L' inferno di Treblinka

Vasilij Grossman

Traduttore: C. Zonghetti
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 5 maggio 2010
Pagine: 79 p., Brossura
  • EAN: 9788845924842

35° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Politica e governo - Ideologie politiche - Fascismo e Nazismo

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Descrizione
La più terribile fabbrica della morte nazista nel folgorante, esemplare reportage - fondato su testimonianze di prima mano e scritto subito dopo la liberazione del campo, nell'autunno 1944 - da un inviato d'eccezione.

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Recensioni dei clienti

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    Francesca

    25/10/2018 14:47:01

    Scorrevole, puntiglioso, da leggere fino all'ultima pagina. Una storia ignota ai più comuni libri di storia scolastici, che permette di immaginare in ogni piccolo dettaglio quella che è stata la più terribile fabbrica della morte.

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    And the Oscar goes to ….

    04/10/2018 19:18:09

    Solo loro potevano applicare un sistema così industriale allo sterminio di massa.

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    Debora

    20/09/2018 21:58:32

    Un libro da leggere fino all'ultima pagina senza nemmeno respirare....una testimonianza drammatica che ci costringe a nn dimenticare..

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    RANIERO

    18/09/2018 21:00:57

    Recensendo, sempre su questo sito, "Io sono l'ultimo ebreo (Treblinka 1942-42) di Rajchman Chil, posi, a un certo punto la domanda: "Perchè leggere queste testimonianze?" Infatti, il male, l'abiezione, la nefandezza ivi narrate, che "sporcavano" le pagine di quel libro, erano tali da indurre ogni lettore a provare un senso di liberazione quando finalmente giungeva a chiuderlo e ad allontanarlo da sé, come se fosse infetto. Ebbene, ne "L'inferno di Treblinka", Vasilij Grossman, ripercorrendo l'orrore, dà una risposta convincente a tale quesito. "Leggere di queste cose è durissimo. E credetemi, voi che leggete, non è meno duro scriverne. Perchè farlo, allora? Perchè ricordare? chiederà, forse, qualcuno. Chi scrive ha il dovere di raccontare una verità tremenda, e chi legge ha il dovere civile di conoscerla, questa verità. Chiunque giri le spalle, chiuda gli occhi o passi oltre offende la memoria dei caduti." Grossman, dopo aver parlato con i sopravvissuti, e raccolto le loro dichiarazioni, inorridito, comincia ad affrontare i "gironi dell'inferno di Treblinka". Con grande partecipazione, l'autore affronta, idealmente, il cammino che le vittime dovevano percorrere fino alle camere a gas. Una volta scese dai treni bestiame, attraverso poche tappe, privati gradualmente di tutto (bagagli, vestiti, capelli), malmenati e impauriti, camminando per "la strada senza ritorno" o, come veniva icasticamente chiamata dalle SS, "la strada che conduce al cielo", erano condotti verso un edificio imponente dove si compiva il loro disgraziato destino: gassati e, subito dopo, bruciati a cielo aperto su un'enorme graticola. Treblinka fu attivo per tredici mesi; lì furono gassati centinaia di migliaia di ebrei; lì, come ad Auschwitz, il Male assunse proporzioni gigantesche e si incarnò nella bestialità nazista. Lascio al lettore il compito di scoprire, leggendo questo piccolo libro, la "verità tremenda"

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    paolo'63

    27/04/2018 17:50:01

    In un reportage giornalistico dell'autunno 1944 sono già evidenziati i caratteri peculiari dei campi di sterminio nazisti: la tendenza compulsiva all'ordine, i lager come mattatoi, la fabbrica della morte, metodi industriali di sterminio di massa, la catena di montaggio della morte come nella moderna produzione industriale su larga scala; è infine posta la domanda, "com'è potuto accadere?", a cui da più di 70 anni si cerca di rispondere.

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    Luigi

    30/09/2016 12:16:27

    Libro interessante. Da leggere sicuramente. Non merita i pieni voti perche' sul tema comunque c'è molto di più e di meglio.

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    ST360

    01/03/2016 17:26:42

    Assolutamente da leggere e da far leggere.

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    Maurizio

    28/02/2016 14:18:07

    Libro breve, di poche pagine ma intenso, crudo, reale, essenziale. Spiegare ciò che il testo trasmette è molto difficile, ma ci si accorge di cosa possa diventare o nascondere in sè l'essere umano, nella propria più fredda e lucida follia, attraverso l'ambizione della riuscita di un proprio progetto. Grossman guida le nostre coscienze ad una riflessione mai superficiale,ma che, anzi, si debba risolvere in immagini e parole che restino scolpite in noi come su pietre. Ciò che avvenne a Treblinka è un qualcosa di indicibile, senza fine,che non venga mai disperso. Da leggere e rileggere senza porsi dubbi.

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    Cristiano k.

