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Va detto: dura quasi tre dannate ore. E poi è un’odissea nello spazio senza Ufo, senza creature di un altro pianeta con la pelle blu e senza alieni che balzano fuori dal petto di Matthew McConaughey. Interstellar rivela una parte speranzosa del regista Christopher Nolan che farà incazzare le cassandre che hanno amato Il Cavaliere Oscuro. E poi, hey, non lo sapevate che Alfonso Cuarón ha appena vinto un Oscar per aver diretto Gravity? Per quanto tempo ci si aspetta che gli spettatori si entusiasmino per le scie dei razzi spaziali?

Bla, bla, bla. A chi contesta questo film sfugge quanto Interstellar sia affascinante, con quale grazia riesca a mescolare il cosmico e l’intimo e con quale abilità riesca a esplorare l’infinito che c’è nei più piccoli dettagli umani.

È chiaro, Nolan non è mai stato il freddo tecnicista che molti credono essere. Guardate Memento (2000) di nuovo, o The Prestige (2006), o il sottovalutatoInsomnia (2002). Il fatto è che Interstellar rivela che è il cuore l’arma segreta che Nolan ci aveva tenuto nascosta – perché bisogna stare attenti con le emozioni, rischiano di esporti al ridicolo. Ma anche quando Nolan si sforza di esprimere al massimo i sentimenti e la sceneggiatura che ha scritto con suo fratello Jonathan si fa arzigogolata è difficile non cogliere la passione del visionario che vuole raggiungere le stelle.

E questo ci porta a parlare della trama, piena di sorprese che non vi sto certo per anticipare. Nel poster di Interstellar McConaughey si aggira per una superficie deserta. Dovrebbe essere Saturno, ma potrebbe benissimo essere la Terra, dove un uso scriteriato delle risorse ha trasformato il pianeta in un posto sudicio che affama e soffoca i suoi abitanti.

Nolan passa il primo terzo del film nel cuore contadino dell’America (così come sarà tra qualche anno). Ci presenta il vedovo Cooper (McConaughey), un ex pilota collaudatore della NASA che ora dipende dal suocero (John Lithgow) per crescere il suo figlio 15enne Tom (Timothée Chalamet) e la sua figlia Murphy (la superba Mackenzie Foy), che ha 10 anni. Murphy è tutta suo padre: è una ribelle che si rifiuta di credere a quello che le dicono a scuola, dove si insegna che il programma spaziale Apollo non è mai esistito, è stata solo una bugia.

È quando padre e figlia trovano dei reduci della NASA che la storia prende davvero il largo. Cooper parte per lo spazio alla ricerca di uno nuovo mondo da colonizzare, lasciando sulla Terra due figli che potrebbero non perdonarlo mai più.

Le lezioni di fisica arrivano quando Cooper dirige la stazione spaziale Endurance con un team di scienziati composto da Amelia (Anne Hathaway), Romilly (David Gyasi) e Doyle (Wes Bentley). (Una nota per gli spettatori: 2001: Odissea nello spazio, il capolavoro che Kubrick diresse nel 1968, e Star Wars sono dentro il Dna di Nolan. Reagite di conseguenza)

E poi arriva il momento wow, quello che rende Interstellar il nirvana di chi ama il cinema. Manovre ad alta tensione. Una visita a sorpresa. Una battaglia nella tundra ghiacciata. Un’onda grande quanto una montagna. Complimenti a Nolan e al suo team. Guardate Interstellar in un cinema Imax, se potete. Capirete il vero significato di “spaccare i culi”.

Infine, l’ora finale, che dà al film risonanza e un valore che rimarrà. McConaughey scolpisce ogni dettaglio senza doverne sottolinearne neanche uno. È un virtuoso, il suo volto è una mappa della vita che ha perso quando i suoi figli l’hanno bombardato di emozioni.

Nel caso non l’abbiate notato, McConaughey è in stato di grazia. E funziona davvero bene insieme alla Chastain, che dona alla versione adulta della figlia Murphy una grazia strabiliante.

Il tema, qui, è l’amore familiare, non quello romantico o sessuale. Cosa c’entra con le esplorazioni spaziali? Nolan lo fa spiegare alla Hathaway con un monologo. Ma quella scena non è nulla al confronto dell’eloquenza che brilla dagli occhi di McConaughey e Jessica Chastain. Sono il cuore ferito di Interstellar, un film che ci confonde solo quando prova a trattare l’amore come una scienza con regole da applicare.

In 2001, Kubrick guardava al futuro come a qualcosa che c’era sfuggito di mano. Per Nolan, la compagnia che ci facciamo l’un l’altro è l’unica cosa che abbiamo. Nolan crede che nel corso di un film sia meglio pensare, piuttosto che stare seduti a guardarlo e basta. Può darsi che questo renda Nolan il nostro cavaliere bianco. Nel caso, buona fortuna.

Recensione di Peter Travers

Recensioni dei clienti

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    Albino

    22/05/2017 07:29:26

    Film non semplice che (a mio avviso) richiede almeno due visioni... ma una volta compreso nella struttura e anche nel messaggio (purtroppo non così improbabile...) mi ha letteralmente rapito. Bellissima la colonna sonora di Hans, ma qui non sono obbiettivo perché suo fan...

