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Haruki Murakami

Traduttore: G. Amitrano
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2008
Pagine: 522 p., Rilegato
  • EAN: 9788806186036
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Recensioni dei clienti

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    Massimo F.

    16/08/2015 23.53.08

    Il romanzo di formazione secondo Murakami: un racconto onirico, surreale, ma dolcissimo, con personaggi indimenticabili e trovate che definire geniali è dire poco (Johnnie Walker, i gatti parlanti). Più lo leggo, più rimango stregato da questo autore: con il cuore gli darei sempre il massimo dei voti. Con il buon senso e per "decenza" mi fermo a 4.

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    Luigi

    11/10/2013 23.08.05

    Romanzo che si dipana su un duplice piano: essoterico ed esoterico. Sul primo livello, destinato ai lettori che cercano il romanzo tradizionale, troviamo la storia di formazione di Kafka, un quindicenne che fugge dalla propria casa e da sè stesso, vittima di una maledizione paterna; oltre a quella di Kafka, Murakami sviluppa in parallelo la storia surreale di Nakata, un "vecchio-bambino" che durante la II guerra mondiale è vittima di uno strano incidente in una radura che lo priva dell'intelligenza e di metà della sua ombra. Sul secondo livello, ovvero quello esoterico, Murakami dà il via ad una serie di "conciliazioni degli opposti", con i sogni che finiscono per influenzare la realtà, con spiriti che diventano corpi ed interagiscono sul piano reale, con corpi che raggiungono i confini del mondo per entrare in un limbo a-temporale e vivere un "hic et nunc" eterno dove il tempo si ferma e i ricordi che scompaiono. Il leit-motiv del romanzo sembra quello del "perdersi per poi ritrovarsi", raggiungere il Bene pur facendo apparentemente azioni contrarie alla morale comune categorizzate quindi come "Male". In tutto ciò una pletora di figure-metafore fanno la loro comparsa tra cui il ragazzo-corvo che accompagna Kafka (che in ceco significa appunto "corvo") e che costituisce un'epifania della sua anima. In effetti il tema degli spiriti vaganti è tipico della cultura orientale (basti pensare ai vari film horror tipo "The grudge"), ma Murakami è abile ad interfacciarlo con i topos tipici della cultura occidentale, per cui il surrealismo finisce per sconfinare in un decadentismo di ultima generazione, con i personaggi che sono gli unici in grado di decriptare i messaggi nascosti della realtà e utilizzarli per uscire dal labirinto del mondo e di sè stessi. L'unico neo del romanzo forse è proprio questo: molte situazioni, soprattutto quelle surreali, restano in sospeso fino alla fine, lasciando un po' di amaro in bocca al lettore curioso di saperne di più.

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    Daniel

    29/09/2013 19.00.01

    La grandiosità di questo libro sta nel fatto che qualcuno non l'ha capito affatto. Non per loro colpa, è normale quando si scrive un qualcosa di così travolgente e innovativo. Nobel a Murakami subito ! Già hanno aspettato troppo

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    Franca G.

    14/05/2013 00.35.19

    E' un libro affascinante. L'ho letto e sono ancora immersa nel sogno e vorrei non svegliarmi. Per me la signora Saeki è la madre di Kafka e il viaggio che Kafka fa dentro di sé è una metafora che gli fa accettare, almeno in parte, la vita di tutti i giorni.

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    giancarlo

    24/01/2013 12.02.00

    libro molto particolare, dire bello e' poco, anche se va detto, con un attenzione particolare, tanto che mi sono dato un appuntamento futuro, non so quando, per rileggerlo, per poter ripassare, mentalmente, i tantissimi punti di riflessione. alcune cose, resteranno per me ancora senza spiegazione, tante altre sono abbastanza chiare. e' un libro che senza dubbio ti scuote dentro, che ti sconbussola, e ti fa pensare molto a quanto succede durante lo splendido racconto dell'autore. avevo letto solo "la fine del mondo e il paese delle meraviglie" dove non ci avevo capito molto, questo libro e' molto piu' illuminato e chiaro. anche se non ho mai apprezzato libri su se stessi, sui sogni, ecc, ecc questo lo consiglio a chi vuole scoprire qualche cosa di veramente diverso, consigliatissimo.

