Editore: Frilli
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  • EAN: 9788875637835
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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Marty

    30/08/2011 22:30:03

    L'orrore è rappresentato dalla pedofilia e dalla xenofobia , vere piaghe generate dall'ignoranza che produce a sua volta violenza. L'umanità è invece raccolta nel vice commissario Marini, personaggio azzeccato che esce dalla sapiente penna di Sergio Paoli per un noir originale, che riporta le due facce dell'Italia: quella solidale e quella colpevolmente razzista che vive di preconcetti razziali. Il tutto scritto con garbo e stile in una trama non banale per un noir in cui l'autore narra il meglio (ma soprattutto il peggio) della nostra nazione...ho provato molta rabbia, leggendo questo libro, lo stesso sentimento che proviene dall'impotenza di cambiare certi personaggi deviati e malati. E' importante controllare questa rabbia per non diventare noi stessi come i carnefici che condanniamo. L'autore tra le righe ce lo fa capire. Grazie Sergio, il personaggio di Marini mi somiglia molto. :)

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    Franco

    10/05/2011 16:41:24

    Primo romanzo di Paoli e terzo suo libro che leggo, dopo "Monza delle delizie" (sufficiente) e "Niente, tranne la pioggia" (ottimo). Un romanzo ruspante, dove lo slancio del raccontare (mirabili alcune descrizioni, soprattutto quella che precede uno dei due omicidi del libro, anche dal punto di vista psicologico) fatica a prendere il ritmo giusto e il giusto ordine. Un grande talento nella scelta dei mondi narrativi, dei temi e dei personaggi, e nell'uso del linguaggio. Grande talento che in "Monza delle delizie" sembra un po' imbrigliato, ma che nel romanzo 2011 "Niente, tranne la pioggia" spicca il volo. Che sia il cambio di editore (da Frilli a Todaro)?. Non lo lo, ma per chi ama il noir lettarario, con qualcosa da dire, Paoli è uno da tenere d'occhio (Sellerio, dove sei? Ci piacerebbe vedere autori così un poì meglio distribuiti nelle nostre librerie).

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    Laura

    09/03/2011 17:05:01

    Veramente un bel libro! Gli elementi per piacermi li ho trovati subito: una storia torbida, una buona caratterizzazione dei personaggi, una descrizione della società di oggi disincantata e reale. E' un romanzo che appassiona subito perchè fin da subito ti costringe a grattare in profondità, a guardare oltre, a capire più che a giudicare. E' vero che Sergio non ci lascia intuire come la pensa, ce lo dice proprio attraverso il suo commissario Marini. Tra l'altro questo commissario nella mia mente era un omone alto e robusto mentre poi scopro che è magro e anche un po' curvo, ma questo è il bello dell'immaginazione. Forse è anche vero che Marini strizza un po' l'occhio a Montalbano e a Guerrieri ma così facendo delinea alla fine un carattere tutto personale al protagonista. Insomma ci si affeziona a Marini come ci si affeziona a Viola, si vuole capire di più di loro e delle loro storie che li hanno portati a conoscersi. Insomma: Sergio, ti aspetto volentieri con nuovi romanzi!

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    cristina

    25/11/2010 19:00:11

    è difficile aggiungere qualcosa a quanto già scritto da Killer Mantovano; il libro mi è piacito e il vicecommissario Marini già mi manca. Mi è piaciuto anche l'amarezza di un'indagine che si chiude ma i veri colpevoli sono altrove, sono altri.

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    Francesca

    05/07/2010 11:26:28

    In una periferia milanese grigia e senza speranze, dominata dagli intrighi e dalla xenofobia, si intrecciano le vicende a cui il vicecommissario Marini deve trovare una logica. La storia è ben scritta, intrecciata in un modo originale che forse all’inizio non agevola la lettura, ma che poi rivela la sua finalità. Fantasia e attualità si mescolano con un buon equilibrio. Forse per i miei gusti il libro è un po’ troppo “impegnato politicamente”, ma il risultato complessivo è comunque gradevole. La narrazione è fluida e ci sono giusto poche note che mi verrebbe da fare (ma forse sono io che sono pignola) per migliorarlo ulteriormente. Marini mi è piaciuto molto. Disilluso quanto basta, ma comunque legato al desiderio di fare bene il suo lavoro, indipendentemente dal contesto in cui opera e dalle forze dominanti. È un bel protagonista, dotato di forza e umanità. Come non sentirsi in sintonia con un personaggio che desidera 4 stagioni per dormire e altre 4 per stare chiuso in casa a leggere tutti i libri usciti mentre si dormiva?

