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Traduttore: S. Cherchi
Editore: Garzanti Libri
Collana: Saggi
Anno edizione: 2013
Pagine: 284 p. , Rilegato

1 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Argomenti d'interesse generale - Problemi e processi sociali - Violenza nella società

  • EAN: 9788811682790

Oh Malalai di Maiwand
Levati ancora per far capire ai pashtun il canto dell’onore,
Le tue parole poetiche fanno girare il mondo,
Ti prego levati ancora.


Sono le parole del famoso poeta Rahmat Shah Sayel, di Peshawar. Il padre di Malala si era ispirato a questa canzone quando aveva scelto il suo nome. Un nome che significa “oppresso dal dolore”. Nascere donna, in Pakistan, non è una gran cosa, di solito i genitori prendono molto male la notizia e nessuno se ne congratula. Eppure Malala era nata in una dei posti più belli del mondo, la valle dello Swat, un giardino fatto di montagne, cascate e laghi d’acqua. Posta per molto tempo sotto il protettorato inglese, la valle dello Swat era stata annessa al nascente stato del Pakistan nel 1969, uno Stato che sarebbe diventato negli anni sempre più assoggettato ai “veri principi dell’Islam”. Fu sotto il comando del generale Zia, posto a capo dell’esercito dal primo ministro Bhutto durante guerra fredda, che le popolazioni pashtun imposero il jihad, la guerra santa, come sesto pilastro della religione.
Oltre a nascere in uno dei luoghi più belli e rigogliosi del mondo, Malala ebbe un’altra grande fortuna durante la sua infanzia. Suo padre aveva avuto la possibilità di studiare e aveva vissuto in prima persona quella magnifica stagione di grandi ideali liberali che era iniziata nel 1988. Era stata l’elezione di Benazir Bhutto, prima donna eletta come Presidente del parlamento e figlia del deposto primo ministro Zulfiqar Ali, a gettare un seme di progresso e di coraggio nella mente di tanti uomini e donne del Pakistan.
La storia contenuta in queste pagine coinvolgenti e a tratti struggenti, è la storia di una bambina, della sua famiglia, ma anche del suo travagliato Paese. Un lembo di terra precipitato, dopo la destituzione di Benazir Bhutto da parte della Lega Musulmana, sotto il dominio dei talebani. È la storia di un’epoca buia che ha interessato non solo il Pakistan ma anche molte altre regioni mediorientali, dove le donne vengono costrette a vivere ai margini della società. Per fortuna Malala cresce in una famiglia speciale: mentre sua madre segue alla lettera il Corano, occupandosi da sola dei figli e della casa ed evitando di uscire di casa e parlare con gli uomini, suo padre continua a ripeterle: “Tu, Malala, sarai libera”.
Il seme gettato crebbe forte e rigoglioso nell’animo di quella bambina. Dice Malala “i talebani ci portarono via prima la musica, poi i Buddha, e poi la nostra storia” e poi ancora “era la scuola ad aiutarmi ad andare avanti in quei momenti difficili”. È in quegli anni che inizia la storia eroica della bambina pakistana: un amico di suo padre, Abdul Hai Kakar, corrispondente radiofonico della BBC con sede a Peshawar, sta cercando un’insegnante o una studentessa che voglia scrivere un diario per raccontare la vita sotto i talebani, per mostrare il lato umano della catastrofe che si sta compiendo nello Swat. È così che, all’età di 11 anni, Malala inizia a denunciare la politica dei talebani attraverso il suo blog in urdu.
Nel 2011, come riconoscimento per il suo impegno in favore delle donne, riceve il Pakistan’s National Youth Prize. Il 9 ottobre 2012, alle ore dodici, mentre si trova nell’autobus che la riporta a casa dopo la scuola, un uomo sale a bordo e le spara in faccia lasciandola in fin di vita. Anche se ha appena undici anni, per i talebani è colpevole di aver gridato al mondo il suo desiderio di leggere e di studiare. Nessuna denuncia, nessun filmato volto a smascherare la brutalità del regime talebano è più efficace della miracolosa guarigione di Malala che, trasportata d’urgenza in Inghilterra, viene letteralmente riportata alla vita. Il suo discorso alle Nazioni Unite e la candidatura al Premio Nobel per la pace l’hanno resa il simbolo universale delle donne che combattono per il diritto alla cultura e al sapere.