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    Antonio C.

    29/10/2012 11.12.07

    Cominciare un libro di Murakami significa cominciare un percorso di cui non si conosce bene né la destinazione né cosa aspettarsi fino all'ultima pagina. Nei suoi libri l'autore indaga sulla parte più oscura dei suoi personaggi e, con essi, ci invita a compiere lo stesso percorso su noi stessi. Chiudo la recensione con alcune frasi che mi sono rimaste nel cuore: 1) Signor Hoshino, - disse a un tratto Nakata. - Sì? - Che bella cosa il mare, non trova? - Sì, guardarlo dà un senso di pace. - Già, chissà perché? - Forse perché è così grande e vuoto, - disse Hoshino - La cosa bella è che ovunque arriva lo sguardo, non trovi niente. 2) "Se la pietra fosse così gentile da darci qualche informazione in più, ad esempio se ci desse un'idea della zona in cui si potrebbe trovare questa cosa" (Hoshino) - "Mi dispiace, ma la pietra parla poco" (Nakata). -"Già, la pietra parla poco. Devo dire che non ha l'espressione di una gran chiacchierona (Hoshino). Murakami è uno dei pochi grandi scrittori che ha la forza di trasformare oggetti inanimati e animali, in autentici personaggi di un romanzo. Ma quello che più sbalordisce è che noi pensiamo ciò sia possibile veramente. Questo libro ha la forza di trarci dentro, nella storia, nel sogno paradossale di un percorso surreale e proprio per questo profondo, metafisico, rivelatore di tutti gli enigmi della vita. E' il filo di Arianna che non ci conduce fuori dal labirinto, ma dentro; presi per mano dallo stesso autore, a condurre il gioco della scoperta del senso della vita, del passaggio più o meno traumatico verso la maturità, o forse ancora di più, verso la coscienza/conoscenza del mondo, senza che questa ci venga, comunque interamente rivelata. Voto= 5/5!!!!!!!!!

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    bruno m.

    27/05/2012 20.11.05

    L'ho divorato! Anzi meglio, l'ho bevuto!!! Che personaggi, che storia! Un libro onirico. Da leggere!

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    Luca

    10/05/2012 22.59.22

    Un libro dalle mille emozioni: scorrevole, coinvolgente, strano, onirico... Stupendo!

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    patrizia

    04/09/2011 18.54.55

    E' un dispiacere non provare interesse per un libro soprattutto se dello stesso autore hai letto pagine da ricordare. Ho perso ogni speranza quando le parole mi restituivano forzature fuori dalla dimensione onirica, caricaturali. Non mi turba un gatto parlante ma che affermi....come non lo sai? i gatti sanno tutto!..si,questo mi fa scuotere la testa. Come tutto il romanzo. Un libro così è disarmante. Leggere altro di questo ottimo scrittore mi farà bene.

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    Sarah

    24/08/2011 14.08.49

    Libro che mi è stato consigliato, reputato da tantissimi un bellissimo libro. A me non è piaciuto neanche un pò. Non ne ho capito il senso, non ho capito niente dalla prima all'ultima pagina, non lo consiglierei affatto, soprattutto se come me, non amate l'atmosfera surreale, dove non si capisce se quello che si sta narrando è sogno, relatà...Entrambi...E se lo leggerete comunque, spero che vi possa piacere, più di quanto sia piacuto a me.

