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Luigi Canetti

Editore: Carocci
Anno edizione: 2012
Pagine: 453 p. , ill. , Brossura
  • EAN: 9788843062171
  Se l'essere umano è stato creato a immagine e somiglianza di Dio, come ci racconta il libro della Genesi, ne consegue che Dio può essere riconosciuto nelle fattezze delle sue creature. Questo libro di Luigi Canetti ci racconta come, fra la tarda antichità e il Rinascimento, Dio abbia potuto assumere espressione tangibile nello spazio e nella realtà umana delle cose. Nello spazio, anzitutto. È interessante la riflessione su come avvenne, nei primi secoli del cristianesimo, la creazione dello spazio sacro. La nascita dei luoghi deputati al culto (che ben presto divennero anche ambiti privilegiati di esercizio del potere) è un processo che nasce quasi dal nulla, e sembra contraddire i concetti di onnipresenza e immaterialità divina su cui tanto l'apologetica anti-pagana aveva insistito, così poco compatibili con la delimitazione di luoghi sacri circoscritti tipica del mondo pagano. Eppure fra IV e V secolo si assiste all'elaborazione di un ordinamento giuridico che proteggeva le chiese come luoghi sacri e inviolabili, riconoscendo loro il medesimo statuto caratteristico dei templi pagani. E fra i luoghi santi, spicca su tutti la Gerusalemme cristiana, una vera e propria città-santuario. Canetti mette bene in luce lo stretto legame che congiunge la pratica del pellegrinaggio ai luoghi santi di Palestina e l'invenzione di reliquie in Terra Santa con il culto dei martiri e dei loro resti in tutta la cristianità. Passando dal generale al particolare, fra i tanti argomenti che l'autore affronta c'è il caso esemplare delle impronte dei piedi di Gesù e degli apostoli rimaste impresse sul terreno o sulla roccia, di cui si comincia parlare tra la fine del IV e l'inizio del V secolo in ambito latino; le orme che sarebbero rimaste impresse sul monte degli Ulivi, ad esempio, permangono come prova fisica del passaggio terreno di Gesù e della sua ascensione al Padre. C'è poi la crescente importanza attribuita al contatto con l'olio sacro, uno dei temi più rilevanti dell'antropologia religiosa delle antiche civiltà del Mediterraneo. Fra le numerose possibilità, qui l'autore privilegia quelle fonti che si occupano della funzione taumaturgica e salvifica dell'olio. Ampio spazio è poi riservato allo studio dei reliquiari, la cui forma Canetti prende in esame non soltanto da un punto di vista meramente artistico: dapprima semplici cofanetti o oggetti che riproducevano la conformazione anatomica della reliquia che contenevano, con il tempo i reliquiari si sono sempre più arricchiti di immagini narrative e dimostrative, divenendo allo stesso tempo sempre più trasparenti, in modo da favorire la visione del loro contenuto interiore, proprio come avviene negli ostensori del pane eucaristico. Dai reliquiari in forma di cassa, di arca, di altare, di edificio, a partire dalla fine del IX secolo si giungerà all'affermarsi dei reliquiari antropomorfi. Fra il reliquiario e la reliquia si viene a instaurare una relazione simile a quella esistente fra la reliquia e il corpo; il reliquiario non è soltanto un accessorio decorativo, ma un vero e proprio ornamentum che visivamente rende comprensibile il valore salvifico del proprio contenuto. Da ultimo, il libro si occupa della forma degli ex voto anatomici e, più in generale, della forma di icone, manichini, statue di cera e molto altro. Qui, come in tutto il resto del volume, la profonda analisi dell'autore è accompagnata da un piacevole quanto utile apparato iconografico, per nulla scontato, capace di sollecitare interessanti spunti anche a partire dalle immagini più curiose, come quelle della Barbie o di una modella viva esposta in vetrina.   Andrea Nicolotti