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Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi - Alessandro Piperno - copertina
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Descrizione


Inseparabili. Questo sono sempre stati l'uno per l'altro i fratelli Pontecorvo, Filippo e Samuel. Come i pappagallini che non sanno vivere se non sono insieme. Come i buffi e pennuti supereroi ritratti nel primo fumetto che Filippo ha disegnato con la sua matita destinata a diventare famosa. A nulla valgono le differenze: l'indolenza di Filippo - refrattario a qualsiasi attività non riguardi donne, cibo e fumetti - opposta alla determinazione di Samuel, brillante negli studi, impacciato nell'arte amatoria, avviato a un'ambiziosa carriera nel mondo della finanza. Ma ecco che i loro destini sembrano invertirsi e qualcosa per la prima volta si incrina. In un breve volgere di mesi, Filippo diventa molto più che famoso: il suo cartoon di denuncia sull'infanzia violata, acclamato da pubblico e critica dopo un trionfale passaggio a Cannes, fa di lui il simbolo, l'icona in cui tutti hanno bisogno di riconoscersi. Contemporaneamente Samuel vive giorni di crisi, tra un investimento a rischio e un'impasse sentimentale sempre più catastrofica: alla vigilia delle nozze ha perso la testa per Ludovica, introversa rampolla della Milano più elegante con un debole per l'autoerotismo. Nemmeno l'eccezionale, incrollabile Rachel, la "mame" che veglia su di loro da quando li ha messi al mondo, può fermare la corsa vertiginosa dei suoi ragazzi lungo il piano inclinato dell'esistenza. Forse, però, potrà difendere fino all'ultimo il segreto impronunciabile che li riguarda tutti...
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Dettagli

2012
14 febbraio 2012
351 p., Rilegato
9788804608806

Valutazioni e recensioni

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Nicoletta
Recensioni: 3/5

Modesta continuazione di Persecuzione: la storia dei due fratelli è trascinata e priva di pathos.Le loro nevrosi e turbe sessuali non sono interessanti e l'effetto su di loro del trauma dovuto alla storia del padre non è ben descritto.

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Stefania
Recensioni: 3/5

...inseparabili saranno il libro e il cestino della raccolta della carta, dove l'ho appena tirato! Storia i-n-e-s-i-s-t-e-n-te, personaggi odiosi, che non si evolvono e non giungono a niente...Tempo perso! Unica domanda: come avrà fatto a vincere il premio Strega?!?!

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ChiaD
Recensioni: 1/5

Ho dovuto abbandonare la lettura a pag 159, oltre che per la noia, per l'insopportabile fastidio che la scrittura di Alessandro Piperno mi ha provocato: ridondante, prolissa, inutilmente forbita. Inaccettabili gli errori di sintassi. Un libro pessimo su tutta la linea.