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    roberta

    27/06/2010 21:00:44

    non posso aspettare le fine del libro per dirti che il ladro di sogni mi piace moltissimo! per me un libro che mi tiene sveglia è indice di libro coinvolgente, emozionante, insomma un bel libro per me.... mi piace molto l'inizio delle storie apparentemente scollegate e poi la comparsa del filo che le ricuce tutte...sono già innamorata di Marini , e non sono una che si innamora facilmente!! a parte le battute, un comunista che legge anche molto, è sempre una persona speciale:-) grazie e continua a scrivere !!

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    lalli

    22/06/2010 16:10:48

    mi è piaciuto molto questo romanzo e credo che l'autore sia interessante perchè è in grado di gestire con maestria la molta carne al fuoco che mette ingabbiandola in una rigida trama gialla. non dò la quarta stella solo perchè (al contrario dei personaggi negativi lacerati da contraddizioni interne) ho trovato un pò piatti i protagonisti, soprattutto Marini che è onesto ,corretto leale e non ha nessun lato oscuro (a parte la misantropia ma se ne compiace), cosa che raramente accade nella vita reale! inverosimile anche il personaggio di viola, capisco il suocambiamento di vita ma mbra un pò toppo radicale; va bene il licensiarsi e mettersi a disposizione degli altri ma liberarsi di tutti i beni materiali aò di san francesco la rende un pò lontana dalla realtà! dimenticvo di aggiungere che l'autore è un grande perchè nne dedica ringrazia tutti gli anobiiani....

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    slash

    11/04/2010 12:01:45

    Benvenuto vice commissario Marini! Un bel noir in una Milano periferica e malinconica ma molto vera e attuale... i temi trattati (xenofobia, pedofilia, razzismo) sono piuttosto forti e approfonditi, non sono solo un pretesto per l'indagine e il vice commissario Marini è uno di quei personaggi in cui provare ancora a credere al di là dell'odio che in troppi ci accomuna in questa nostra società! Non ci resta che attendere il seguito e scoprire come evolveranno le vicende personali di Marini!

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    Rosella

    13/01/2010 17:12:51

    Non amo il genere noir ma questo libro mi è proprio piaciuto! E mi è piaciuta la figura del protagonista e la sua "stanchezza"... All'inizio mi hanno dato quasi fastidio tutti quei riferimenti alla situazione politica italiana, poi alla fine il cerchio si è chiuso e devo complimentarmi con l'autore per aver avuto il coraggio di affrontare un argomento così delicato ed attuale...

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    Flavio

    16/12/2009 13:34:32

    Bella idea, ben scritto, coinvolgente fin dall'inizio. Un bel libro senza dubbio. Se lo consiglierei? Ceeeeerrrrrrrto!!

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    adriana

    16/12/2009 11:58:09

    Una bella storia, così attuale da sembrare vera. Un po' malinconica ma avvincente e ben scritta. Assolutamente da leggere!

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    GF

    16/12/2009 10:00:05

    Bello, scritto bene, inquietante il clima descritto di una Milano e un Italia che scivola sempre più verso un baratro xenofobo e un fascismo "democratico". Quello che mi convince di meno è il protagonista: poliziotto disincantato che nonostante tutto cerca di compiere il suo dovere, sempre e comunque al servizio della collettività. Le immagini, da Napoli a Genova, ieri a Catania e dialoghi fra secondini di qualche giorno fa, raccontano storie realtà diverse. Esistono davvero poliziotti come quelli descritti nel libro?

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    MartinaViola

    14/12/2009 11:20:14

    Una finestra sull'Oggi Le indagini del vicecommisario Marini ci accompagnano nella triste realtà di casa nostra: un'Italia in cui la paura del diverso miete vittime ogni giorno e la corruzione dei politici non fa più notizia; ci vogliono convincere che il nemico viene da fuori, che il nemico ci invade per appropriarsi di ... (continua) Le indagini del vicecommisario Marini ci accompagnano nella triste realtà di casa nostra: un'Italia in cui la paura del diverso miete vittime ogni giorno e la corruzione dei politici non fa più notizia; ci vogliono convincere che il nemico viene da fuori, che il nemico ci invade per appropriarsi di ciò che ci spetta di diritto; si punta il dito contro il rom e lo straniero per catturare l'attenzione del pubblico pagante. Ormai anche chi aveva degli ideali - come il nostro Marini - si sente schiacciato, sopraffatto dall'andamento del sistema, disgustato dai teatrini messi in piedi per manipolare l'opinione pubblica e fomentare la discriminazione, l'odio. Non ci si illude più: le speranze di un tempo non trovano più una materia adatta a concretizzarsi, restano nell'aria e si mescolano al fumo di un incendio doloso, alla morte di un uomo che nessuno piangerà. Marini continua ad inseguire la verità: una verità che ancora una volta supera la fantasia. Un romanzo avvincente, ben articolato e molto attuale, che riesce a far riflettere senza appesantire.

