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Simone Sarasso

Editore: Rizzoli
Collana: Rizzoli Max
Anno edizione: 2012
Pagine: 587 p. , Rilegato
  • EAN: 9788817056977

Recensioni dei clienti

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    Claudio

    19/02/2013 16.50.26

    Concordando con altri lettori sul linguaggio da birreria, anche il quadro su Roma e la romanità sospetto che sia stato ispirato nello stesso luogo, sicuramente meno appropriato di un circolo letterario. Contributo storico? Nemmeno da romanzo. Le citazioni? La corruzione di Platone ha un altro significato (vgs. pag.305).

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    Lorso57

    01/09/2012 21.52.24

    L'autore ha effettuato un'operazione ardita utilizzando un linguaggio che puo' definirsi in vario modo, da taverna, da stadio, da caserma: un linguaggio eccessivamente libero che conferisce al testo una connotazione pulp. Riguardo all'impianto generale, il libro e' comunque gradevole e narra con chiarezza l'avventurosa vicenda di Costantino che rimase imperatore per un lungo periodo. Se questo libro fosse un vino, lo si potrebbe definire di buona beva. Lo si legge senza difficolta', come se fosse un romanzone di cappa e spada.

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    Filippo

    08/08/2012 22.31.29

    Scrivo per rimediare alla recensione precedente, evidentemente irritata ma soprattutto tendenziosa. Non è vero che "scapicollare" sia 30 volte nel testo e soprattutto non è vero che ci troviamo davanti a una scrittura povera, "da telenovela". Anzi, c'è la capacità di raccontare in modo moderno una vicenda antica, senza rinunciare a una bella lingua, ricca e colta. Francamente siamo lontani anni luce proprio dal VM Manfredi citato, per non dire di Pressfield (che ho letto tradotto, però). Concludo col dubbio che, forse, leggere Invictus sotto l'ombrellone non abbia evitato a Baghy colpi di sole.

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    baghy

    07/08/2012 16.58.00

    Amante dei romanzi a sfondo storico ed attratto dall'accattivante copertina ho comprato d'impulso questo libro che pero' mi ha deluso. Scritto in maniera fin troppo semplice, modello telenovela, spesso con linguaggio da caserma, non riesce proprio a conquistare. L'unico pregio, per altro ammesso anche dall'autore, e' che e' forse il primo romanzo che narra la storia e le gesta di Costantino il Grande. Il modo in cui questo viene fatto e' pero' discutibile. Curioso poi l'uso del verbo "scapicollare" utilizzato almeno una trentina di volte. Siamo anni luce distanti dai capolavori di Steven Pressfield(come le Porte di Fuoco) e anche dal nostrano Valerio Massimo Manfredi. Veramente una lettura da ombrellone.

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