Recensioni dei clienti

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    Valeria

    20/04/2016 16.05.37

    Malala, una piccola grande donna. Da leggere assolutamente.

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    Talisie

    08/12/2015 19.57.26

    Ho proposto questo libro ai miei alunni affinché sappiano quanto la scuola sia un'esperienza preziosa e irrinunciabile, purtroppo negata a milioni di bambini/e e ragazzi/e da una visione del mondo ottusa e criminale. Qualche pagina è in effetti un po'difficile trattando della politica pakistana, ovviamente non notissima a noi occidentali , ma bisogna superare questo ostacolo in virtù della testimonianza eroica di questa adolescente che a prezzo del suo sacrificio è arrivata a gridare i suoi diritti all'assemblea dell'ONU.

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    Rosa Mininno

    17/09/2015 19.47.22

    Malala, una giovane guerriera coraggiosa, armata di libro e penna , bellissimo esempio di consapevolezza, impegno e lotta per il diritto allo studio, alla Cultura, all 'Esistenza.Nelle mie conferenze Malala è sempre una testimonianza forte di resistenza e contrasto all ' ignoranza e alla violenza.Ho adottato il suo libro, la sua autobiografia, nella Biblioterapia, la lettura scelta e guidata terapeutica, educativa e formativa perché dalle sue pagine emergono parole dense di significato, di amore ed impegno per la vita, per una società migliore , perché è lei stessa la sua forza, esempio per tanti giovani.

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    elena

    30/08/2015 10.34.44

    Assolutamente bello!!!!!!!! Mai dare per scontato la nostra vita e quello che abbiamo ma pensare che esiste un altro mondo in cui tutto è difficile soprattutto per le donne! A mio parere dovrebbe essere un libro adottato a scuola e su cui aprire un dibattito sul "mai lamentarsi"!

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    SILVIA75

    27/07/2015 16.21.41

    ho dato questo voto perchè questa testimonianza dovrebbero leggerla tutti,per conoscere la forza e la determinazione di questa ragazza,disposta ha dare la vita per il suo paese.Devo però dire che il libro è pesante soprattutto la prima parte dove parla molto di politica,e anche la seconda parte è a tratti noiosa,ho fatto fatica a finirlo.

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    Silvia

    30/06/2015 16.16.57

    Un libro sulla vita di questa incredibile donna che ha provato a cambiare il mondo già da quand'era bambina. Una spietata e lucida fotografia del periodo talebano in Pakistan che lascia senza parole. Lo stile "giornalistico" racconta i fatti come non li abbiamo mai sentiti, avrei voluto solo che approfondisse di più su se stessa x conoscerla meglio. Da leggere assolutamente.

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    anna

    05/03/2015 20.50.58

    Un bellissima testimonianza. Da proporre nelle scuole per far capire ai ragazzi che solo la cultura riesce veramente a rendere libera la mente. Grazie Malala, piccola grande donna, sono sicura che i tuoi sacrifici serviranno a rendere migliori le condizioni di vita del tuo popolo; e sono anche convinta che in futuro sentiremo parlare di te come personaggio politico... Auguri!

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    elisabetta

    04/03/2015 17.10.49

    un libro a dir poco straordinario, coinvolgente e ricco di contenuti.Sarebbe veramente da proporlo nelle scuole per far conoscere ai nostri ragazzi il coraggio, la determinazione , l'amore che questa ragazza ha dimostrato, e dimostra, nel difendere quei diritti, per noi e da noi, scontati, ma ancora dei tabu' nel suo Paese. Per niente ha ricevuto il premio Nobel: meritatissimo!Un libro assolutamente da leggere.

