Homo credens. Perché il cervello ci fa coltivare e diffondere idee improbabili - Michael Shermer - copertina

Homo credens. Perché il cervello ci fa coltivare e diffondere idee improbabili

Michael Shermer

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Traduttore: M. Piumini
Editore: Nessun dogma
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 13 maggio 2015
Pagine: 432 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788898602070
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Perché crediamo in quello che crediamo? Perché il nostro cervello ci spinge a farlo. È infatti una sorta di motore di credenze: raccoglie informazioni dai sensi e con naturalezza genera convinzioni che si incanalano in schemi predefiniti e che ci sembrano perfettamente plausibili. Così plausibili che siamo pronti a difenderle a oltranza. Anche quando non lo sono, e anche quando tutti - a partire dagli scienziati - le ritengono estremamente improbabili. Credere in idee improbabili è estremamente probabile! Nessuno può considerarsi immune da questo rischio, che pervade ogni ambito della vita umana: religione, politica, economia... Michael Shermer ci spiega come possano formarsi nella nostra mente tante false credenze. Ma ci indica anche la strada per identificarle, e cercare così di arrivare a comprendere la realtà con cognizione di causa.
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    Michele

    12/10/2018 08:33:44

    La base che sottende al pensiero razionale, è la capacità di concatenare fatti, utilizzando principalmente la logica causale. Il pensiero razionale, tuttavia, se non opportunamente suffragato dall'analisi diretta, rischia di rimanere fine a se stesso perché la ricerca di una soluzione talvolta inciampa nella intenzionalità che una cosa accada e nella ricerca di prove a sostegno che tale soluzione sia assolutamente vera. Il libro sviscera, in maniera alquanto complessa, il motivo per cui si sono sviluppati sistemi di credenze, basate principalmente sulla superstizione e dà una spiegazione che oscilla tra la: dimostrazione logica, probabilistica e scientifica. Un libro difficile, specie per chi non è abituato a leggere saggi che trattano, in maniera alquanto argomentata, l'evoluzione dello stile di pensiero: dagli albori dei primati fino alle attuali teorie delle stringhe. Ad ogni modo, chi si sente in dovere di capire l'inganno della mente e dove risiedano le radici del pregiudizio: dovrebbe darci un'occhiata come ho fatto io, soffermandosi sulle parti che servono a poter gestire una conversazione, magari con persone abituate a ragione per dogma anziché in virtù della ricerca della verità. La lunghezza, la difficoltà degli argomenti e il linguaggio: lo rendono un testo molto difficile e fuori portata. Questo penalizza il voto finale, che sarebbe potuto essere più alto, se vi fosse stata più omogeneità nei contenuti.

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