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Voce della critica

  Fine. Sotto l'ultimo rigo c'è scritto proprio così, come nei vecchi film di una volta, quando la parola fine avanzava sullo schermo fino a diventare sempre più grande e a coprire quasi del tutto l'ultimo fotogramma. E l'ultimo fotogramma, qui, l'ultima delle illustrazioni che punteggiano la prima (Persecuzione, Mondadori, 2010; cfr. "L'Indice", 2011, n. 1) e la seconda parte (Inseparabili) del Fuoco amico dei ricordi è quella di due bambini, fratello e sorella, che scendono da una macchina per assistere al funerale della nonna. Un'immagine che ci riporta dritti dritti a quella di David e del fratello Lorenzo che all'inizio di Con le peggiori intenzioni (il fortunatissimo romanzo d'esordio di Piperno, Mondadori, 2005; cfr. "L'Indice", 2005, n. 5) assistono al funerale del nonno. Gli ambienti descritti, d'altra parte, sono gli stessi (quelli dell'alta borghesia romana, visti dal punto di vista di una ricca famiglia ebrea: lì i Sonnino, qui i Pontecorvo) e il passo è sempre quello della saga, con l'avvicendarsi di tre generazioni ("La grande illusione della perpetuità genetica"). C'è persino qualche personaggio che migra da una storia all'altra; come Gaia Cittadini, l'inarrivabile dea desiderata da David, qui non più adolescente e ancora più lasciva di come l'avevamo lasciata. E se invece che di un dittico si trattasse di una trilogia? Il fatto è che Piperno, come tutti i veri scrittori, parte sempre da un nucleo forte e da un altrettanto forte punto di vista sul mondo. E come tutti i veri narratori occulta quel nucleo dietro l'impatto emotivo di una storia avvincente, diffrangendo il suo punto di vista nello sguardo della voce narrante. Nel primo romanzo, il tutto è gestito in chiave autoironica e a tratti apertamente comica; nell'insieme del secondo, si predilige una chiave seria, a tratti – come gli stessi personaggi non esitano a sottolineare – melodrammatica ("Il mélo stava assumendo contorni sempre più ottocenteschi"). Il primo romanzo era scritto, come gran parte della narrativa italiana e straniera degli ultimi anni, in prima persona; il secondo, in terza (è uno di quei romanzi a cui dare del lei). C'è sempre, anche in questo Inseparabili, una forte attenzione al disegno della trama, secondo una costruzione che qui vuole essere geometrica, fondata su una serie di rispecchiamenti: tra i due fratelli, Filippo e Samuel ("Il primogenito aveva bisogno di tirarsi su con gli antidepressivi e il minore di calmarsi con gli ansiolitici"); tra Samuel e il padre Leo, protagonista di Persecuzione ("Il padre era rimasto fermo e lui l'aveva raggiunto. Ora erano due fratelli gemelli"); ma anche all'interno della stessa vicenda di Samuel, che tutti chiamano Semi ("La sua intera vita acquisiva una specie di logica geometrica"). Un parallelismo che si potrebbe estendere, più in generale, al rapporto tra le due parti del dittico: tutta in discesa la prima, con il progressivo smorzarsi dei toni che accompagna lo spegnersi del protagonista; tutta in crescendo la seconda, con una climax che culmina nella scena madre finale (più madre che mai, visto che si conclude con l'infarto di Rachel, la madre dei due). Un finale quanto mai simbolico, dato che la scena − il litigio in cui i due si rinfacciano tutto il non detto di venticinque anni – si svolge nello stesso scantinato dove, nella prima parte, si era consumato il dramma solitario che aveva portato Leo alla morte. Ovvero l'underground, l'inframondo, il subconscio dove viene rinchiuso l'incomprensibile (e dunque indicibile) che solo in quel sottosuolo può essere evocato. Ma, come le altre volte, il cuore della storia sta altrove. Anche qui Piperno lavora con gli stereotipi per raccontare gli archetipi, vale a dire – in epoca post-psicoanalitica – i grumi di nevrosi che albergano in ognuno di noi e ci proiettano in un patologico pantheon di Edipi e Narcisi, Elettre e Atlanti. Con le peggiori intenzioni era un libro sul complesso d'inferiorità, Persecuzione sul senso di colpa, Inseparabili racconta l'ansia da prestazione: quel misto di presunzione e insicurezza, di invidia e disprezzo, di ricerca dell'approvazione e voglia di isolamento che affligge in modo diverso entrambi i fratelli, rendendo sessualmente impotente il workaholic Semi e professionalmente abulico il sex addicted Filippo. Quella forza distruttiva che trasforma anche il successo planetario inopinatamente arriso a Filippo in un pericolosissimo boomerang per lui (a cui la fama porterà più guai che altro) e per il fratello, che arriverà a viverlo come un imperdonabile voltafaccia ("Non credevo a tutte quelle stronzate che il successo cambia. Ma poi ho visto te"). Il conseguente separarsi degli "inseparabili" mette il fratello più piccolo di fronte al suo destino: senza il fratello, Semi (nomen omen) rimane una persona a metà, capace solo di vivere di ricordi. Ciò che determina la rivelazione finale; anche se un indizio era già nella dedica che precede il romanzo: "A Filippo, mio fratello". Giuseppe Antonelli