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    norma

    02/02/2015 16.06.42

    Un ottimo libro per conoscere la storia di una bambina che cresce e al centro dei suoi interessi vi è il costante impegno a favore del diritto allo studio delle ragazze in Pakistan. Un libro storico, ma anche, personale in cui sono raccontate le vicende attinenti l'islamismo e la scena della guerra che i talebani operano in quel territorio. "Io sono Malala, il mondo è cambiato ma io no",è la conquista che Malala consegue dopo la sua lotta contro il potere di chi usa la violenza contro la libera espressione del pensiero.

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    Plateau

    01/07/2014 13.51.47

    Un libro straordinario. È veramente incredibile la lucidità di una ragazza così giovane nel comprendere il valore dell'istruzione e di come quest'ultima possa rendere liberi gli individui. Assolutamente da leggere e da proporre nelle scuole, per aiutare i ragazzi a capire l'importanza di poterle frequentare. Molto interessanti, infine, anche i riferimenti alla storia del Pakistan -non così nota- ad agli avvenimenti che hanno portato all'avvento dei talebani.

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    tiziana

    16/02/2014 11.38.07

    grazie per aver condiviso questa esperienza con il mondo intero e grazie perchè è una grande lezione di vita in un posto poco felice che io personalmente conosco solo per sentito dire. un ottimo libro lo consiglio a molti, grande storia di coraggio e forza, complimenti malala sei nel mio cuore

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    vale

    14/02/2014 12.15.06

    Un libro molto bello e allo stesso tempo terribile. Molto bello per il modo coinvolgente con cui è scritto, per l'amore che Malala ha per il suo paese, che traspare in ogni pagina e per il suo coraggio che è davvero da ammirare. E' terribile però vedere come le libertà che noi reputiamo normali, altrove non sono affatto garantite. E' una cosa su cui riflettere prima di lamentarsi che tutto nel Bel Paese va male. Ritengo anch'io che sarebbe opportuno proporre questo libro nelle scuole per avere una visione più ampia della realtà, però magari facendo anche un confronto con la storia dell'Occidente. Questo perché se delle vicende raccontate da Malala sembrano provenire da una realtà lontanissima, non bisogna dimenticare che anche l'Europa e l'Italia, nel corso dei secoli e fino alla Seconda Guerra Mondiale, hanno vissuto situazioni non così lontane da quelle descritte in questo libro.

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    fiorella

    01/02/2014 14.13.48

    L'ultima parte del libro che parla della storia vera della protagonista è molto bello; purtroppo la prima parte è un elenco per me piuttosto noioso della storia recente del Pakistan fino all'avvento dei talebani.

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    Sofia

    01/01/2014 12.09.19

    Lettura davvero piacevole, travolgente. Una storia vera che riesce a trasmetterti le emozioni dei protagonisti, la paura che hanno provato, le gioie condivise con amici e conoscenti. Mette a nudo quella che è la realtà del Pakistan, ció che i suoi abitanti hanno passato e passano ancora oggi. Consigliatissimo! Sarebbe una bella idea anche proporlo nelle scuole.

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    gabriela

    25/12/2013 17.07.12

    è una storia vera, una ragazzina consapevole di essere una donna e pronta a morire per conquistare quello che vuole. Un'anima nobile che lotta per la libertà del sapere, del conoscere. Se pensiamo per un attimo quali sono i valori e le volontà dei nostri ragazzini quello che si prova è solo tristezza.

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    Oriana

    02/12/2013 11.53.14

    Libro straordinario. Sembra un romanzo ed invece è tutto tremendamente vero. Da leggere e da far leggere a tutte le bambine del mondo affinchè nessuna donna sia più sottomessa.

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