L' informazione. Una storia. Una teoria. Un diluvio

James Gleick

Traduttore: V. B. Sala
Editore: Feltrinelli
Collana: Storie
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 6 giugno 2012
Pagine: 457 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788807111204
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Descrizione
Ancora alla soglia degli anni quaranta Claude Shannon usava intelligence per parlare di informazione, un termine che avrebbe cominciato davvero a diffondersi solo qualche anno più tardi, con la sua "Teoria matematica delle comunicazioni", insieme a una parolina, bit, destinata a diventare una delle più pervasive dell'ultimo mezzo secolo. Amata e vituperata, quella parolina segna un punto di passaggio fondamentale: quando l'informazione diventa una grandezza quantificabile e misurabile. Difficile valutarne davvero l'importanza, ma James Gleick ci prova, raccogliendo i fili sparsi di una storia che parte da lontano, dai poemi omerici e dall'invenzione della scrittura e dell'alfabeto, passando per la lessicografia e i dizionari, i codici crittografici e le moderne tecnologie della comunicazione. E lungo la strada si incontrano figure chiave, talora insospettate: i compilatori di antichi dizionari o i curatori dell'Oxford English Dictionary; l'inventore del primo calcolatore, Charles Babbage; la sua musa, Ada Byron, figlia dell'illustre poeta; e una serie di altre personalità fondamentali come Samuel Morse con il suo codice telegrafico, il matematico Alan Turing, il creatore della teoria dell'informazione Claude Shannon o il fondatore della cibernetica Norbert Wiener. Conclude con la vera e propria epoca dell'informazione, il mondo contemporaneo dove tutti sono, volenti o nolenti, esperti di bit e byte. Sotto un diluvio di segni e segnali, notizie e immagini, blog e tweet.

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    vitaliano bacchi

    09/05/2014 13:29:21

    E' scritto da un giornalista ma nel sistema dell'informazione non conta perchè l'universo mediatico è formale e quindi di sola inferenza logica. Tanto che Shannon la codifica con modelli matematici che ne costituiscono la teoria fondamentale ma per una struttura di campo non per una teoria della intelligenza su basi informative come avanza Von Foerster e nemmeno per una ontologia essenziale del mondo come struttura metafisica di informazioni come postula Seth Lloyd il moderno Spinoza. Ma è con Norbert Wiener che la teoria della informazione come modello "infolab" di campo presenta il punto di connessione fra informazione e intelligenza. Informazione è il fattore che disordina il campo incognito e lo riassetta in un diverso campo e da questa entropia nasce l'informazione (Shannon). Non è vero dice Wiener: l'informazione è l'incognita che mette ordine in un campo disordinato che diventa intelligibile in quanto è comparsa la soluzione dell'incognita che lo trasforma da campo anomico in campo razionale e cioè ordinato. E' qui che la teoria dell'informazione di Wiener nel suo impiego più complesso e prestigioso, quello giudiziario, manifesta la sua superiorità. In un caso giudiziario di terrorismo, ad esempio, la risoluzione per feed back secondo il modello di Wiener è sempre l'assioma di struttura risolutivo. La consumazione dell'attentato matura in condizioni che postulano una valutazione di campo con variabili di ordine che restano incognite. Dopo l'evento il caso puo' risolversi se l'inquirente individua un elemento che restituisca in feed back l'ordine razionale a quel campo disordinato a mezzo di un elemento che soddisfi le condizioni di razionalità. Ecco perchè con Wiener teoria della intelligenza e dell'informazione (insight) coincidono. Perchè la risoluzione dell'incognita in feed back "pesca" da sola l'elemento d'ordine che risolve l'enigma. Resta solo il problema di Shannon cioè la formalizzazione matematica del campo.

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