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Irvin D. Yalom

Traduttore: M. Biondi
Editore: Neri Pozza
Collana: Biblioteca
Anno edizione: 2010
Pagine: 445 p. , Brossura
  • EAN: 9788854504349

45° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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    AdrianaT.

    05/04/2016 09.28.38

    Non delude rispetto a 'La cura Schopenhouer' e 'Il problema Spinoza'; solo un po' più prolisso, solo un po' più elucubrante, ma per il resto sempre un ottimo intreccio di actual facts and fiction. Su questo Yalom è un maestro, su questo Yalom è una garanzia.

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    Chiara

    06/02/2016 21.34.41

    Dopo aver letto questo secondo romanzo di Yalom, posso confermare le opinioni positive su questo autore. Yalom amalgama perfettamente verità storica e finzione, immaginando un confronto psicanalitico tra Breuer e Friedrich Nietzsche. Sullo sfondo, la Vienna di fine Ottocento e altri personaggi reali come Freud e Lou Salomé. L'inizio è travolgente, le pagine scorrono velocemente, poi il ritmo rallenta e i temi affrontati si fanno più complessi. Lettura consigliata a chi s'interessa di psicanalisi e filosofia e a chiunque cerchi della buona letteratura. Molti gli spunti interessanti sui cui riflettere.

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    Maurino

    07/10/2015 18.57.34

    Alquanto di spessore, avvincente la storia i personaggi e la descrizione dei percorsi introspettivi dell'animo umano di ciascun personaggio(dall'amicizia, all'amore, alla famiglia, alla paura di sapere di esistere..)Per chi vuole leggere un romanzo sopra le righe.

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    tom

    01/10/2015 00.38.03

    Una parte iniziale fantastica: vorresti essere nella stanza insieme al dottor Breuer e il giovane Freud e partecipare (ma anche solo ascoltare) alle loro discussioni. Poi il romanzo perde smalto, la trama è piuttosto povera e il finale un po' buonista ma Yalom è al solito bravo a creare collegamenti interessanti. Nel libro vediamo Nietzsche e Breuer instaurare un rapporto quasi d'amicizia, fatto di stima e aiuto reciproco, rapporto partorito dalla fantasia dell'autore ma affascinante nelle sue implicazioni storiche, filosofiche ed intellettuali. Infatti è con Yalom che ho scoperto quanto la filosofia abbia influito sulla nascita della psicoanalisi. Il romanzo tocca soprattutto il tema della morte e delle paure ad essa connesse come la solitudine e la paura di invecchiare e dei tentativi x dominarle: la rabbia, il rifiuto, la repressione, l'ansia, la fuga, le ossessioni... Fondamentalmente credo che il significato del libro sia questo: cercare di migliorarsi e migliorare le proprie relazioni xché non si può vivere senza gli altri (si può anche farne a - ma la vita sarebbe assai povera e triste), cercare di realizzarsi x non avere rimpianti, ma quando otteniamo ciò che desideravamo amarlo e non darlo x scontato.

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    Stefania Lucioli

    20/07/2015 11.42.12

    E'un ottimo libro, godibilissimo che consiglio vivamente, rimane nel cuore ed ha molto da insegnare. Leggetelo, troverete molti spunti per riflettere.

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    Fabio

    05/07/2015 12.58.15

    Un libro veramente ottimo. Yalom si conferma abilissimo scrittore nell'unire psicologia e filosofia in un viaggio catartico per il lettore. Anche se ho preferito La cura Schopenhauer, questo libro lascia comunque qualcosa di profondo e importante per chiunque sia sensibile agli abissi del proprio io.

