L' imperatrice Cixi

Jung Chang

Traduttore: E. Valdré
Editore: TEA
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 23 febbraio 2017
Pagine: 527 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788850245277
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Recensioni dei clienti

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    stefano

    05/06/2018 14:59:16

    Biografia di straordinario livello di una donna le cui capacità politiche ed umane hanno trasformato un paese enorme come la Cina. Il racconto scivola via senza annoiare e le vicende sono innumerevoli che è quasi impossibile ricordarle. Ma l'Imperatrice Vedova si staglia sempre come figura centrale, carismatica, fondamentale. Complotti ed invasioni, relazioni familiari complesse, rendono la lettura viva. Anche l'aspetto umano viene analizzato accuratamente e si rimane affascinati da come questa donna sia stata in grado di apportare trasformazioni culturali e sociali in una terra che all'epoca risultava ancora impermeabile alle novità.

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    nihil

    15/03/2018 08:42:35

    un libro eccezionale, molto esaustivo sulle tradizioni e cerimonie del passato e una mentalità ormai in bilico tra passato e futuro.

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    n.d.

    15/10/2017 08:52:30

    Aspetti e retroscene non molto conosciute nemmeno da "cultori" delle tradizioni, forse un po troppo benevole nel magnificare un'imperatrice che per molti aspetti è ricordata come tra le persone più cattive e crudeli.

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    giorgio g

    22/02/2015 09:42:46

    Di Chang Jung avevo letto, anni addietro, "Cigni selvatici. Tre figlie della Cina" e "Mao. La storia sconosciuta": avevo apprezzato entrambi i libri, di più il primo che - attraverso le vicende di tre generazioni di donne - ripercorreva un secolo di storia della Cina. Mi sono accostato con interesse a quest'ultima fatica della scrittrice cinese e devo ammettere che non sono rimasto deluso, nonostante la evidente predilezione dell'autrice per la figura dell'Imperatrice vedova Cixi: quasi tutto ciò che lei faceva era ben fatto, ciò che faceva lo sventurato Imperatore Guangxu suo figlio adottivo era errato. A parte questo, il merito principale di Chang Jung è stato di rivelarci il modo di vivere nella Cina dell'Ottocento, divisa tra la minoranza dominante dei Manciù e la maggioranza Han, i complicati rituali di Corte non escluso il doversi nascondere da parte dell'Imperatrice, in quanto femmina, dietro un paravento e da lì esercitare il suo potere, il continuo avvicinarsi - proprio per impulso dell'Imperatrice - alla civiltà occidentale ed alle sue conquiste tecnologiche. Vorrei concludere con le ultime parole del libro in cui si rivela ancora una volta l'intento agiografico dell'autrice: "In termini di innovazioni, sincerità politica e coraggio personale, l'imperatrice vedova Cixi fissò un livello che hanno raggiunto in pochi. A un sistema decrepito e barbaro, alla povertà e al potere assoluto, sostituì la modernità, e introdusse l'umanità, l'apertura mentale e la libertà che fino a quel momento nessuno aveva assaggiato. Ripensando ai tanti decenni spaventosi che sono seguiti alla scomparsa di Cixi, non si può fare a meno di ammirare quella straordinaria statista, malgrado tutti i suoi difetti."

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