L' imperatrice Cixi

Jung Chang

Traduttore: E. Valdré
Editore: TEA
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
Pagine: 527 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788850245277

73° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Storia e archeologia - Storia - Storia regionale e nazionale - Storia dell'Asia

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Descrizione
Pechino, marzo 1852: durante la selezione delle consorti imperiali, lo sguardo dell'imperatore Xianfeng si posa su una sedicenne dai tratti non belli, forse, ma senza dubbio affascinanti. Di lì a poco, il cenno di approvazione del Figlio del Cielo schiuderà le porte della Città Proibita alla donna che, ammessa a corte come semplice concubina, si ritroverà in breve a reggere le redini dell'ormai morente dinastia Qing con il titolo di Imperatrice vedova Cixi. Considerata in Cina una despota dalle vedute ristrette, Cixi intraprese invece una coraggiosa politica di modernizzazione che, ispirandosi ai metodi occidentali, scosse il Paese dal suo immobilismo millenario: a lei si devono infatti l'introduzione del telegrafo e della ferrovia, la costruzione di una flotta moderna e l'avvio della pratica di estrazione mineraria, la riforma del sistema legale (con l'abolizione di pratiche quali la fasciatura dei piedi) e l'istituzione di scuole e università di livello. Il tutto mentre affrontava le rivolte dei Taiping prima e dei Boxer dopo, le "guerre dell'oppio" e le mire espansionistiche di russi e giapponesi, sventando i complotti orditi alle sue spalle. Questa biografia, avvalendosi di materiali fino a poco tempo fa inaccessibili, ribalta gli stereotipi per tracciare il ritratto di una figura ancora poco nota agli storiografi occidentali: quella di una donna energica e lungimirante che, in un contesto tutt'altro che favorevole, governò per quarant'anni le sconfinate terre del Celeste Impero.

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Recensioni dei clienti

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    stefano

    05/06/2018 14:59:16

    Biografia di straordinario livello di una donna le cui capacità politiche ed umane hanno trasformato un paese enorme come la Cina. Il racconto scivola via senza annoiare e le vicende sono innumerevoli che è quasi impossibile ricordarle. Ma l'Imperatrice Vedova si staglia sempre come figura centrale, carismatica, fondamentale. Complotti ed invasioni, relazioni familiari complesse, rendono la lettura viva. Anche l'aspetto umano viene analizzato accuratamente e si rimane affascinati da come questa donna sia stata in grado di apportare trasformazioni culturali e sociali in una terra che all'epoca risultava ancora impermeabile alle novità.

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    nihil

    15/03/2018 08:42:35

    un libro eccezionale, molto esaustivo sulle tradizioni e cerimonie del passato e una mentalità ormai in bilico tra passato e futuro.

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    n.d.

    15/10/2017 08:52:30

    Aspetti e retroscene non molto conosciute nemmeno da "cultori" delle tradizioni, forse un po troppo benevole nel magnificare un'imperatrice che per molti aspetti è ricordata come tra le persone più cattive e crudeli.

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    giorgio g

    22/02/2015 09:42:46

    Di Chang Jung avevo letto, anni addietro, "Cigni selvatici. Tre figlie della Cina" e "Mao. La storia sconosciuta": avevo apprezzato entrambi i libri, di più il primo che - attraverso le vicende di tre generazioni di donne - ripercorreva un secolo di storia della Cina. Mi sono accostato con interesse a quest'ultima fatica della scrittrice cinese e devo ammettere che non sono rimasto deluso, nonostante la evidente predilezione dell'autrice per la figura dell'Imperatrice vedova Cixi: quasi tutto ciò che lei faceva era ben fatto, ciò che faceva lo sventurato Imperatore Guangxu suo figlio adottivo era errato. A parte questo, il merito principale di Chang Jung è stato di rivelarci il modo di vivere nella Cina dell'Ottocento, divisa tra la minoranza dominante dei Manciù e la maggioranza Han, i complicati rituali di Corte non escluso il doversi nascondere da parte dell'Imperatrice, in quanto femmina, dietro un paravento e da lì esercitare il suo potere, il continuo avvicinarsi - proprio per impulso dell'Imperatrice - alla civiltà occidentale ed alle sue conquiste tecnologiche. Vorrei concludere con le ultime parole del libro in cui si rivela ancora una volta l'intento agiografico dell'autrice: "In termini di innovazioni, sincerità politica e coraggio personale, l'imperatrice vedova Cixi fissò un livello che hanno raggiunto in pochi. A un sistema decrepito e barbaro, alla povertà e al potere assoluto, sostituì la modernità, e introdusse l'umanità, l'apertura mentale e la libertà che fino a quel momento nessuno aveva assaggiato. Ripensando ai tanti decenni spaventosi che sono seguiti alla scomparsa di Cixi, non si può fare a meno di ammirare quella straordinaria statista, malgrado tutti i suoi difetti."

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