L' inferno di Treblinka - Vasilij Grossman - copertina

L' inferno di Treblinka

Vasilij Grossman

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Traduttore: Claudia Zonghetti
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 5 maggio 2010
Pagine: 79 p., Brossura
  • EAN: 9788845924842

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L' inferno di Treblinka

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La più terribile fabbrica della morte nazista nel folgorante, esemplare reportage - fondato su testimonianze di prima mano e scritto subito dopo la liberazione del campo, nell'autunno 1944 - da un inviato d'eccezione.
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    Daniele

    16/05/2020 07:59:43

    Vasilij Grossman è stato il più popolare e seguito corrispondente di guerra dell’Armata Rossa e nel settembre del 1944 entra nel campo di sterminio di Treblinka. Il lager di Treblinka era diviso in due campi: il n. 1 dove lavoravano prigionieri di varie nazionalità e il n. 2 per gli ebrei. Il campo n. 2 era pensato per la morte e secondo i piani di Himmler doveva restare assolutamente segreto. In 79 pagine Grossman vi catapulta a Treblinka alternando descrizioni minuziose del campo, racconti di come si svolgevano le giornate nella più terribile fabbrica della morte nazista e riflessioni su come il genere umano sia arrivato a commettere qualcosa di tanto crudele e disumano. É una lettura che sotto tanti aspetti, purtroppo, ho trovato molto attuale. Credo che restare umani e solidali debba essere un imperativo per ciascuno di noi.

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    enbar77

    11/05/2020 18:01:54

    All'epoca uscì sotto forma di articolo e solo dopo è stato necessariamente "trasformato" in opera a sè. Poche pagine, sufficienti a descrivere con uno strano pathos, gli abomini perpetrati dalle SS nel campo di sterminio polacco. Fondamentale in ogni libreria.

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    serafini lino pasqualino

    23/03/2020 08:39:54

    piccolo capolavoro

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    Claudio

    13/06/2019 16:49:41

    Nel settembre del '44, ancora in piena guerra, Vasilij Grossman entrava con le trupe sovieti che in quel che rimaneva del campo di sterminio di Treblinka, forse il peggiore -se si può dire così- dei lager costruiiti dai nazisti. L'impressione è enorme, anche perché conosciamo tutti Auschwitz, ma di Treblinka si sa poco, come si sa poco della rivolta che ci fu nell'autunno dell'ammo precedente. Importante, secondo me. è una frase di Grossman: "Leggere di queste cose è durissimo. E, credetemi voi che leggete, non è meno duro scriverne. Allora perché ricordare? Perché chiunque giri le spalle, chiuda gli occhi o passi oltre offende la memoria dei caduti"

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    Andrea

    29/04/2019 11:02:09

    Un report giornalistico che ricostruisce e riordina i fatti che si sono verificati in uno dei più atroci campi di sterminio del nazismo. Imperdibile per chi voglia approfondire un minimo il relativo periodo storico.

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    Daniela

    11/03/2019 08:24:03

    Grossman entra a Treblinka circa un anno dopo che i nazisti l'hanno fatta saltare per mancanza di ebrei da immolare e per l'onta di una fuga in massa riuscita (anche se i superstiti saranno pochissimi). Dalle nere strade di ceneri umane a far da sedime alla descrizione minuziosa della grossolana e al tempo raffinata macchina omicida messa in funzione dai "normali" burocrati della Germania hitleriana (ricorda qualcosa dell'oggi?). Forse l'unica testimonianza esistente di tale vividezza e chiarezza, quasi contemporanea a ciò che accadde. Con la prosa asciutta e incalzante di un giornalista epico e quasi unico, grande scrittore e capace di uno sguardo più che acuto sull'uomo e ciò di cui si rende vittima o carnefice. Traduzione forse in parte infelice del titolo che in russo suonerebbe più come "Inferno Treblinka". Da raccomandare come lettura a qualsiasi scuola che abbia la voglia e il coraggio di far vedere in faccia la realtà ai ragazzi di oggi.

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    Andrea c.

    08/02/2019 11:58:15

    Un classico che fa riflettere da anni sul tema.... Consigliatissimo agli amanti del genere!

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    Francesca

    25/10/2018 14:47:01

    Scorrevole, puntiglioso, da leggere fino all'ultima pagina. Una storia ignota ai più comuni libri di storia scolastici, che permette di immaginare in ogni piccolo dettaglio quella che è stata la più terribile fabbrica della morte.

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    And the Oscar goes to ….

    04/10/2018 19:18:09

    Solo loro potevano applicare un sistema così industriale allo sterminio di massa.

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    Debora

    20/09/2018 21:58:32

    Un libro da leggere fino all'ultima pagina senza nemmeno respirare....una testimonianza drammatica che ci costringe a nn dimenticare..

