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Zygmunt Bauman

Curatore: B. Vecchi
Traduttore: F. Galimberti
Editore: Laterza
Edizione: 13
Anno edizione: 2009
Pagine: X-126 p. , Brossura
  • EAN: 9788842070085

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    Michele Lucivero

    22/05/2012 11.52.32

    Con la lucidità e la chiarezza che appartiene inconfondibilmente al suo stile, Bauman illustra in queste poco più di 100 pagine tutte le insidie che si annidano dietro l'assunzione del termine «identità» nell'ambito della sociologia. Finché restava confinato nell'ambito della filosofia, esso non creava problemi di sorta, ma nel momento in cui è entrato nel lessico ideologico della riflessione sul moderno Stato-nazione, nella definizione del cittadino, connotato da una ben precisa «identità nazionale», si sono poste le basi per l'esclusione programmata e pianificata del diverso con mezzi legittimi. La presunta naturalezza dell'identità per nascita viene smascherata attraverso i processi sociologici della costruzione di questo concetto in cemento armato, della necessità della sicurezza individuale e di gruppo, tutti meccanismi raccolti dai mercanti di identificazioni collettive, pronti a scagliarsi contro il nemico, il diverso, elementi essenziali per la tenuta interna del sistema. E tuttavia, se da un lato ci sono coloro i quali possono assecondare la variabilità postmoderna e comporre la propria identità a piacimento, esistono ancora migliaia di persone costrette a forza a restare all'interno di una sola e pregiudicata «identità di sottoclasse». In margine anche una seria, ma troppo breve, considerazione in merito alla gestione dell'identità da parte degli intellettuali, una riflessione che si snoda tra le prospettive del multiculturalismo, del comunitarismo e dell'ibridismo, non senza critiche e puntualizzazioni.

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