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Adriano Pessina

Editore: Laterza
Collana: I filosofi
Edizione: 8
Anno edizione: 2005
Pagine: 152 p.
  • EAN: 9788842045304

recensione di Pianciola, C., L'Indice 1995, n. 2
recensione pubblicata per l'edizione del 1994

Il profilo ricostruisce il percorso di Bergson dal "Saggio sui dati immediati della coscienza" del 1889 a "Le due fonti della morale e della religione" del 1932 e agli studi raccolti nel 1934 in "La pensée et le mouvant", e traccia un ampio profilo della storia della critica, secondo la collaudata formula di questa fortunata collana laterziana.
Autore di articoli su Bergson pubblicati sulla "Rivista di filosofia neo-scolastica", della traduzione di "Materia e memoria" (Città Armoniosa, Reggio Emilia 1983) e del saggio "Il tempo della coscienza. Bergson e il problema della libertà" (Vita e Pensiero, Milano 1988), Pessina vuole separare Bergson dall'ambigua fortuna del bergsonismo e controbattere "gli stereotipi del Bergson irrazionalista, intuizionista e avversario del sapere scientifico" (p. 99). Il bergsonismo è da un lato l'uso di alcuni frammenti di Bergson per estrarne un impressionismo filosofico affine alle pagine di Verlaine o alla musica di Debussy; dall'altro è la riduzione del pensiero di Bergson all'intuizionismo come metodo dell'autentica filosofia in contrasto con i procedimenti della scienza. Pessina sottolinea i luoghi in cui Bergson propone una "nuova alleanza" tra filosofia e scienza "purché si intenda con quest'ultimo termine un insieme di verità constatate o dimostrate, e non quella nuova scolastica che è cresciuta durante la metà del XIX secolo attorno alla fisica di Galileo, come l'antica attorno ad Aristotele", come dice in conclusione all'"Evoluzione creatrice". Tuttavia rimane il fatto che la scienza "usa strumenti concettuali che hanno solo una funzione pragmatica" mentre la filosofia, attraverso l'auscultazione interiore, accede al livello profondo del reale e, trovando la durata reale, si mette in presa diretta con il divenire della coscienza e il divenire universale. La materia è la ricaduta in esteriorità del processo immateriale dell'evoluzione creatrice, l'estensione è la caduta della tensione spirituale, la quantità è il coagulo e il residuo inerte delle qualità. Ciò che appare positivo alla scienza modellata sulla fisica è "interruzione o inversione della vera positività che bisognerebbe definire in termini psicologici.
L'itinerario di Bergson si snoda dalla psicologia introspettiva alla "metafisica positiva" (che sarebbe anche il vero empirismo), fino alla contrapposizione tra tecnologia senz'anima e religione mistica delle "Due fonti". Alcuni scienziati, tra cui Ilya Prigogine, hanno trovato motivi di convergenza con la critica bergsoniana del tempo della fisica della sua epoca; ma Prigogine e Stengers non hanno mancato di rilevare che Bergson attribuisce all'attività scientifica "de iure i suoi limiti storici de facto" e mette capo a una "divisione statica tra procedure giudicate irrimediabilmente antagoniste" ("La nuova alleanza", Einaudi, Torino 1981, p. 99). È un'interpretazione spigolosa che dopo la lettura del saggio di Pessina potrebbe forse essere smussata ma che nell'insieme ci sembra ancora convincente.

Ogni volume di questa collana costituisce un ampio capitolo di storia della filosofia, dedicato a un autore o a una corrente di pensiero. Le singole «Introduzioni» offrono gli strumenti critici essenziali per intendere l'opera dei filosofi alla luce delle più recenti prospettive storiografiche.

I. Psicologia e filosofia nel primo Bergson – II. Dalla psicologia alla metafisica positiva – III. Il tempo cosmico e il destino dell'umanità – Cronologia della vita e delle opere – Storia della critica – Bibliografia - Indice completo.