensibilità e delicatezza dalla Pivetti, che magari potranno essere di aiuto a chi è nelle stesse condizioni e che attraverso queste pagine potrà trovare un minimo di conforto e aiuto .Un personaggio cardine del libro è sicuramente l'amica Giordana capace di ascoltare e comprendere l'amica in difficoltà, dimostrando quella rara capacità che è lo stare vicino alle persone senza giudicare. Per stemperare e concludere la recensione vi consiglio le pagine in cui la Pivetti ironicamente descrive le cure al radioiodio a cui si è sottoposta e soprattutto le controindicazioni del caso(non espletare i propri bisogni in luoghi frequentati da donne incinte o bambini piccoli con relative fughe da un autogrill all'altro dell'autostrada) Così come ho trovato molto simpatiche le digressioni a riguardo del filiale rapporto col suo cane ed i siparietti vari con i suoi vicini di casa.

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    alessia

    04/05/2012 20.03.26

    Libro scorrevole ed ironico nonostante l'argomento trattato; concordo però nel dire che la Pivetti e la sua amica, a tratti, sembrano due macchiette napoletane alla ricerca dello specialista idoneo e competente!!!

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    MauBau

    05/04/2012 16.40.29

    Il voto medio per la verve della Pivetti che qui non si smentisce, ma pensare che il libro possa essere di aiuto e conforto ai depressi mi sembra una grande esagerazione. Io l'ho trovato un racconto molto superficiale ed egocentrico, dove la Pivetti sta al centro di tutto e dove i rapporti interpersonali sono praticamente nulli, a parte quelli con l'amica, che tra l'altro dovrebbe essere un'esperta di psichiatria, ma che solo dopo sei anni ha un'intuizione piuttosto banale su come risolvere il problema... Va benissimo l'ironia e la sdammatizzazione, ma un po' di approfondimento non sarebbe guastato. E poi se non li trova la Pivetti i medici giusti chi li deve trovare? L'operaia da mille euro al mese?

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    Brunella

    02/04/2012 08.19.38

    Fortunatamente non ho ancora avuto l'esperienza della depressione ma questo libro mi ha fatto capire quali potrebbero essere i campanelli d'allarme e soprattutto, cosa importantissima, trovare medici che sappiano capirti e ascoltarti. La Pivetti ha descritto questa malattia in maniera ironica, come nel suo stile, ma molto toccante. La sua amica Giordana le è stata di grande conforto e avere una persona vicino che ti capisce e che ti aiuta è molto importante.

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    Letizia

    15/03/2012 12.17.39

    Penso tutti noi, chi più chi meno, ha toccato con mano la depressione. Di sicuro questo libro e la Pivetti stessa sono di grande aiuto....Lei, con la sua grande ironia, la sicurezza di quel che dice proprio perchè purtroppo ci è passata, sa essere di enorme conforto insegnando che avendo vicino le persone giuste che non ti abbandonano, i giusti medici e le giuste cure se ne può uscire e anche più forti....anche dando un bel calcio nel sedere alla vita che ci ha messo alla prova. Consigliatissimo, per chi ci è passato, per chi ci si trova e per chi, non lo sa, ma la depressione è sempre dietro l'angolo.

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    ottavia

    23/02/2012 15.52.31

    il libro dovrebbe essere letto da tutti.sia chi non conosce l'argomento,sia chi suo malgrado ne ha sofferto,per sentirsi meno solo. una storia che potrebbe succedere a chiunque. Un libro molto utile da tenere sul comodino

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    Raffaella

    22/02/2012 11.24.19

    leggere il libro di Veronica Pivetti é stato come entrare in me stessa. Descrive talmente bene la sua situazione di malessere che chi ci é passato non può non rispecchiarsi. Molto vero tutto quello che scrive: l'importanza dell'assunzione dei farmaci nei dosaggi giusti, quindi trovare gli specialisti capaci e intuitivi, e la presenza costante di una o più persone sulla quale/i puoi contare anche di notte. Mi é molto piaciuta la scrittura scorrevole e diretta, quasi "parlata" di Veronica che con una terminologia semplice é riuscita a descrivere un male così grande.

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    monica

    10/02/2012 14.34.43

    Una delle più belle sorprese letterarie di quest'anno!L'ho comprato solo perchè adoro Veronica-attrice: brillante, spiritosa, disincatata, reale e realistica!Non mi aspettavo molto..anzi mi aspettavo l'avesse scritto il solito passacarte..no!Si riconosce l'ironia intelligente e acuta della Pivetti, la sensibilità di chi ha toccato con mano il male oscuro..la cosa meravigliosa è che un è libro DIVERTENTE su un argomento devastante..leggendolo si ride, ci si commuove, ci si riconosce..e come con tutti i 'buoni libri' alla fine ci si sente 'orfani'..Va letto soprattutto da chi non ha 'problemi', sempre che ci esista questo qualcuno..perchè permette di capire un 'qualcosa' che purtroppo è troppo frequente! E' DA REGALARE SOLO A PERSONE INTELLIGENTI, MA RIPETO E' TANTO MA TANTO DIVERTENTE!

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    Romolo Ricapito

    03/02/2012 21.57.07

    Consiglio a tutti il libro di Veronica Pivetti "Ho smesso di piangere" (La mia odissea per uscire dalla depressione). L'argomento è medico (un malfunzionamento della tiroide che sfocia in sofferenza psichica) ma scritto con pertinenza e divertita ironia. L'approccio con i medici è diverso, a seconda del luminare consultato. Verso la fine del volume l'attrice ipotizza una silenziosa guerra dei sessi tra medico uomo e paziente femmina, laddove la malata dovrebbe corrispondere al target di persona posata e remissiva, non esuberante per carattere, perchè tale vivacità sarebbe fuori luogo per il sesso cosiddetto debole. La Pivetti ci racconta il suo cammino alle prese con la disfunzionalità, assistita da un'ottima amica che la segue passo passo nel pellegrinaggio con psicologi, psichiatri, naturopati e quant'altro. L'ironia ma anche l'umorismo dell'autrice corrodono e rallegrano: ella non ci risparmia nulla, dalla puzza del corpo causata da mancate abluzioni( a causa della sua depressione) alla voglia di essere imperfetta ( finanche con lo ""scorreggiare", per non risultare per forza simpatica e comica) che sta a metà tra il lasciarsi andare e la rivendicazione che le donne non sono solo pupattole da compagnia, ma esseri consapevoli che a volte amano mostrarsi nella loro sgradevolezza. La resurrezione è lenta e per gradi, motivata sì da forza di volontà, ma in particolare da illuminazioni della stessa paziente che, aiutata dall'esperienza con farmaci e approcci medicali, riprende in mano la sua situazione. Esilarante, ma anche profondo. ROMOLO RICAPITO

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