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    MoviesAddicted

    10/10/2016 21:10:40

    Potenzialmente buono, ma il finale troppo "fanta" piuttosto che "scientifico" rovina tutto.

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    Jason

    27/02/2016 13:57:44

    Basterebbe già da sola la vivida, emozionante rappresentazione del viaggio intergalattico via "wormhole" - una volta tanto scientificamente verosimile, essendosi il film avvalso della consulenza del fisico relativista del Caltech Kip Thorne, uno che di queste cose se ne intende, qui in veste anche di produttore esecutivo - per giustificare il massimo punteggio per questo capolavoro della fantascienza, senz'altro uno dei più belli e significativi degli ultimi dieci anni. Per non parlare della plastica visualizzazione del disco di accrescimento del "black hole", con suggestive immagini finalmente aderenti a quanto è oggi noto alla fisica di frontiera. Ma questo flick di "hard science-fiction", non certo di fantasy, contiene ben altro. Il "paradosso dei gemelli" - altra strana creatura tratta dal cilindro einsteiniano - ossia la sfasatura temporale che si crea tra chi rimane sulla Terra e chi viaggia a velocità prossime a quella della luce o, come in questo caso, si attarda troppo presso l'immane campo gravitazionale di un buco nero, qui dà la stura a una situazione che nel finale del film si traduce in una scena che a memoria d'uomo è tra le più commoventi e struggenti mai viste in un film: l'incontro tra il protagonista, il bravissimo Matthew McConaughey, rimasto pressoché giovane e la figlia Murph che lasciò bambina e che ora ritrova vecchia e morente e che offre un raro, mirabile esempio di sapiente commistione tra scienza di frontiera e sentimenti universali. E difatti non c'è solo il tecnicismo in questo film: sul di esso aleggia una sensazione costante di tristezza, quasi di disperazione che solo nel finale si stempera nella speranza e infine nel riscatto. Per quanto concerne gli altri protagonisti, il grande Michael Caine giganteggia anche in un ruolo secondario e perfino la Hathaway ha un ruolo che va dritto al cuore. In sottofondo troneggia in crescendo la strepitosa colonna sonora di Hans Zimmer, tra le più grandiose ed evocative mai ascoltate. Jason

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    EMILIANO VALENTINI

    06/09/2015 11:53:11

    Grandi effetti speciali che denotano un indubbio talento visivo, ma il resto è molto deludente: trama contorta e risibile, non priva di assurdità e dal ritmo francamente abbastanza noioso.

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    William Dollace

    16/08/2015 22:43:33

    Qualche bordata di retorica interferisce con le traiettorie di questa navicella cinematografica firmata f.lli Nolan. Le trovate sensazionalistiche "alla Spielberg" non trovano stavolta un contrappunto visionario e nemmeno particolarmente cervellotico (e questo versante rimane un enorme buco nero nel buco nero). Nolan piega il suo cinema verso le colline Hollywoodiane non trovando però terreno fertile nella parte di cuore intelligente dello spettatore.

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    Maurisell

    16/08/2015 18:00:00

    Deludente, grandi effetti speciali,ma questo e' del tutto abituale, interpreti spesso spaesati, sequenze intere difficilmente comprensibili, lento e funestato da 2 ore e 40 di continua musica. Astronavi che entrano ed escono da worm-hole e buchi neri, ridicolo. Peccato, salverei l'inizio, anche se troppo somile a Contact. Non parliamo dei riferimenti ad altri film, perche' ci vorrebbe una pagina solo per questo, da 2001 a 2010, Contact, stargate ecc. ecc., addirittura fino al pianeta delle scimmie ( atterraggio in acqua dell'astronave).

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    henry il grigio

    06/08/2015 17:10:03

    Beh definirlo capolavoro mi sembra un pò azzardato.Un buon film per passare una serata di fantascienza,ma non impegnatevi troppo a cercare di capire...secondo me neanche il regista ci ha capito molto. Comunque, c'è di meglio, ma anche di peggio, quindi 3/5 e guardatevi Blade Runner per paragone.

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    Nazario

    21/06/2015 13:12:47

    Quando in TV c'è Ballarò o diMartedì e su Fox o FoxCrime non c'è una 1ª TV da guardare, un film come Interstellar può andare bene x spendere 2h e 40' della propria vita... Interessante sì, si segue con curiosità, ma non chiamiamolo capolavoro... Credo che il rivale di 2001 Odissea nello spazio sia il russo Solar, sebbene più lento di Interstellar, ma con contenuto psicologico maggiore. Quanto alla teoria della relatività, non credo che sia stata spiegata correttamente sino in fondo... Il ritorno a casa dell'astronauta dovrebbe resettare l'età alla giusta età relativa con la figlia... Alla veneranda età di 124 anni non capisco dove Cooper voglia andare nel finale... Il robot monolita che fa bizzarre capriole se lo potevano risparmiare come castroneria. Tre stelle di simpatia x avermi evitato di vedere Floris e Giannini...