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    Michele

    24/04/2011 15.47.36

    Primo mio incontro con Murakami che mi ha portato a leggere tutti i suoi libri. Ho visto che qualcuno si è letteralmente "divertito" a mettere voti quali 1,2,3 a questo libro, ritenendo sospetti i voti più alti. Guarderei con molto piu sospetto chi non ha compreso questo libro, che non necessita di uno sforzo intellettuale di alto livello, ma semplicemente di immergersi nello stesso senza alcun compromesso, e cercando di afferrare gli avvenimenti nella loro interezza: Murakami ha un modo di raccontare talmente vivo che la scena dei pesci caduti, pur essendo ovviamente abnormale, mi ha portato a ritenere il fatto "presumibilmente vero". 2 giorni dopo la fine del libro, mi mancava la voce di Murakami, in grado di raccontare la mia quotidianità da rendere surreale anche un piccolo gesto, come il bere. Il difetto dei lettori di questi ultimi tempi è il fatto che non riescano più a "immedesimarsi" nel libro, ma soltanto partire con una critica, ritenendolo "allucinante". È ONIRICO, la dimensione di un sogno, fenomeno reale che vivete ogni notte. Tra l'altro, molti parlano di un linguaggio semplice, scorrevole, un libro che divori in tre giorni: io ho speso molto piu tempo, soffermandomi sui particolari, cercando non di spezzare quanto raccontato come un sogno dalla realtà, considerandolo mai accaduto, ma ho cercato di trasportare nella realtà quanto raccontato. Il fatto che usi termini del linguaggio quotidiano non implica automaticamente "semplicità dello scrivere". Per ultimo, ho visto che molti si sono lamentati di aver sprecato tempo senza una fine: è questa la magia di Murakami. Lo scrittore non ha bisogno di servirti un finale affinché tu capisca l'intero libro, ma sei tu chiamato a costruire un finale sulla base dei racconti che ti ha fornito nei loro minimi dettagli

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    Massimo

    28/02/2011 11.04.06

    Dalla velocità con cui l'ho letto direi che mi è piaciuto molto. Tuttavia mi ha lasciato un pò perplesso la scelta dell'autore di lasciare irrisolti alcuni episodi chiave del racconto. E' vero che cercare spiegazioni logiche può inquinare le sensazioni che danno le suggestioni della scrittura, ma si richia anche che certe trovate restino fini a se stesse. Per il resto confermo che è un libro che mischia realtà e sogno, romanzo di formazione e Don Chisciotte, proiezioni dell'inconscio fra passato e presente, filosofia e mistero. Insomma può piacere tanto, ma capisco, che può lasciare basiti. A me è piaciuto, l'ho letto avidamente, mi ha fatto riflettere, lasciandomi stimoli e sensazioni che "bucano" la soglia della razionalità. Buona lettura a tutti!!

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    Antonio Schimera

    10/01/2011 18.49.39

    Grandissima capacità di comunicare attraverso la costruzione di innumerovoli suggestioni, Haruki Murakami condensa due storie all'interno di questo bel romanzo che altro non è se non una riflessione attorno all'esistenza degli uomini. Un racconto narrato da un punto di vista tipicamente giapponese in cui vengono lasciati a decantare tutta una serie di elementi narrativi alla Dan Brown. Un bel romanzo ma non il migliore di Murakami.

