In fondo alla palude

Joe R. Lansdale

Traduttore: F. Salvi
Editore: Fanucci
Anno edizione: 2004
Pagine: 309 p., Brossura
  • EAN: 9788834709818
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Recensioni dei clienti

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    nefelai

    14/07/2015 14:27:21

    Checché se ne dica questo libro merita di essere letto. Non tanto come thriller di prim'ordine. E' scritto in maniera semplice e arriva a tutti, per questo è efficace. L'autore riesce così a proiettarci in un mondo lontano, in cui ancora l'apartheid la faceva da padrone (ma forse è meglio chiamare le cose con il loro nome: era semplicemente razzismo). I personaggi sono dipinti con maestria e tutto è al suo posto. La sua forza non è tanto nella suspence o nell'essere un thriller (in questo sono d'accordo con altri lettori) ma è nella fluidità della storia. Niente fronzoli, i personaggi sono veraci e inseriti nel loro periodo storico con spontaneità. Non lo consiglio perché è un ottimo thriller, lo consiglio perché è davvero un buon romanzo.

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    Brunella

    02/07/2014 19:28:02

    Questo romanzo l'ho letto in versione ebook, non conoscendo autore e trama. Devo ammettere che è stato una piacevole sorpresa, un romanzo ambientato nell'America degli anni '30 dove regnava il razzismo. Per certi versi in alcuni punti mi ha ricordato Il Buio Oltre la Siepe. E' stata una lettura avvincente e molto gradevole, ha catturato la mia attenzione dall'inizio alla fine. Consigliato!

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    Francesco

    23/02/2011 09:56:22

    Sono d'accordo che è un bel libro, ma non un capolavoro.Avevo dimenticato di aver letto queste recensioni e ieri vedendo "Il buio oltre la siepe" (o meglio "Uccidere un usignolo") di Hitchcock dai primi minuti ho notato una certa familiarità con "In fondo alla palude". Volevo segnalare questa curiosità (suppongo che anche nel libro di Lee sia così): Scout a scuola picchia un bambino per aver detto che Atticus difendeva la gente di colore. Quel bambino si chiama Cecil Jacobs.

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    Gigi

    21/07/2010 18:03:19

    Parte bene e finisce discretamente. La parte centrale è francamente noiosa. Ottime doti stilistiche e di scorrevolezza, ma non basta per definirlo un libro indimenticabile. Proverò a leggere qualcos'altro dello stesso autore, anche se molti lo definiscono il suo miglior " prodotto". Francamente ridicola l'affermazione in copertina attribuita ad Ammaniti che definisce il volume come " il miglior thriller degli ultimi vent'anni"; dubito che Ammaniti l'abbia mai letto! ( sarebbe ora di finirla con gli strilli di copertina, chiaramente inventati per il marketing ).

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    Moreno C.

    29/08/2009 16:16:22

    'In fondo alla palude' è un libro che ha più di un pregio, ma che non è riuscito a coinvolgermi più di tanto. I punti di forza del romanzo sono senz'altro lo stile narrativo di assoluta elementarità ed ingenuità, grazie al quale gli eventi raccontati paiono prendere vita in tutta la loro forza (ricordiamo che la storia è un sunto di ricordi fanciulleschi) e la capacità di Lansdale di seminare qua e la piccole descrizioni di un lirismo unico, in grado di far apparire bellissimo (e chi dice che non sia stato davvero così...) un mondo in cui tutto o quasi era povertà, sporcizia e violenza. Per contro si può dire che la costruzione del thriller non sia abbastanza efficace nè curata cosicchè si arriva a scoprire l'identità dell'assassino, dopo tratti di storia un po' raffazzonati, senza dei reali sussulti interiori.

