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David Servan-Schreiber, Ursula Gauthier

Traduttore: E. Nortey
Collana: Saggi
Anno edizione: 2011
Pagine: 126 p. , ill. , Rilegato
  • EAN: 9788820051747

Recensioni dei clienti

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    Maria Di Lorenzo

    28/05/2014 20.59.15

    Nel perenne interrogarsi umano - che senso ha la vita, che senso ha la morte - si cela da sempre l'angoscia degli esseri viventi, quella domanda ultima che ci ronza continuamente nella testa come un insetto dentro un bicchiere rovesciato. Perché tutta la vita è una continua domanda di senso, che pochi però preferiscono affrontare a viso aperto, ed oggi noi viviamo talmente intossicati dalle parole e dai finti sentimenti che quando incontriamo una voce profonda e sincera ne restiamo sconcertati, prima, e poi catturati per sempre. Ecco perché i libri di David Servan-Schreiber sono letti e tradotti in oltre un milione di copie in tutto il mondo, amatissimi dai suoi tanti ed appassionati lettori. Perché David aveva il pregio di porsi sempre con grande trasparenza davanti agli altri, di non nascondersi mai dietro inutili giri di parole. Aveva una penna molto felice, David Servan-Schreiber, sapeva scrivere, raccontare, e soprattutto sapeva trasmettere non solo sapere, conoscenze scientifiche, ma riusciva anche ad esprimere - con tono sempre profondo e appassionatamente sincero - la propria interiorità. E così questo libro, "Ho vissuto più di un addio", è il suo testamento. Ma non c'è nulla di triste o disperato in quello che lui scrive, solo parole d'amore. Un grande amore per la vita. Non c'è sconfitta, né rassegnazione in ciò che dice, ma pensiero dopo pensiero è come se la notte scesa a tradimento in fondo al cuore si aprisse a poco a poco lasciando entrare il chiarore delle stelle. E' un libro che, paradossalmente, pur parlando della malattia e della morte, ci trasmette un grande amore per la vita, una lieta e appassionata speranza. Una scrittura palpitante, sincera, attraverso cui ci sembra quasi di poter sentire la voce stessa di David che dice, con la fiducia incrollabile che era propria del suo carattere generoso e solare: "Qualsiasi cosa succeda, ho la ferma speranza che questo addio non sarà l'ultimo..."

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    marina

    06/05/2012 19.09.52

    Il modo in cui l'autore parla del suo prossimo addio, definitivo, è toccante. Si coglie il lavoro preparatorio di anni che ha rappresentato un vero e proprio percorso psicologico di preparazione alla morte, pur sperando di non doverla incontrare. Lo stile non è quello di uno scrittore di romanzi, ma il tema viene affrontato con profondità. Si legge tutto di un fiato anche per la sua brevità.

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    marianna

    16/09/2011 20.47.01

    Questo piccolo capolavoro di testimonianza ci fa riflettere...per chi ha vissuto seppur indirettamente esperienze simili, per chi il cancro lo conosce solo come "una brutta malattia". Messaggio di speranza e di vita ci fa riflettere e comprendere che ogni istante della vita e' un dono. Da leggere, con qualche lacrima, tutto d'un fiato.

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