Recensioni Introduzione a Ockham

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    16/02/2009 21:15:23

    Questo libro non è gran che, già dalla prima pagina dà l’impressione di essere tirato via, iniziando a trattare le dottrine di Occam senza un minimo di inquadramento biografico e storico. Le parti sui presupposti metafisici di Occam e sulla logica sono decisamente noiose e non all’altezza di una buona divulgazione. Però ha due pregi: 1) E’ l’unico in commercio su Occam 2) Nell’ultima sezione riporta le interpretazioni di Occam che la critica storico filosofica ha dato fino al 1975. E le ultime permettono finalmente di capire questo filosofo davvero poco capito e male interpretato (anche Abbagnano ha preso grossi abbagli). Occam dice che le cose hanno proprietà nascoste, oltre quelle che ci appaiono. Alla fisica sembra che l’ordine del mondo sia necessario, ma invece è contingente: le pietre cadono verso il basso non per necessità ma perché lo vuole Dio. Se domani Dio volesse che volassero lo farebbero, quindi hanno in sé altre proprietà che alla scienza non appaiono. Questa posizione porta alle tanto fraintese similitudini con Kant: anche qui ci sono delle cose in sé non attingibili, ma non per come Dio le ha create, bensì per il nostro modo di pensare e percepire, che ci fa estrarre solo certe caratteristiche dalle cose. Se cognitivamente funzionassimo in modo diverso, estrarremmo altre proprietà e avremmo un’altra fisica.

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