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    vanessa

    29/06/2008 02:51:11

    Mi spiace andare contro corrente, ma lo faro' soprattutto per un motivo che a mio avviso appare evidente. Nel complesso risulta certamente un buon thriller, senonche' il caro Lansdale si e' ispirato (potrei usare benissimo un altro verbo) in maniera quasi imbarazzante al capolavoro di Harper Lee: Il buio oltre la siepe. Il mio consiglio e': date la precedenza di lettura al grandissimo romanzo della Lee(che consiglio vivamente) solo cosi'potrete giudicare obbiettivamente il thriller di lansdale

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    tilly

    03/06/2007 19:30:57

    libro bellissimo,lo rileggerei 10 volte senza mai stancarmi.Un libro appassionante che ti coinvolge e ti trasforma nel protagonista. Complimenti all'autore che ha scritto un romanzo senza precedenti.

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    bey

    17/01/2007 12:05:55

    Bello bello bello!!! Un noir con i fiocchi, riesce a farti sentire l'odore della palude..

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    anselmo domenico

    19/07/2006 22:49:08

    é il primo libro di lansdale che ho letto, e mi è piaciuto moltissimo.

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    Claudia

    21/02/2006 16:43:29

    Bellissimo...è uno dei libri migliori che abbia mai letto, il primo di Lansdale ma di certo non l'ultimo!

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    Standbyme

    17/02/2006 17:36:45

    L’eclettico Lansdale sa tenere desta l’attenzione del lettore fin dal prima pagina con questo romanzo dove la suspence non manca, anche se si intuisce, abbastanza facilmente, l’identità del colpevole. La voce narrante è quella dell’anziano Harry che nella casa di riposo ricorda di quanto era un ragazzino di dodici anni e della terrificante avventura vissuta insieme alla sua sorellina Tom. Le tematiche del razzismo sono sapientemente esposte e il comportamento dei genitori, in controtendenza con quasi tutto il resto della comunità, ricorda quello di Atticus nel “Buio oltre la siepe”. Ben scritto si incontrano delle belle frasi: una particolarmente mi ha colpito per la sua capacità di farti vedere e vivere la scena che descrive: “Scivolai sul letto e appoggiai l’orecchio contro la parete, tentando di afferrare ciò che stavano dicendo. Parlavano sottovoce e dapprima non capii niente, ma ben presto riuscii a chiudere fuori il rumore del vento che giungeva attraverso la finestra mettendo una mano sull’orecchio libero.” (Pag. 100, Harry che cerca di decifrare i bisbigli dei genitori che provengono dalla stanza affianco.) Stupenda vero?

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    Matteo Poropat

    07/09/2005 17:25:50

    Premetto che non ho letto altri libri di L. per cui non posso fare "paragoni". Ho concluso questo libro da poco ed il punto fondamentale su cui metterei l'accento è questo: il thriller, in questo libro, è solo un aspetto marginale, un mezzo e non il fine, per raggiungere un altro risultato. Questo romanzo mi ha emozionato molto per le sue ampie ed affascinanti descrizioni delle persone, per quei volti tratteggiati così finemente fino a disegnarsi nella mente, dai due ragazzini protagonisti, attraverso la loro famiglia, il padre, con le sue debolezze, la nonna, ma soprattutto uscendo dal nucleo nelle strade sporche, nell'aria che è sempre o troppo umida o troppo fredda, tra i vecchi, oltre le tuniche del Klan con le croci infiammate, verso i boschi e chi ancora ci abita. Nel proseguire il libro anche la voce narrante di Henry, eroe di questa grande avventura, si fa diversa, cresce e presenta pian piano un parallelo tra il passato di cui narra ed il suo attuale presente. La forza principale del racconto è nel suo riuscire a portarci proprio li in mezzo, a sentire fremere le foglie sugli alberi e la paura nella gente di colore, ad osservare i probabili colpevoli degli orrendi omicidi, ad inspirare i fragranti aromi della cucina, delle gallette e dei fagioli o delle torte della nonna, nel prendere coraggio e scendere con Henry e Tom in quello spaventoso viaggio, fin in fondo alla palude.

