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Patti Smith

Traduttore: A. Mari
Editore: Feltrinelli
Collana: Varia
Anno edizione: 2010
Pagine: 293 p. , ill. , Brossura
  • EAN: 9788807490965

Recensioni dei clienti

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    ago

    22/07/2015 09.32.43

    Un'autobiografia che è, allo stesso tempo, anche la biografia dell'amico/compagno/amante della Smith. L'inizio, legato all'adolescenza della "cantantessa" ed ai suoi primi anni nella stimolantissima città di New York accanto alla sua "metà" Robert rimane, secondo me, la parte migliore del libro: scritto bene (d'accordo, lo leggiamo in traduzione...)ed appassione come un vero e proprio romanzo; poi, ci si perde un po' in qualche pasos che appesantisce la lettura, ma il finale torna ad essere toccante ed accattivanente come le prime pagine. Da leggere non solo per gli amanti del rock.

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    gallino

    02/06/2013 12.58.45

    Un'autobiografia di un amore tossico, virale e a tratti struggente da un lato. Solare , floreale e vivo dall'altro. Ma nell'unione di Smith e Mapplethorpe, che appaiono come ossimori, il tutto si accomuna e si arricchisce di passione, arte, poesia e fotografia. Da leggere assolutamente. Una storia di altri tempi, che vale per l'eternità.

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    Gloria

    08/03/2013 16.35.55

    Non mi trovo completamente d'accordo con la recensione precedente. Certo non definirei questo libro un capolavoro, ma è stata comunque una lettura molto piacevole, piena di spunti e riferimenti per approfondire la conoscenza della scena culturale della New York di quegli anni. Ho apprezzato di più la prima parte rispetto alla seconda, forse un po' troppo veloce e anedottica. Davvero appassionante la descrizione del rapporto tra Patti e Robert, così poco etichettabile all'interno dei soliti canoni.

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    paolo

    07/03/2013 18.21.12

    Davvero un piccolo libro. La poetessa del rock, per fortuna di tutti noi appassionati, è stata assi più rock che poetessa e, a giudicare da questo modesto racconto degli anni giovanili, bene ha fatto a non cimentarsi troppo neppure con la prosa (se poi la traduzione ci mette del suo....). Non il voto minimo perchè chi ha creato, cantato e suonato un disco come Radio Ethiopia merita indulgenza, ma questa ingenua e irritante sequenza di luoghi comuni bohemien, tra loft e pittorucoli sensazionali ma incompresi, amici tossici e celeberrimi poeti mai sentiti, passaggi fugaci di beatnik programmaticamente stravaganti e sesso alternativo, l'immancabile factory di Andy Wharol (ma ci sono passati proprio tutti!!) e citazioni di Nietsche e di tanti altri, regala solo tanta tanta noia.

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    Biagio Mastrangelo

    06/01/2011 18.47.24

    Un gioiello. Da leggere assolutamente!

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    maccomac

    31/08/2010 09.31.37

    Questo libro sottolinea chi è Patti fuori dal mito. Bellissimo

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