Gli inconvenienti della vita. Copia autografata - Peter Cameron - copertina

Gli inconvenienti della vita. Copia autografata

Peter Cameron

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Traduttore: G. Oneto
Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 12 marzo 2019
Pagine: 122 p., Brossura
  • EAN: 0001121471977
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Solo Peter Cameron sembra avere ancora il coraggio, e la forza stilistica, di trasformare storie simili in opere di varia lunghezza, fatte di dettagli che riconosciamo, e del vuoto spesso atroce che li separa.

«E da sette anni stava scrivendo un libro, il suo secondo romanzo, ma l'incidente aveva cambiato anche questo. Il suo lavoro procedeva lento, molto lento, le parole e le pagine si accumulavano in modo quasi invisibile, come un'incerta nevicata di ottobre quando il terreno è ancora troppo caldo per preservare la neve.»

Queste storie raccontano due diverse e molto singolari forme di inquietudine: il malessere sottile che si allarga come una crepa nella vita in comune di due uomini, e la lunga guerra «misteriosa e mai dichiarata» in cui può trasformarsi un matrimonio di vecchia data. Le due coppie non potrebbero essere più distanti: lo scrittore in crisi creativa che divide un appartamento a Tribeca con un avvocato in carriera, e i due pensionati di una spenta cittadina di provincia, dove gli unici eventi degni di nota sono le periodiche inondazioni del fiume e gli appuntamenti della chiesa metodista. Casi da cui emana la sensazione di «un vivere fasullo, rabberciato, sempre lì lì per implodere o franare»; e infatti, sotto la superficie, questi rapporti vanno in pezzi davanti ai nostri occhi, lasciandoci attoniti e frastornati.
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    Antonio

    11/03/2019 19:28:33

    Un senso di abbandono, dalla vita, dalle cose, da se stessi, accoglie i protagonisti di questi due lunghi racconti distanti per luogo, età dei protagonisti , identità sessuale, temi, prospettive di vita, ma con un senso condiviso, la certezza di essersi spinti oltre e che vi siano diversi modi di cadere. Da una parte un avvenimento a sconvolgere l’ evidenza, insieme alla perdita del lavoro e dell’ ispirazione letteraria, dall’ altra una convivenza forzata che scoperchia qualcosa di sconosciuto ma da lungo tempo presente, con un senso di inadeguatezza personale che ritorna. Cameron svela una scrittura di sentimenti, intima, delicata, relazionale, anche analisi fattuale che riversa contenuti inattesi sugli stessi protagonisti, impreparati al cambiamento e turbati dalla verità. In loro si acuisce un senso di soffocamento, la consapevolezza di una identità perduta o solo anestetizzata dalla moderazione di relazioni protratte ed ormai scontate o divenute tali ai propri occhi, in tutt’altro affaccendati.

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    darwin

    08/03/2019 10:55:01

    Peter Cameron riesce a guardarci dentro. Prendere l’essere umano - ciò che lo circonda, i sentimenti che in lui si agitano, le relazioni intrecciate e complesse - e scomporlo restituendolo sulla pagina con un nitore raro.

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    Matteo

    07/02/2019 10:29:46

    Un'altra grande prova di questo scrittore, che possiede una sensibilità rara per descrivere cose, persone e situazioni apparentemente minute e insignificanti. Eppure c'è sempre una strana energia che passa sottotraccia, con le corde che sa toccare solo lui, anche in questi due racconti che hanno come comune denominatore un sottile male di vivere.

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    zocca giuliano

    11/01/2019 19:09:52

    Due racconti lunghi, entrambi molto godibili, velati dalla tristezza dell'ineluttabilità della vita. Come sempre una scrittura che conquista.

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    RICCARDO

    10/01/2019 22:16:10

    Due bellissimi e intensi racconti di un grande autore contemporaneo. Due storie che descrivono come il cambiamento puo' innescare un malessere e una crisi e incrinare l'equilibrio costruito con piccole finzioni quotidiane.

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    Nicoletta

    28/11/2018 17:42:57

    Come sempre Cameron scrive benissimo e trova le parole giuste per descrivere ed analizzare il malessere e le crepe che ci sono nelle nostre vite;unico difetto ,secondo me,e'che due novelle non fanno un libro.Un minimo di sforzo in piu'non farebbe male...