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    Annika

    01/09/2005 14:22:05

    "In fondo alla palude" è stato per me una bella sorpresa. Non conoscevo Lansdale ed ho avuto la fortuna di scoprirlo proprio col suo romanzo più suggestivo. Rispetto ad altri suoi libri, qui i toni sono più delicati, meno ironici. La scelta di un protagonista bambino permette di mostrare una realtà difficile e impietosa attraverso occhi aperti al "magico". Anche se non è difficile scoprire il meccanismo dell'intreccio, ciò non guasta il piacere della lettura, che risiede tutto nell'atmosfera, nella paura infantile del "mostro", nella narrazione ben fatta, nei personaggi che, sebbene molto schematici, riescono a trasmettere primordiali e forti emozioni.

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    Greta

    10/07/2005 21:28:59

    Lansdale ha descritto in questo libro una storia degli anni trenta ambientata nel suo Texas. Una storia di razzismo ma anche di amore, quello di un bambino per il suo mondo e la sua famiglia. Questo mondo improvvisamente cambia con la comparsa di un serial killer che lo fà diventare grande e consapevole dei mali del mondo. L'ironia di Lansdale c'è sempre, ma c'è anche molta dolcezza ed è veramente struggente come narra l'odio animalesco che separa i bianchi dai neri... Ha messo anche parecchi indizi per noi lettori, il killer forse lo si può scovare alla svelta, ma diventa di secondaria importanza, ci si lascia travolgere di più dai pensieri del piccolo Harry!

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    Angela

    10/07/2005 17:55:02

    Per ora è il miglior libro di Lansdale che ho letto. Meglio di La sottile linea scura, meglio di Il mambo degli orsi.

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    giap

    07/07/2005 15:15:13

    Un buon libro. Non quel capolavoro di cui parla Ammaniti. Funzionano sia i personaggi (forzato quello della nonna) sia la storia che però diventa un po' schematica quando affronta il problema razziale. Lansdale ci sa fare e trasmette il suo grande amore per il Texas.

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    Carlo

    13/06/2005 16:00:01

    Si legge con piacere, libro ben studiato e scritto con mestiere, ambientazione affascinante (ma non originale) e trama appassionante anche se non velocissima, forse un po' scontato il finale. L'autore pesca un po' troppo nei romanzi di Twain e ne "Il buio oltre la siepe". Di Lansdale ho preferito "La sottile linea scura". Peccato per gli errori di sintassi del traduttore (Francesco Salvi, chi, il comico ?).

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    Grazia

    24/03/2005 13:07:44

    Secondo me e' un libro meraviglioso. Non conoscevo Lansdale, mi e' stato consigliato in libreria e devo dire che mi ha suscitato le sensazioni più disparate. Mi sono anche commossa alcune volte. Non voglio offendere nessuno, e' giusto che ogni persona possa avere opinioni diverse, ma credo che solo pochi possano considerare questo romanzo deludente o perdibile. Ho appena terminato di leggerlo e sento che già mi manca. Superconsigliato!

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    Giancarlo

    23/03/2005 16:46:28

    Lansdale é uno scrittore magnifico, questo il suo libro migliore. Leggetelo!!

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    Lorenzo Berti

    09/03/2005 13:51:36

    Non vedo assolutamente gli ingredienti preconfezionati a tavolino, il 'mestiere' (in senso negativo), la banalità, di cui parlano alcuni qui. Quelli, casomai, ci sono nel Lansdale più conosciuto (molti dei racconti di "Maneggiare con cura", e il celeberrimo - e famigerato - "La notte del drive-in"). Secondo me, questo è il vertice di Lansdale. Credibile, ottimi dialoghi, appassionante, ottimamente scritto. Commuove quasi, alla fine. Pare che col tempo Lansdale abbia finalmente dato una svolta alla sua narrativa (per carità, pur sempre valida e divertente anche in precedenza, ma su uno scalino più in basso - si vedano Hap e Leonard magari), anche se "La sottile linea scura", il suo ultimo romanzo, non è all'altezza di questo

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