Hotel Angleterre

Nico Orengo

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 144 p., Brossura
  • EAN: 9788806196592
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    diablo

    09/11/2009 12:46:05

    bellissimo, l'ho preso in prestito ma credo lo andrò ad acquistare. come segnalato da altri è un libro da rileggere, anche solo una pagina. un solo appunto, simpatico..orengo ci giri la foto do goethe..:-)..è davvero una scoperta sensazionale..

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    giunio bruto crippa

    03/06/2009 11:32:11

    Splendido pastiche letterario di Orengo, l'Italia,la Russia, l'esilio, i libri e tutto il resto... Da leggere e rileggere per approfondire poi la cultura di pietroburgo (se trovate il libro di lo gatto)

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    Ispano Roventi

    23/11/2007 12:40:26

    Per dimenticare la fregatura presa con Di viole e liquerizia

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    Lorenza Garbarino

    13/11/2007 10:32:55

    La vera novità nelle nostre librerie sono i libri – domino di Orengo, che da Gli spiccioli di Montale, attraversando Il salto dell’acciuga e L’ospite celeste, trovano la massima espressione in Hotel Angleterre. A partire da una piacevole ossessione per l’autore, sia questa la maldicenza di un poeta verso un pittore, sia pure la leggenda da verificare circa la penna donata da uno scrittore ad un altro, N.O. comincia un percorso che lo porta ad altri collaterali e paralleli, in una spasmodica ricerca tra archivi, librerie antiquarie, ma anche a percorrere cartine e strade, attraversare piazze, navigare su internet e contattare una folla di persone che abbiamo già incontrato negli altri suoi libri-domino. Al centro del domino di Hotel Angleterre sta ancora una curiosità intellettuale, la penna di Puškin, dono di Goethe, il tutto in un’aura di leggenda. E la ricerca avviata procede in un turbinio di accadimenti e personaggi (la zarina e le palme di Sanremo; Čajkovskij e la troppa luce della Riviera) che richiedono salti temporali e spaziali, fino a San Pietroburgo, e altre strade da legare alle prime, tenendo sempre di vista Puškin e la sua penna. “Non volevo che il gioco di specchi aumentasse trascinandomi in una ricerca ossessiva in cui l’oggetto stesso della caccia rischiava di rarefarsi in uno sbuffo di vapore.” L’autore è cosciente del rischio che corre, ma forte è la sensazione di tirare tutti quei fili che sembrano ricondurre ad un’unica matassa: quella penna. E alla fine, se pure l’oggetto del desiderio non dovesse ricomparire, poca importanza ha anche per il lettore che ha seguito lo scrittore, “due viandanti sulla strada del racconto”. “Aveva viaggiato così quella mia curiosità sulla penna di Goethe e man mano che l’oggetto perdeva consistenza mi accorgevo di quante scie d’inchiostro avevo lasciato sulle pagine, per inseguirlo". Terminata la lettura si consiglia di ripartire dalla prima pagina: vi accorgerete di qualcosa che prima non avevate notato.

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    Francesco Improta

    11/11/2007 17:57:07

    Hotel Angleterre, l’ultima fatica letteraria di Nico Orengo, non è un romanzo e neppure un racconto lungo, è piuttosto un raffinato gioco intellettuale, un divertissement, un giallo letterario e altro ancora. È, soprattutto, un viaggio nell’accezione più ampia del termine, che Nico compie tra fantasmi, ricordi e suggestioni, alla ricerca delle proprie origini e del senso stesso della scrittura. Non è un caso che oggetto della ricerca intrapresa da Nico sia una penna, lo strumento, cioè, il simbolo stesso della scrittura; e nel caso specifico la penna prestigiosa che, come si racconta, fu regalata da Goethe a Puskin per ringraziarlo della sua brillante traduzione di alcune scene del Faust. In questo viaggio affascinante tra passato e presente, oriente e occidente, pubblico e privato Nico ci conduce, quindi, dalla Russia degli zar alla Riviera di Ponente e alla Costa Azzurra, seguendo letture prestigiose, ricordi ingialliti e aneddoti favolosi. Anche lo stile è più ricercato del solito, elegante, prezioso, raffinato, come risulta da questo straordinario “attacco”: L’alba scivolava sul mare con il colore della buccia di una giovane arancia. Ripensavo all’enigmatico sorriso dei grandi leoni sulle rive della Neva, ai ponti che si alzavano e abbassavano come ali di fenicotteri, alle chiazze di neve lungo i viali…

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    Maurizio Martini

    21/10/2007 22:20:05

    Scrive Nico Orengo a pag.19: "Sapevo che ogni libro porta ad altri libri, apre strade, sentieri laterali, come ciliege ognuno carambola su un altro". Ed è andata proprio così: per causa di "Hotel Angleterre" ho acquistato e letto altri libri, ho scoperto strade nuove ed esplorato nuovi sentieri.

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