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    RANIERO

    18/09/2018 21:00:57

    Recensendo, sempre su questo sito, "Io sono l'ultimo ebreo (Treblinka 1942-42) di Rajchman Chil, posi, a un certo punto la domanda: "Perchè leggere queste testimonianze?" Infatti, il male, l'abiezione, la nefandezza ivi narrate, che "sporcavano" le pagine di quel libro, erano tali da indurre ogni lettore a provare un senso di liberazione quando finalmente giungeva a chiuderlo e ad allontanarlo da sé, come se fosse infetto. Ebbene, ne "L'inferno di Treblinka", Vasilij Grossman, ripercorrendo l'orrore, dà una risposta convincente a tale quesito. "Leggere di queste cose è durissimo. E credetemi, voi che leggete, non è meno duro scriverne. Perchè farlo, allora? Perchè ricordare? chiederà, forse, qualcuno. Chi scrive ha il dovere di raccontare una verità tremenda, e chi legge ha il dovere civile di conoscerla, questa verità. Chiunque giri le spalle, chiuda gli occhi o passi oltre offende la memoria dei caduti." Grossman, dopo aver parlato con i sopravvissuti, e raccolto le loro dichiarazioni, inorridito, comincia ad affrontare i "gironi dell'inferno di Treblinka". Con grande partecipazione, l'autore affronta, idealmente, il cammino che le vittime dovevano percorrere fino alle camere a gas. Una volta scese dai treni bestiame, attraverso poche tappe, privati gradualmente di tutto (bagagli, vestiti, capelli), malmenati e impauriti, camminando per "la strada senza ritorno" o, come veniva icasticamente chiamata dalle SS, "la strada che conduce al cielo", erano condotti verso un edificio imponente dove si compiva il loro disgraziato destino: gassati e, subito dopo, bruciati a cielo aperto su un'enorme graticola. Treblinka fu attivo per tredici mesi; lì furono gassati centinaia di migliaia di ebrei; lì, come ad Auschwitz, il Male assunse proporzioni gigantesche e si incarnò nella bestialità nazista. Lascio al lettore il compito di scoprire, leggendo questo piccolo libro, la "verità tremenda"

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    paolo'63

    27/04/2018 17:50:01

    In un reportage giornalistico dell'autunno 1944 sono già evidenziati i caratteri peculiari dei campi di sterminio nazisti: la tendenza compulsiva all'ordine, i lager come mattatoi, la fabbrica della morte, metodi industriali di sterminio di massa, la catena di montaggio della morte come nella moderna produzione industriale su larga scala; è infine posta la domanda, "com'è potuto accadere?", a cui da più di 70 anni si cerca di rispondere.

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    Luigi

    30/09/2016 12:16:27

    Libro interessante. Da leggere sicuramente. Non merita i pieni voti perche' sul tema comunque c'è molto di più e di meglio.

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    ST360

    01/03/2016 17:26:42

    Assolutamente da leggere e da far leggere.

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    Maurizio

    28/02/2016 14:18:07

    Libro breve, di poche pagine ma intenso, crudo, reale, essenziale. Spiegare ciò che il testo trasmette è molto difficile, ma ci si accorge di cosa possa diventare o nascondere in sè l'essere umano, nella propria più fredda e lucida follia, attraverso l'ambizione della riuscita di un proprio progetto. Grossman guida le nostre coscienze ad una riflessione mai superficiale,ma che, anzi, si debba risolvere in immagini e parole che restino scolpite in noi come su pietre. Ciò che avvenne a Treblinka è un qualcosa di indicibile, senza fine,che non venga mai disperso. Da leggere e rileggere senza porsi dubbi.

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    Cristiano k.

    06/09/2015 23:36:47

    Una cronaca terribile che riflette il male, si può dissentire sui numeri ma non sul' ordine di grandezza di questo abominio. Leggete questo libro e meditate come ammoniva P.L.

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    GD

    06/05/2015 13:09:16

    E' un reportage che si prefigge di raccontare l'orrore di un lager nazista. La sua forza sta nella onestà e nell'asciuttezza del tono, cosa che si può dire - per esempio - anche degli scritti di Primo Levi. Siccome ricordare è necessario, questo è un libro necessario.

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    enrico

    16/07/2014 20:02:32

    Anche se si hanno letto tanti libri sull'Olocausto, questo è imprescindibile. Da leggere assolutamente.

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    mjb

    11/02/2014 21:42:26

    "Chi scrive ha il dovere di raccontare una verità tremenda, e chi legge ha il dovere civile di conoscerla, questa verità" pag 62 é un libro che si DEVE leggere.

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    Claudia

    22/01/2013 16:51:10

    "chi scrive ha il dovere di raccontare una verita' tremenda, e chi legge ha il dovere civile di conoscerla, questa verita'" scrive Grossman. una forte testimonianza a pochi mesi di distanza dalla rivolta che ha messo fine all'esistenza della "fabbrica della morte" di Treblinka. Testo breve, diretto, crudo.

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  • Vasilij Grossman Cover

    Vasilij Semënovic Grossman è stato un giornalista e scrittore sovietico di origine ebraica.Diventò ingegnere e dopo essere cresciuto a Ginevra e aver studiato a Kiev, all'epoca dei piani quinquennali credette talmente nella costruzione dell' "uomo nuovo" da abbandonare i cantieri minerari del Donbuss, dove lavorava, per mettersi a raccontare l'epopea dell'Unione Sovietica. Fu corrispondente di guerra per il quotidiano dell'esercito "Stella rossa" e seguì il fronte fino alla Germania. In quel periodo cominciò a comporre una grande opera sulla guerra, incentrata sulla Battaglia di Stalingrado, e diede alle stampe "Il popolo è immortale" (1943), esaltazione dei sacrifici sofferti dai popoli dell'Unione Sovietica durante l'invasione tedesca del 1941.... Approfondisci
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