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    Desirèe

    29/04/2015 23.05.50

    La lettura de "Le lacrime di Nietzsche" di Yalom è potente, devastante, smuove veramente tante sensazioni, certezze ed incertezze, ordine e caos, sentimenti e ricordi sepolti che se dissotterrati, minerebbero il nostro finto equilibrio. Per questo li nascondiamo come polvere, sotto il tappeto di false illusioni ed ossessioni. E' questo il problema dei due protagonisti del libro, districare quel nodo alla gola e alla mente dell'ossessione che li divora, proprio per giungere al vero significato che sta dietro tale ossessione, per poi finalmente liberarsene. Yalom ha ipotizzato un incontro tra Breuer (celebre medico e psichiatra) e Nietzsche, nella Vienna del 1882, quando ancora la psicanalisi sembrava fantascienza. Nietzsche era allora uno sconosciuto filosofo, ed un giovane Freud (allievo di Breuer) era ancora uno studente. A quel tempo l'inconscio, non veniva considerato il motore fondamentale delle nostre azioni, tutto era focalizzato sui sintomi fisici e non psicologici...Così pensava anche Breuer, prima di conoscere il grande filosofo e di farsi trascinare nelle sua vorticosa filosofia nichilista, distruttiva e costruttiva allo stesso tempo. Tutto inizia così, una donna amica di Nietzsche chiede al medico di guarire il filosofo dalla sua disperazione; è molto malato, ha continue emicranie, disturbi visivi, vive in completo isolamento. Teme che si voglia suicidare. Quando Breuer e Netzsche si incontrano, il medico si trova in difficoltà nel far aprire l'ermetico e riservato filosofo, per scoprire la causa psicologica di tutti quei sintomi fisici. Così per raggiungere tale scopo, gli propone una cura diversa. Dalle discussioni con il filosofo emergono sempre di più le inquietudini di Breuer, che alla fine sembrano essere ancora più pressanti e potenti di quelle di Nietzsche. A poco a poco così, il medico diventa quasi il paziente ed il filosofo, il suo guaritore. Nietzsche sa qual è la soluzione, ma riuscirà a trovarla anche per se stesso e ad aprirsi a Breuer?

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    stefano

    27/01/2015 15.37.34

    Si potrebbe inserire questo romanzo nella categoria del realismo magico, in cui l'autore si diverte ad immaginare e costruire un mondo alternativo perfettamente credibile. L'incontro di due eminenze grigie, due precursori di grande ingegno e sensibilità, in un epoca di stravolgimenti radicali, fa scattare un meccanismo narrativo intrigante e suggestivo. L'autore esprime tutta la sua vena artistica, coadiuvato da una preparazione di base enorme, catturando l'attenzione del lettore attraverso un racconto fecondo, in cui filosofia e psicologia si incontrano e si scontrano, scendono a patti, fino a diventare un dialogo radioso per l'intelletto e nutriente per lo spirito.

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    ferruccio

    28/08/2014 11.48.02

    Un immaginario incontro tra personaggi famosi realmente esistiti; il dottor Joseph Breuer e il filosofo Friedrich Nietzsche. Il tutto si svolge in circa due mesi dove vi è un forte scambio di opinioni tra il medico e il filosofo che assumono, vicendevolmente, la parte del paziente da curare da problemi simili a nevrosi. In questo dualismo intellettuale è di contorno la figura di Sigmund Freud, ancora agli albori della sua famosa psicoanalisi. Un romanzo-saggio che mette "a nudo" i meandri nascosti e inconsci della mente umana.

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    mura

    04/08/2014 20.09.46

    bello...forse difficile all'inizio, ma quando si capisce che ci potrebbe dare una ricetta per il mal di sentimento ....per il nostro, certe volte, sbagliato interagire con gli altri...beh allora diventa notevole e tutti desiderebbero una amicizia cosi...basata sul comun sentire....

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    Chiara

    09/07/2014 14.40.12

    Libro intrigante, ricco di collegamenti facilmente seguibili. Testo da utilizzare in teatro. I personaggi sono ben delineati. Avvincente!

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    Ivano

    06/03/2014 12.43.06

    Senz'altro questo romanzo è superiore a quello intitolato "La cura Shopenhauer"; la profondità psicologica dei personaggi viene scandagliata attentamente e la storia è sicuramente più coinvolgente per quelli che hanno una certa età (dai 40 in su). Il problema è sempre lo stesso, il mistero della bellezza che si nasconde nelle donne....alle volte si rimane rapiti dalla bellezza -non necessariamente femminile e sensuale- e allora il tempo si ferma, si passa da un dominio spazio temporale ad uno trascendente, senza tempo, eterno. Forse il mistero della bellezza nasconde il riflesso della bellezza di Dio. Ma dio è morto, dice Nietzsche. Sì, è morto il dio dei filosofi (forse, non è mai esistito), è morto il dio degli estremisti e dei moralisti, e anche quello dei bigotti. Solo il Dio dell'Oltreuomo è vivo ed eterno ... e il vero Oltreuomo è Cristo. Questo romanzo mi ha spinto ad approfondire il pensiero di Nietzche che, preso da una certa prospettiva, può spronare, smascherare le prorpie ipocrisie e spingere il lettore con decisione ad essere l'artefice del proprio destino ... Non "così è stato", ma "così ho voluto".

