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    Andreaeurostar

    19/07/2015 11:42:47

    Fino ad oggi l unico capolavoro che nella storia del cinema affrontava le complesse tematiche quantistiche le distorsioni spazio-temporali era (in parte) 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO...ora c è INTERSTELLAR...struggente-commovente-coinvolgente..un viaggio tra stelle di neutroni paradossi spazio-temporali e buchi neri...UNA MERAVIGLIA in 70MM...(per chi ha avuto la fortuna di vederlo in questo formato.

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    ac

    01/06/2015 21:43:42

    Il blu ray e' curato davvero bene e merita cinque stelle per la recensione del film vedi dvd.

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    Thierry

    30/03/2015 15:40:22

    Diciamolo subito: ci sono delle incoherenze dal punto di vista scientifico che rendono la storia irrealistica. Ho dovuto quindi chiudere un'occhio e decidere di godermi il film per quello che aveva da offrire. A parte la parentesi di sopra, l'ho apprezzato molto per la capacità del regista di portarmi in questo viaggio pieno di emozioni. C'è un continuo gioco tra una disperazione quasi costante, quasi di sottofondo direi (quindi per chi si sente depresso, meglio aspettare) dov'è in gioco la sopravvivenza della razza umana, e questi sprazzi di speranza che ti fanno spalancare gli occhi e diventare impaziente di vedere cosa succede. In breve, per me è stato molto coinvolgente. Oltre ad essere un viaggio tra le stelle è anche un viaggio all'interno della nostra umanità, con tutto quello che porta in se, positivo o negativo. Credo che per sua particolarità, questo film provocherà reazioni molto divergenti, e probabilmente non poche recenzioni negative. Ma non mi fermerei su quelle perché credo sinceramente che questo è un film che merita un secondo sguardo e comunque sicuramente a cui vanno perdonate le incoherenze scientifiche, se non altro per darsi la possibilità di vedere immagini spettacolari. Nella musica si riconosce l'impronta di Hans Zimmer (Inception, tra molte altre colonne) che contribuisce non poco nel giocare con le emozioni dello spettatore. Buona visione!

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Va detto: dura quasi tre dannate ore. E poi è un’odissea nello spazio senza Ufo, senza creature di un altro pianeta con la pelle blu e senza alieni che balzano fuori dal petto di Matthew McConaughey. Interstellar rivela una parte speranzosa del regista Christopher Nolan che farà incazzare le cassandre che hanno amato Il Cavaliere Oscuro. E poi, hey, non lo sapevate che Alfonso Cuarón ha appena vinto un Oscar per aver diretto Gravity? Per quanto tempo ci si aspetta che gli spettatori si entusiasmino per le scie dei razzi spaziali?

Bla, bla, bla. A chi contesta questo film sfugge quanto Interstellar sia affascinante, con quale grazia riesca a mescolare il cosmico e l’intimo e con quale abilità riesca a esplorare l’infinito che c’è nei più piccoli dettagli umani.

È chiaro, Nolan non è mai stato il freddo tecnicista che molti credono essere. Guardate Memento (2000) di nuovo, o The Prestige (2006), o il sottovalutatoInsomnia (2002). Il fatto è che Interstellar rivela che è il cuore l’arma segreta che Nolan ci aveva tenuto nascosta – perché bisogna stare attenti con le emozioni, rischiano di esporti al ridicolo. Ma anche quando Nolan si sforza di esprimere al massimo i sentimenti e la sceneggiatura che ha scritto con suo fratello Jonathan si fa arzigogolata è difficile non cogliere la passione del visionario che vuole raggiungere le stelle.

E questo ci porta a parlare della trama, piena di sorprese che non vi sto certo per anticipare. Nel poster di Interstellar McConaughey si aggira per una superficie deserta. Dovrebbe essere Saturno, ma potrebbe benissimo essere la Terra, dove un uso scriteriato delle risorse ha trasformato il pianeta in un posto sudicio che affama e soffoca i suoi abitanti.