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«Cosa mi aspettavo? Chissà, forse è sbagliato aspettarsi qualcosa alla mia età […] ma a me sembra normale. Magari anche solo svegliarsi la mattina dopo. Io questo me lo aspettavo? Sì. E se ci si aspetta questo perché non aspettarsi anche qualcos’altro? Il semplice risveglio, il semplice fatto di essere svegli, vivi, non è abbastanza. Volevo una vita che avesse un senso, almeno per me.»


Cambiamento. Crollo. Crisi. Elementi che fanno parte della vita di molti di noi e che diventano centrali in La fine della mia vita a New York e Dopo l’inondazione, i due racconti proposti da Gli inconvenienti della vita, l’ultimo libro di Peter Cameron, scrittore statunitense, autore di bestseller come Quella sera dorata o Un giorno questo dolore ti sarà utile, divenuti film di pari successo.

Due racconti profondamente differenti nelle scelte narrative – il primo narrato in terza persona, il secondo in prima - così come nelle tipologie di personaggi – una coppia gay newyorkese nel primo, una coppia di pensionati di provincia nel secondo - e tuttavia simili nell’attenzione alla psicologia dei protagonisti e nei temi di fondo. Quella che in entrambe si percepisce è, infatti, un’atmosfera di inquietudine e malessere striscianti, che si diffondono di fronte al cambiamento, all’insoddisfazione verso se stessi, alla difficoltà di reagire a un trauma che, sotto la superficie, stravolge l’esistenza e manda in pezzi ogni tipo di relazione.

È il caso di Theo e del suo compagno Stefano che, dal diciottesimo piano di un grattacielo di Tribeca, si trovano ogni giorno a confrontarsi con i postumi dell’incidente automobilistico che, mesi prima, ha stravolto la vita di Theo, ferendolo nel corpo e nelle certezze, come insegnante e come romanziere. Un romanziere entrato in crisi creativa, incapace di trovare non soltanto le parole, ma anche la strada per risollevarsi, e ormai sempre più lontano da se stesso e dal compagno Stefano.

Una distanza che richiama quella fra la coppia di pensionati protagonisti del secondo racconto de Gli inconvenienti della vita. Un marito e una moglie (io narrante della vicenda) della provincia americana, che, dopo tanti anni di un matrimonio non privo di difficoltà e di lutti, sebbene continuino a vivere sotto lo stesso tetto, si ritrovano sempre più estranei l’uno dall’altra. E quando anche l’ultimo rito condiviso – la messa domenicale – viene meno, è forse solo il tempo del rimpianto e della presa di coscienza di non aver saputo costruire un futuro insieme.

Peter Cameron ci immerge con delicatezza nelle vite di queste coppie attraverso una scrittura ricca di dialoghi, ma piana e minimale, lontana dagli sperimentalismi, una scrittura che l’autore stesso non esita a definire “d’altri tempi”. Sono racconti che portano alla luce, in maniera profonda, temi universali, ma pur sempre attuali, abilmente riversati nelle storie di persone “reali”, qui colte in quei difficili momenti di disagio e di inquietudine, in cui non si sa mai come reagire agli “inconvenienti della vita”.

Recensione di Francesca Barbalace

 

  • Peter Cameron Cover

    Scrittore statunitense. Si è laureato all'Hamilton College di New York nel 1982 in letteratura inglese.Ha venduto il suo primo racconto al The New Yorker nel 1983 dove ha successivamente pubblicate numerose altre storie. Il suo primo romanzo è stato una raccolta di racconti, da titolo In un modo o nell'altro, pubblicato da Harper & Row nel 1986 (in Italia da Rizzoli). Il suo secondo romanzo The Weekend, è stato pubblicato nel 1994 da Farrar, Straus & Giroux, che ha anche pubblicato Andorra, nel 1997 e Quella sera dorata nel 2002.Ha pubblicato anche Un giorno questo dolore ti sarà utile (2007), Paura della matematica (2008), Coral Glynn (Adelphi 2012) e Gli inconvenienti della vita (Adelphi 2018). Approfondisci
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