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    sruiu

    18/06/2015 17:30:12

    Sono stupefatto su come si possa paragonare questo film a 2001 ONS. Un film allucinante per mediocrità ? questo regista è convinto che belle immagini è trama contorta a livelli demenziali, siano sufficienti a fare un buon film. Non ha capito una emerita mazza di 2001 ONS. Mi rassegno... Ormai la fantascienza è morta! Uccisa per ironia della sorte dagli effetti speciali. Mi tengo stretti i miei preziosi dvd di 2001, Blade Runner, Il pianeta misterioso, Alien 1 e i telefilm di Star Trek prima serie.... e i libri!!!

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    Mr Gaglia

    15/05/2015 15:21:40

    Quel che ogni volta questo autore ci fa riscoprire è il piacere dell'audacia (Memento ed Inception, in passato ne sono la prova..). Assieme a Quentin Tarantino non c'è nessuno oggi capace di osare così tanto; nessuno così determinato a non voler essere come gli altri. Il futuro messo in scena da Interstellar non somiglia a nessuno dei molti già visti, è uno in cui una società di diverse decine di anni avanti a noi vive in un passato recentissimo (sembra la fine degli anni '90) apparentemente idilliaco ma intimamente disperato. In maniera non diversa è audace la tecnica con cui il regista mostra di avere un'idea propria dell'uso narrativo del montaggio parallelo, lavorando sulla suspense tra 2 linee di trama nello stesso momento (quella dell'astronauta Cooper e della figlia Murph o in certi casi quelle degli eventi che stanno accadendo contemporaneamente ai diversi astronauti) o come intenda il tempo. In quasi ogni suo film Nolan ha dimostrato che il cinema può raccontare storie intrecciandone la trama a partire dalla sovrapposizione di temporalità diverse, trovando così percorsi nuovi anche per parabole canoniche. In Interstellar il tempo degli astronauti non è quello sulla terra: i loro eventi si svolgono in momenti differenti ma lo stesso comunicano di continuo e in maniere sempre nuove, rinfrescando espedienti di suspense ormai usurati. È parte del fascino da puzzle dei film di Nolan ma più in grande è anche la dimostrazione di una vivacità narrativa e un'originalità registica fortissime che impongono un passo diverso ai suoi film e costringono lo spettatore al piacere della concentrazione. I tempi del film seguono un ritmo tutto proprio, con uno stacco vengono saltati diversi mesi, piazzando ellissi là dove altri avrebbero indugiato e in altri casi vengono allungati a dismisura momenti su cui altri avrebbero sorvolato. Che tutto questo accada in un kolossal-hollywoodiano è forse la sorpresa più grande del pavido cinema di questi anni. InterFantastico!

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    Euge

    28/04/2015 18:49:35

    Concordo, è "quasi" un capolavoro, come storia, filosofia e scenografie, da vedere sicuramente. 2001 è imbattibile, ma questo è su ottimi livelli. La durata non pesa sul ritmo, però a volte la trama si fa troppo complessa, quindi sul genere preferisco Gravity: più semplice, ma più leggero e immediato.

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    giopp

    10/04/2015 12:18:21

    una sola parola per commentare MERAVIGLIOSO

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    dolans

    06/04/2015 09:43:24

    Finalmente dopo tanti anni abbiamo un nuovo 2001 ..... questo film è un capolavoro... perfetta fotografia, regia sublime e capace, una genialità che non si vedeva dai tempi di Kubrik perfetto il cast... un CAPOLAVORO.

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    Ernesto

    05/04/2015 21:33:36

    Il più bel film di fantascienza dopo "2001: odissea nello spazio".

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    ac

    02/04/2015 22:01:36

    CAPOLAVORO emozionante e commovemte! Un film bello come pochi che merita il massimo dri voti.

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    Robertinho

    02/04/2015 15:08:59

    Tendendo a "2001 Odissea nello spazio" a livello registico e ricavando spunti dal suo genio narrativo, Christopher Nolan riesce a creare un colosso che trascende qualsiasi pellicola già vista, unendo abilmente scienza e fantascienza, realtà e sogno, facendo sì che l'amore diventi una grandezza fisica tanto quanto il tempo e lo spazio. "Interstellar" è un "quasi capolavoro" che oltre ad intrattenere per tre ore scarse lo spettatore riesce a commuoverlo più volte, facendo leva sulle paure più grandi dell'uomo e sulle emozioni ben radicate nella propria natura. Grazie a dialoghi toccanti, interpretazioni di alto profilo (Matt Damon unica nota stonata) ed una fotografia sapiente, quel grande "prestigiatore cinematografico" che risponde al nome di Nolan riesce in questo caso a confezionare un'opera d'arte in ogni sua sfumatura.

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2015 - Oscar [Academy Awards] - Migliori effetti speciali

  • Produzione: Warner Home Video, 2015
  • Distribuzione: Warner Home Video
  • Durata: 169 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1);Inglese (Dolby Digital 5.1);Spagnolo (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti; Inglese per non udenti; Spagnolo
  • Formato Schermo: 2,40:1
  • Area2