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Io non lavoro. Storie di italiani improduttivi e felici

Serena Bortone,Mariano Cirino

Editore: Neri Pozza
Collana: Bloom
Anno edizione: 2010
Pagine: 235 p., Brossura
  • EAN: 9788854504127
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    Tiktaalik

    25/08/2016 17.41.10

    Una raccolta di storie brutte e deprimenti.Evidente il disagio psichico di queste persone che sembrano perdere il senso della realtà,senza il coraggio di prendere iniziative o di concludere progetti,per ritrovarsi o a vivere alle spalle degli altri o ad affondare nel degrado personale e sociale.

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    Ciro Andreotti

    15/07/2013 12.15.13

    Due giornalisti ripercorrono alcune storie a dir poco uniche nel loro genere. Otto persone accomunate dall'idea che lavorare non faccia per loro. Otto storie scovate con fatica ma narrate con dovizia di particolari e spesso in soggettiva, otto persone che scientemente hanno deciso di essere libere dalla "schiavitù del lavoro". Si va dall'ereditiera, che può permettersi di non lavorare, all'uomo di successo in campo tv, che una volta raggiunto l'apice della propria professione preferisce ritirarsi dalle scene. Critica Storie tristi e a volte ilari, uniche, ma mai da prendere come esempio, semmai come casi limite, tutti narrati in maniera frizzante, senza cadute di stile, alla stregua di una lunga ricerca antropologica. Chi cercasse soluzioni per la propria esistenza sappia sin d'ora che ha sbagliato testo di riferimento, da non confondersi con altre fatiche, su tutte quelle di Simone Perrotti con i suoi "Adesso Basta - Lasciare il lavoro e cambiare vita" e "Avanti Tutta - Manifesto per una rivolta individuale", veri manuali da leggere per tutti coloro che scegliessero di dire basta con il lavoro e con la sua schiavitù obbligata. In questa fatica sono invece narrati casi limite, e al limite, di persone interessate ad una vita priva di vincoli di qualunque tipo, spesso anche affettivo. Ma chi sono questi otto alieni che han deciso di smettere ancora prima di iniziare a lottare con la vita di tutti i giorni ? Sono privilegiati o persone prive di senno ? Per ciascuno la propria risposta al termine di un libro che non dispensa consigli ma che si fa leggere con piacevole curiosità lasciando il lettore dubbioso sulle proprie possibilità di cambiare la sua vita.

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    gianni

    12/09/2012 16.36.23

    libro generoso di dettagli,divertente,ironico,vero,originale.e' naturale che possa non piacere ad alcuni,a chi non potrebbe comunque condividere materialmente queste storie.di solito un libro ci piace perche riusciamo a ritrovarci,non ci piace se non ci ritroviamo alcunche in comune col nostro quotidiano.

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    mauro

    19/11/2010 08.55.25

    Il libro avrebbe un senso se parlasse effettivamente di chi ha deciso di non lavorare senza il paracadute di una facoltosa famiglia alle spalle. Non si capisce se sono storie vere o romanzate. Troppo semplice dichiararsi improduttivi e non voler farte parte dell' ingranaggio con il padre finanziatore gratuito.

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    michele

    31/10/2010 21.41.22

    I racconti (8 storie) sono tutto sommato ben scritti, anche se avrei preferito la forma "domanda e risposta" dell'intervista, ma le storie in se sono tutte abbastanza "tristi" e a mio avviso "poco assortite". Insomma, un libro che non mantiene le promesse.

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    paolo

    08/10/2010 10.37.02

    Mah, confesso che forse nutrivo la segreta speranza che questo libro mi potesse illuminare sul sistema di abbandonare un lavoro insoddisfacente e dedicarmi a ciò che mi interessa. Quindi forse ho frainteso l'approccio dovuto. Certo però che è inutile negarlo, più che sapere che cosa fanno nel tempo libero le persone che hanno smesso di lavorare, la vera domanda che uno si pone è 'come hanno fatto?'. E' questo ciò che uno vuole sapere. E alla fine è piuttosto deludente constatare come quello che poteva essere un divertente e interessante resoconto sull'inventiva e la furba intraprendenza delle persone, si riduce invece a uno squallido elenco di figli di papà e/o mantenuti. Francamente a quel punto mi interessa poco sapere cosa hanno escogitato per riempire le loro giornate, qualcosa da fare per occupare il tempo lo troverebbe chiunque, semplicemente in base ai soldi a disposizione. Viaggi continui, vacanze infinite, pseudo-interessi inventati per ammazzare il tempo... insomma, tutto abbastanza piatto e banale. Niente che ti lasci con il libro in mano a dire 'Però, hai capito questo!'. Ma forse il messaggio voleva essere proprio questo, chissà. In ogni caso, una lettura un pò insipida.

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