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    LaMelaMarcia

    05/10/2010 11.24.54

    Il romanzo racconta in parallelo la vita di due protagonisiti, un uomo maturo d’età ma ingenuo e immaturo nell’animo, Nakata, segnato nell’esistenza da un evento sconvolgente che Murakami ci racconta con la precisione di una cronaca dettagliata e documentata, e un ragazzo di quindici anni (Tamura Kafka, ma non è il suo nome) che fugge da casa per sfuggire a una profezia e alla sue visioni, allontanandosi così dal padre, unico elemento rimastogli di una famiglia smembrata che vorrebbe ritrovare. Lentamente le due vite parallele ci vengono descritte capitolo dopo capitolo. Raramente due storie che si sviluppano all’interno di uno stesso romanzo risultato sospese e appassionanti come queste. Al termine di ogni capitolo vorremmo trovare il seguito di quella vita, ma al tempo stesso siamo lieti di ritrovare l’altra che avevamo lasciato nel capitolo precedente con un’ansia di proseguire che pochi autori sanno regalare al lettore. Lo scrittore più riservato e impenetrabile del Giappone contemporaneo, amatissimo in tutto il mondo, ancora una volta ci stupisce con la sua capacità di combinare la narrativa occidentale con la cultura giapponese, la filosofia greca con la visione claustrofobica di Kafka, il paranormale e la storia, shakerando il tutto per dare vita a un romanzo che molti hanno considerato il suo capolavoro, quello che lo rende degno candidato al Nobel per la Letteratura.

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    Marco

    26/09/2010 17.32.24

    Era da molto tempo che non leggevo un libro del genere. L'ultima volta che ho provato sensazioni simili è stato con "La trilogia della città di K" di Kristof Agota, benché diversissimo. "Kafka sulla spiaggia" l'ho letto assetato, senza interruzioni, senza chiedermi mai dove Murakami volesse andare a parare. E'come un viaggio mentale, che fai da te, senza che l'autore ti tenga per mano. E alla fine realizzi che ad un traguardo sei davvero arrivato. E anche tu, come Tamura, senti in certo senso di essere il più tosto di tutti. Notevole.

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    roberto

    01/07/2010 18.32.39

    Effettivamente cercare di riassumere i romanzi di Murakami senza slittare nel trascendentale è cosa ardua.Anche in questo caso dobbiamo seguirne la trama senza chiederci troppi perchè e godere della lettura trattenendo il fiato. In fondo quando un romanzo ti costringe a riflettere e ti fa galoppare con la mente, ha raggiunto il suo scopo.Un po' come la musica che ti fa sognare anche se non sai leggere le note.

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    madame olenska

    04/05/2010 14.46.18

    Mi permetto di copiare il giudizio di Luciano : AVVINCENTE, LEGGIBILISSIMO, PER NIENTE NOIOSO, SENZA SENSO, PERFETTAMENTE INUTILE. Sinceramente alla fine mi sono anche sentita presa in giro pereche' sembrava promettere bene e invece...

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    rain

    05/02/2010 10.40.48

    Finito di leggere ieri sera... come sempre le ultime pagine, gli ultimi capitoli dei libri di Murakami vorresti non leggerli, ma berli, tanto hai desiderio di sapere cosa succede, come finisce, che fine fa quel personaggio. Bello, dolce, delicato. Nakata, i gatti, anche Kafka, sono personaggi di una delicatezza appunto surreale. Consiglio a tutti quelli a cui piace sognare di leggerlo. RAin

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    STEFANO

    25/11/2009 12.06.04

    Non c'è molto da aggiungere alle recensioni già scritte se non la meraviglia per chi ha dato un misero 1. Lasciarsi trasportare da un sogno non è così difficile, soprattutto quando il sogno è raccontato così, ma per qualcuno si vede risulta proprio impossibile. Da leggere !!!

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    Mymy

    06/10/2009 21.41.15

    In questo libro, se ci si lascia trasportare dalle atmosfere di Murakami, si ha l'impressione di essere sorpresi ogni volta che si gira pagina, nell'attesa che accada sempre qualcosa di nuovo e di assolutamente inaspettato...Indimenticabile la figura eterea e surreale della signora Saeki...Alla fine del libro continui a sognare la storia che hai appena letto...hai difficoltà a lasciare andare i personaggi (a cui ti sei affezionato realmente) e cominci a provare subito come una dolce nostalgia...Un consiglio: lasciatevi avvolgere dalle illusioni del racconto...Solo così sperimenterete tutto l'incanto che l'autore ha costruito attorno alla sua storia...

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