L' invenzione dell'economia - Serge Latouche,Fabrizio Grillenzoni - ebook

L' invenzione dell'economia

Serge Latouche

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Traduttore: Fabrizio Grillenzoni
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Dimensioni: 339,29 KB
Pagine della versione a stampa: XIX-257 p.
  • EAN: 9788833970066
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Dall’autore del Breve trattato sulla decrescita serena, ecco un saggio di interrogazione radicale sul terreno di una delle «invenzioni» cruciali della modernità. Come si è formato il nostro «immaginario economico», la nostra visione economica del mondo? Perché oggi vediamo il mondo attraverso i prismi dell’utilità, del lavoro, della concorrenza, della crescita illimitata? Che cosa ha portato l’Occidente a inventare il valore produttività, il valore denaro, il valore competizione, e a costruire un mondo in cui nulla ha più valore, e tutto ha un prezzo? Serge Latouche ritorna qui alle origini di questa economia che i primi economisti definivano la «scienza sinistra», e articolando la sua argomentazione in prospettiva storico-filosofica, mostra come si è plasmata la nostra ossessione utilitarista e quantitativa, e ci permette così non solo di gettare uno sguardo nuovo sul nostro mondo, ma soprattutto di affrontarne la sfida sul piano di valori davvero fondamentali come libertà, giustizia, equità.
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    Sergio

    20/06/2019 09:25:15

    Ogni tanto fa bene riflettere anche su quello che si crede ovvio! Prima di leggere il libro non mi ero mai soffermato a riflettere sulla storia del concetto di "economia". Davo per scontato che questo concetto fosse sempre esistito come lo intendiamo oggi. È stata quindi una sorpresa scoprire che "l'economia" è un costrutto recente, entrato nell'immaginario comune in maniera pervasiva e totalizzante solo negli ultimissimi tempi. Bella l'analisi storica a partire da Aristotele, l'analisi dell'influsso dell'Agostinismo, delle contraddizioni del Protestantesimo, del Naturalismo di Darwin, ... fino al paradosso del "Dottor Adam e Mister Smith". Interessanti anche gli intermezzi, dall' "invenzione del lavoro" fino alla scomparsa del "lusso" dall'analisi economica come imprevedibile conseguenza della Rivoluzione Francese. Sorprendente è stato scoprire come certi principi morali siano stati completamente stravolti nel tempo, e che la stragrande maggioranza delle società apparse sulla Terra siano vissute e abbiano prosperato senza preoccuparsi tanto, come invece facciamo noi, dell' "economia" e delle sue regole ... tanto più che è ormai dimostrato che queste "regole" sono valide solo in un mondo immaginario, non hanno alcuna validità nel mondo reale ove sarebbero utili altri principi ispiratori (es. cooperazione al posto della sola competizione). Visto che la presunta "razionalità economica" svela ogni giorno di più la sua fondamentale irrazionalità, dimenticando la ragionevolezza e dimostrandosi incapace di distinguere i fini dai mezzi (es. il denaro), dovremmo veramente riflettere su quello che sembra ovvio, ma tale non è, per costruire una società migliore, a misura d'uomo e non di moneta.

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    Sergio

    20/06/2019 09:23:04

    Ogni tanto fa bene riflettere anche su quello che si crede ovvio! Prima di leggere il libro non mi ero mai soffermato a riflettere sulla storia del concetto di "economia". Davo per scontato che questo concetto fosse sempre esistito come lo intendiamo oggi. È stata quindi una sorpresa scoprire che "l'economia" è un costrutto recente, entrato nell'immaginario comune in maniera pervasiva e totalizzante solo negli ultimissimi tempi. Bella l'analisi storica a partire da Aristotele, l'analisi dell'influsso dell'Agostinismo, delle contraddizioni del Protestantesimo, del Naturalismo di Darwin, ... fino al paradosso del "Dottor Adam e Mister Smith". Interessanti anche gli intermezzi, dall' "invenzione del lavoro" fino alla scomparsa del "lusso" dall'analisi economica come imprevedibile conseguenza della Rivoluzione Francese. Sorprendente è stato scoprire come certi principi morali siano stati completamente stravolti nel tempo, e che la stragrande maggioranza delle società apparse sulla Terra siano vissute e abbiano prosperato senza preoccuparsi tanto, come invece facciamo noi, dell' "economia" e delle sue regole ... tanto più che è ormai dimostrato che queste "regole" sono valide solo in un mondo immaginario, non hanno alcuna validità nel mondo reale ove sarebbero utili altri principi ispiratori (es. cooperazione al posto della sola competizione). Visto che la presunta "razionalità economica" svela ogni giorno di più la sua fondamentale irrazionalità, dimenticando la ragionevolezza e dimostrandosi incapace di distinguere i fini dai mezzi (es. il denaro), dovremmo veramente riflettere su quello che sembra ovvio, ma tale non è, per costruire una società migliore, a misura d'uomo e non di moneta.

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    Vito Umberto Vavalli

    01/04/2018 21:54:05

    Un saggio di antropologia dell'economia che affronta con rigore analitico e storicamente ineccepibile la costruzione sociale di una realtà che il mainstram considera "normale", ma che in verità sovverte il paradigma dell'utilità sociale e del bene comune, in cui ricade la sostenibilità. Tutto questo a beneficio di pochi e a scapito della maggioranza dei popoli, subornando la democrazia, piegata alle logiche delle plutocrazie. Il testo è reso impegnativo per via dalla rottura di schemi consolidati; giova qui ricordare le parole di Keynes nella prefazione alla sua Teoria generale: “Le idee che qui sono espresse tanto laboriosamente, sono estremamente semplici e dovrebbero essere ovvie. La difficoltà non sta nelle idee nuove, ma nell'evadere dalle idee vecchie, le quali, per coloro che sono stati educati come lo è stata la maggioranza di noi, si ramificano in tutti gli angoli della mente.”. A mio giudizio, un libro che tutti gli studiosi di economia dovrebbero leggere e meditare.

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    Walter

    22/06/2010 14:45:14

    L'argomento è di grande fascino, ma la lettura del libro risulta piuttosto faticosa, perché l'autore ha esposto le sue tesi in maniera caotica, senza un minimo di organicità; manca insomma un quadro di insieme sufficientemente corente e molti passaggi risultano oscuri o non argomentati in maniera convincente.

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  • Serge Latouche Cover

    Economista e filosofo francese rivendica la liberazione della società occidentale dalla dimensione universale economicista. Nato in Francia, è noto soprattutto come pensatore di punta, se non vero e proprio deus ex machina, della decrescita, corrente di pensiero che sta ottenendo un grande successo un po’ ovunque nel mondo e che rappresenta una delle critiche più avanzate e penetranti al modello di società capitalistico.  Professore emerito di scienze economiche all'Università di Paris-Sud, è specialista dei rapporti economici e culturali Nord-Sud e dell'epistemologia delle scienze sociali.Fra i suoi testi più recenti usciti in Italia: La scommessa della decrescita (2007); Come si esce dalla società dei consumi. Corsi... Approfondisci
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