    06/09/2015 23:36:47

    Una cronaca terribile che riflette il male, si può dissentire sui numeri ma non sul' ordine di grandezza di questo abominio. Leggete questo libro e meditate come ammoniva P.L.

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    GD

    06/05/2015 13:09:16

    E' un reportage che si prefigge di raccontare l'orrore di un lager nazista. La sua forza sta nella onestà e nell'asciuttezza del tono, cosa che si può dire - per esempio - anche degli scritti di Primo Levi. Siccome ricordare è necessario, questo è un libro necessario.

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    enrico

    16/07/2014 20:02:32

    Anche se si hanno letto tanti libri sull'Olocausto, questo è imprescindibile. Da leggere assolutamente.

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    mjb

    11/02/2014 21:42:26

    "Chi scrive ha il dovere di raccontare una verità tremenda, e chi legge ha il dovere civile di conoscerla, questa verità" pag 62 é un libro che si DEVE leggere.

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    Claudia

    22/01/2013 16:51:10

    "chi scrive ha il dovere di raccontare una verita' tremenda, e chi legge ha il dovere civile di conoscerla, questa verita'" scrive Grossman. una forte testimonianza a pochi mesi di distanza dalla rivolta che ha messo fine all'esistenza della "fabbrica della morte" di Treblinka. Testo breve, diretto, crudo.

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    taty

    25/07/2012 08:16:05

    è un libro a cui non riesco a dare un giudizio a parole.. dico solo: leggetelo!!!!

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    monica

    18/01/2012 12:25:08

    A Treblinka arrivavano treni stracolmi di merce umana: gli ebrei. Persone che avevano sempre qualcosa di utile da dare per lo sforzo bellico della Germania nazista come capelli, abiti, anelli, denti d'oro e grasso corporeo utilissimo per la cremazione dei cadaveri. Una volta arrivati alla finta stazione ferroviaria, gli ebrei merce venivano espropriati dei loro ultimi miseri averi, denudati, rapati e spinti a bastonate nelle camere a gas. Gli ebrei da lavoro invece erano addetti alla ripulitura di ogni cosa che potesse supporre il passaggio di esseri umani in quel luogo. Durato poco piu' di un anno, Treblinka fu messo in disuso e reinventato come fattoria di agricoltori, impiantando sopra i resti di innumerevoli vittime alberi. Pochissime sono le testimonianze di sopravvissuti a questo Lager, la realta' di questo campo e' uscita allo scoperto, insieme alla follia di super uomini che avrebbero dominato il mondo per mille anni costruendo la loro civilta' sulle ceneri di nemici, nemici esistiti solo nella fantasia di quei pochi uomini padroni indiscussi della grande Germania.

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    Christian Valtorta

    22/04/2011 07:48:25

    Cos'è l'uomo? Eccolo

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    EnzoV

    26/11/2010 19:08:46

    come sempre la produzione di testimonianze su questo argomento suscita sbigottimento e pena. E' un libro duro ma dolce allo stesso tempo. L'argomento dei campi di sterminio tedeschi sgomenta sempre ma pur essendo difficile da trattare e' comunque presentato in maniera efficace e lucida. E' interesssante anche e finalmente leggere la testimonianza di un uomo d'"oltrecortina". Sicuramente da leggere.

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    Guglielmo De Sanctis

    22/11/2010 11:06:03

    E' un libro terribile che in alcuni passaggi è davvero faticoso da leggere. Non mi riferisco ovviamente alla levatura narrativa che è ottima ma alle atrocità che vengono narrate. Viene davvero da piangere o da gridare o da fermarsi e prender fiato. Tuttavia è un libro che DEVE essere letto. Che andrebbe fatto leggere nelle scuole (con la dovuta assistenza). Mai più devono accadere cose del genere e ognuno di noi è chiamato ad essere sentinella della civiltà. Questo libro lo ricorda e lo incide a fuoco nel cuore.

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    vipirain

    27/07/2010 22:34:58

    Questo libro mi ha fatto capire, quanto avessi sottovalutato la follia nazista. Questo resoconto descrive il più dettagliatamente possibile come funzionava un lager. Cita, con nomi e cognomi, gli artefici dello sterminio a Treblinka, simile ad Auschwitz. Strazianti le immedesimazioni di Grossman con i condannati a morte. Grossman ci avverte, ci fa capire che questo potrebbe ripetersi se dimentichiamo. Infatti, lui ancora non lo sapeva, ma nell'Unione Sovietica si sarebbe ripetuta una follia simile. Libro indispensabile.

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    Papililla

    12/07/2010 16:01:59

    Un reportage nudo e crudo sull'infamia della catena di montaggio di morte realizzata nel campo di sterminio di Treblinka. La follia nazista vista attraverso gli occhi di un reporter dell'Armata Rossa. Consigliato.

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