Nolan passa il primo terzo del film nel cuore contadino dell’America (così come sarà tra qualche anno). Ci presenta il vedovo Cooper (McConaughey), un ex pilota collaudatore della NASA che ora dipende dal suocero (John Lithgow) per crescere il suo figlio 15enne Tom (Timothée Chalamet) e la sua figlia Murphy (la superba Mackenzie Foy), che ha 10 anni. Murphy è tutta suo padre: è una ribelle che si rifiuta di credere a quello che le dicono a scuola, dove si insegna che il programma spaziale Apollo non è mai esistito, è stata solo una bugia.

È quando padre e figlia trovano dei reduci della NASA che la storia prende davvero il largo. Cooper parte per lo spazio alla ricerca di uno nuovo mondo da colonizzare, lasciando sulla Terra due figli che potrebbero non perdonarlo mai più.

Le lezioni di fisica arrivano quando Cooper dirige la stazione spaziale Endurance con un team di scienziati composto da Amelia (Anne Hathaway), Romilly (David Gyasi) e Doyle (Wes Bentley). (Una nota per gli spettatori: 2001: Odissea nello spazio, il capolavoro che Kubrick diresse nel 1968, e Star Wars sono dentro il Dna di Nolan. Reagite di conseguenza)

E poi arriva il momento wow, quello che rende Interstellar il nirvana di chi ama il cinema. Manovre ad alta tensione. Una visita a sorpresa. Una battaglia nella tundra ghiacciata. Un’onda grande quanto una montagna. Complimenti a Nolan e al suo team. Guardate Interstellar in un cinema Imax, se potete. Capirete il vero significato di “spaccare i culi”.

Infine, l’ora finale, che dà al film risonanza e un valore che rimarrà. McConaughey scolpisce ogni dettaglio senza doverne sottolinearne neanche uno. È un virtuoso, il suo volto è una mappa della vita che ha perso quando i suoi figli l’hanno bombardato di emozioni.

Nel caso non l’abbiate notato, McConaughey è in stato di grazia. E funziona davvero bene insieme alla Chastain, che dona alla versione adulta della figlia Murphy una grazia strabiliante.

Il tema, qui, è l’amore familiare, non quello romantico o sessuale. Cosa c’entra con le esplorazioni spaziali? Nolan lo fa spiegare alla Hathaway con un monologo. Ma quella scena non è nulla al confronto dell’eloquenza che brilla dagli occhi di McConaughey e Jessica Chastain. Sono il cuore ferito di Interstellar, un film che ci confonde solo quando prova a trattare l’amore come una scienza con regole da applicare.

In 2001, Kubrick guardava al futuro come a qualcosa che c’era sfuggito di mano. Per Nolan, la compagnia che ci facciamo l’un l’altro è l’unica cosa che abbiamo. Nolan crede che nel corso di un film sia meglio pensare, piuttosto che stare seduti a guardarlo e basta. Può darsi che questo renda Nolan il nostro cavaliere bianco. Nel caso, buona fortuna.

Recensione di Peter Travers

2015 - Oscar [Academy Awards] - Migliori effetti speciali

  • Produzione: Warner Home Video, 2015
  • Distribuzione: Warner Home Video
  • Durata: 169 min
  • Lingua audio: Inglese (DTS 7.1 HD);Italiano (Dolby Digital 5.1);Francese (DTS 7.1 HD);Spagnolo (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti; Inglese per non udenti; Francese; Spagnolo; Portoghese; Olandese
  • Formato Schermo: 2,40:1
  • AreaB
  • Contenuti: speciale: The Science of Interstellar - Plotting An Interstellar Journey - Life On Cooper's Farm - The Dust - Tars and Case - Across All Dimensions And Time-Blast into the fourdimensional world of the Tesseract; dietro le quinte (making of): The Cosmic Sounds Of Interstellar - The Space Suits - The Endurance - Shooting In Iceland: Miller's Planet/Mann's Planet - The Ranger And The Lander - Miniatures In Space - The Simulation Of Zero-G-Rigs, cables, ropes and pulleys - Celestial Landmarks; interviste: Final Thoughts: cast and crew reflect on their experience of creating this epic drama about the ultimate destiny of space and humanity; e-copy