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    Melania

    02/09/2013 13.59.55

    Romanzo molto interessante. Personaggi ben delineati. Non sempre di facile lettura. Contenuti impegnativi. A volte ripetitivo, ma sicuramente di spessore.

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    France

    28/08/2013 21.33.24

    Un romanzo a sfondo storico e psicologico veramente ben riuscito, nel quale il viaggio introspettivo di Breuer (ovviamente romanzato) viene descritto con cura e passione dall'autore. I personaggi sono splendidamente tratteggiati e appassionanti e i molti agganci storici contribuiscono a rendere l'atmosfera del libro realistica e credibile. Meravigliosi sia Breuer sia Nietzsche e straordinario il modo in cui l'autore descrive progressivamente l'instaurarsi del difficile, ma profondo e sincero rapporto tra i due personaggi storici. Molto interessanti le note dell'autore alla fine del libro dalle quali ho scoperto anche alcune cose che non sapevo su entrambi i personaggi. Lo stile è ricercato, a mio avviso non troppo semplice da seguire, soprattutto per la moltitudine di rimandi psicologici e filosofici. In ogni caso consigliato!

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    michele

    26/07/2013 16.55.48

    Questo, secondo me, è un piccolo capolavoro: affronta un tema complesso come le origini della psicanalisi, e lo fa mettendo in scena personaggi come Nietzsche, Lou Salomé, Freud e il suo mentore Breuer, mantenendo però una leggerezza e una fluidità narrativa molto rare. E' un libro con cui si può instaurare un dialogo che continua anche dopo averlo chiuso, assorbendone le sollecitazioni ed elaborando il proprio pensiero, in una sorta di "terapia della parola scritta".

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    Angelo

    19/05/2013 20.41.35

    Ho letto tutti e tre i libri di Yalom ma questo è quello che mi ha appassionato meno, anche se l'argomento mi interessava non poco. Secondo me il migliore in assoluto è: "Il problema Spinoza".

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    Maurizio

    07/12/2012 10.44.54

    Bella metafora sull'incontro analitico, sulle fasi della psicoterapia (il disorientamento del sintomo, la fase di manifestazione delle cause e quindi la trasformazione), che non riguarda solo la figura del paziente (Nietzchie), ma anche la figura del terapeuta (Breuer), in una ricerca reciproca della giusta distanza emotiva, in un gioco di transfert e controtransfert, il tutto ambientato storicamente in una epoca agli albori della psicoanalisi. Emerge anche lo sfondo culturale e filosofico da cui poi Freud attribuì il suo significato all'inconscio. Libro da conservare.

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    gianni

    12/11/2012 20.00.07

    Si legge con piacere. Può essere un modo per avvicinarsi alla filosofia di Nietzsche e alla sua biografia (bellissimo su questo il libro di Massimo Fini). Forse si eccede nell'impianto psicanalitico dell'intreccio, ma questo immaginario derby fra il pensatore dell'eterno ritorno e Freud non è affatto male.

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    FabCat

    09/08/2012 23.02.06

    Con "La cura Schopenhauer" ho scoperto questo autore sorprendente, in grado di unire storia, filosofia e psicologia alla narrativa, in un intreccio appassionante. In questo caso, insieme a un ancora sconosciuto ma maturo Nietzsche, partecipiamo alla nascita della "terapia delle parole" e alle prime intuizioni di Freud sull'inconscio. Particolarmente consigliato ai neo-quarantenni...

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    maurizio

    07/08/2012 08.32.24

    Un libro che cambia la vita. Nulla di piu', niente di meno.

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