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La recensione di IBS

Premio Strega 2012. Nel suo ultimo lavoro Piperno riporta in scena la famiglia Pontecorvo che abbiamo imparato a conoscere in Persecuzione e con la quale abbiamo condiviso il dolore per un’onta terribile. Ora l’autore chiude il cerchio e mette il punto alla saga familiare, regalandoci un romanzo corale e di grande umanità.
Inseparabili rappresenta la seconda parte del dittico, ma è un volume del tutto indipendente e, anche se è parte integrante del primo, può esser letto come un’opera separata. Ripercorre le vite di Filippo e Samuel dopo la dolorosa morte del padre Leo Pontecorvo e ci racconta le loro vicende esistenziali sempre influenzate dalla vergogna del passato.
I due fratelli, ormai adulti, sono inseparabili ma opposti da un destino beffardo che capovolge il loro prevedibile corso di vita: Filippo, che si era rifugiato in un matrimonio di convenienza, diventa una star grazie ad un film-denuncia sulle violenze ai bambini e Samuel invece, che si credeva destinato ad una carriera di successo, entra in un vortice di odio e risentimento che lo costringe ad allontanarsi da tutti.
Piperno insiste molto sulla loro caratterizzazione, mostrandoci tutta la superficialità di Filippo e tutto il tormento di Samuel, che è poi la causa involontaria dello scandalo che vent’anni prima ha colpito il padre: la sua fidanzatina di allora, Camilla, aveva fatto in modo che il dottor Pontecorvo, uomo affascinante e brillante, venisse accusato di pedofilia. Questo evento infamante aveva portato ad un declino immediato l’intera famiglia, che da un giorno all’altro si era ritrovata nel vortice mediatico della televisione colpevolista.
Fatta a pezzi dai continui sospetti, dalle continue allusioni, dagli sguardi accusatori, la famiglia Pontecorvo cerca ora di uscire dal tunnel in cui era caduta, tenta di sopravvivere alla vergogna, di andare avanti, dimenticare e ricominciare, in qualsiasi modo.
Molto forte, anche in questo secondo romanzo, è il tema del successo/sconfitta che attraversa tutta la narrazione e a proposito l’autore afferma: «Mi è capitato di incontrare nell'ambiente letterario persone, anche amici, che hanno avuto un enorme successo o un enorme insuccesso e ho visto come entrambe le cose ti devastano. Mi sembra qualcosa di molto contemporaneo, ma anche molto classico, legato alla narrativa.» Il successo è quello di Filippo, che entra casualmente nel mondo dello spettacolo grazie ad un cartone: “Erode e i suoi pargoli” che gli regala una fama internazionale, gli fa guadagnare molti soldi e lo celebra come un eroe; la sconfitta è quella del fratello minore che è diviso tra investimenti disastrosi e insuccessi sentimentali. Questi due fratelli così diversi e così terribilmente lontani sono però uniti dal “fuoco del ricordo” che li accompagna sin da bambini, perché il ricordo, come sostiene lo stesso scrittore, «è una specie di fuoco amico» che non ti permette mai di cancellare la memoria.
Una grande importanza è data al ruolo dei media, che anche in Inseparabili fanno da sfondo alle vicende della famiglia, come se fossero il filo conduttore del racconto e come se da loro dipendesse l’intero sviluppo della storia. Sono i media che decretano il successo di Filippo, proprio quelli che anni prima avevano massacrato e torturato i Pontecorvo. Ruotano intorno alle vicende esistenziali dei componenti della famiglia (la moglie di Filippo ad esempio era una ragazza di Non è la rai) e modificano gli equilibri decretando un’infima gara di bravura fra i due fratelli, innalzando uno e ammazzando l’altro.
Piperno tratteggia i personaggi con grande umanità, esprime con coraggio le loro personalità, gli toglie la maschera e li rende vulnerabili a qualsiasi giudizio. Questo romanzo ha una forza narrativa dirompente, ha il ruolo fondamentale di sciogliere il nodo lasciato in sospeso dal primo libro. È la storia di una famiglia che lotta fino alla fine con l’amore, il lutto, la solitudine e il rancore. È il racconto veloce e crudele della nostra commedia umana.

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Conosci l'autore

Alessandro Piperno

1972, Roma

Insegna letteratura francese a Tor Vergata. Nel 2005 ha pubblicato per Mondadori Con le peggiori intenzioni, il suo primo romanzo. È inoltre autore dei saggi Il demone reazionario. Sulle tracce del Baudelaire di Sartre (Gaffi 2007) e Contro la memoria (Fandango 2012).Nel 2010 è uscito da Mondadori Persecuzione, che insieme a Inseparabili (premio Strega 2012) dà vita al dittico dal titolo Il fuoco amico dei ricordi e che in Francia è stato finalista ai premi Médicis e Femina e ha vinto il Prix du Méilleur Livre Étranger. Altre sue pubblicazioni sempre per Mondadori, Pubblici infortuni (2013), Dove la storia finisce (2016) e Di chi è la colpa (2021).

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