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    Sandra

    04/12/2009 08:26:19

    Mi è piaciuto molto questo libro. E' capitato, casualmente, che l'abbia letto dopo aver letto Sciascia. E alcune delle tematiche che ho trovato in Sciascia le ho riviste, in sottofondo, non evidenti come nello scrittore siciliano, in questo romanzo. I legami occulti tra criminalità e politica sono accennati ma pienamente calati nella realtà amara e assurda dell'Italia. In primo piano c'è il vicecommissario facente funzioni di commissario Federico Marini: un uomo il cui scopo è contribuire alla verità. La sua sete di verità e di giustizia si scontra tutti i giorni con le lordure con le quali viene a contatto con il suo lavoro. Come accade nel caso che viene trattato nel romanzo: pedofilia, xenofobia, razzismo. "Ladri di sogni" che fanno marcire la vita. Senza sogni, quello che resta è l'odio. E l'impotenza di chi ha sete di giustizia e verità nei confronti dei ladri di sogni lascia nel lettore amarezza e rabbia, oltre che compassione verso chi ha subito il furto dei propri sogni ed è rimasto nudo, con solo il desiderio di vendetta e l'odio come nutrimento.

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    vanessa

    04/11/2009 21:10:31

    Confesso di avere un debole per i commissari e non faccio distinzione di sesso, razza o provenienza geografica. Talvolta mi dedico al siciliano Montalbano, talaltra al francese Adamsberg. Ho conosciuto anche commissari in gonnella come la spagnola Pedra Delicado o i suoi conterranei Pepe Carvalho e Méndez. Dovrei essere avvezza al fascino che suscita la divisa, soprattutto se portata in modo intelligente ed originale. Invece, leggendo “Ladro di Sogni” ho incontrato il commissario Federico Marini e, ebbene sì, mi sono innamorata. Marini è un poliziotto per scelta, di quelli che ritengono esistano diritti fondamentali che meritano di essere difesi strenuamente, senza guardare alle apparenze, alla carriera e ai clientelismi. Può essere definito un investigatore atipico perché non fa mostra di grandi doti intuitive, ma arriva lentamente alla soluzione, senza forzare la mano. Ha il grande pregio di non voler scendere a compromessi nonostante questo comporti il dover prendere la strada più scomoda anche in contrasto con la logica del “quieto vivere”. In questo primo episodio (che spero primo di una lunga serie), il commissario Marini si vede catapultato in un’indagine relativa ad un delitto avvenuto in un campo Rom dove ogni indizio e, soprattutto, ogni pregiudizio viene diretto contro gli abitati del campo stesso. Contemporaneamente Marini deve occuparsi anche di un altro delitto all’apparenza inspiegabile e depistato dalle esilaranti trovate di due sprovveduti portinai colti da un’improvvisa passione. Fortunatamente non mi ritengo gelosa e per questo ho accolto positivamente l’ingresso di Viola nella vita del commissario. Non ho, però, capito se si tratta di relazione full time o part-time,mah! Attendo di conoscere gli sviluppi attraverso i prossimi episodi…sperando che l’autore Sergio Paoli voglia deliziarmi/ci con un nuovo episodio.

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    Alessandra

    04/07/2009 06:38:09

    Sergio Paoli è autore di "Ladro di sogni", romanzo (noir, anche se l'etichetta di genere non gli rende giustizia) ambientato a Milano, come spiega il sottotitolo. Una storia poliziesca: un investigatore con un passato, un omicidio, anzi due, un assassino solo... o forse no. Un po' di donne, come si conviene al genere. E qualcuno che si muove nell'ombra. Dentro il romanzo, e fuori dalla storia nuda e cruda, le riflessioni di chi vive in una città difficile come Milano, dove l'integrazione è ben lungi dall'essere completata. Si aggiunga l'inquietudine dei nostri giorni, la difficoltà di instaurare rapporti umani validi, la superficialità. Il tutto trattato con gran delicatezza, con pacatezza, solo a tratti con veemenza. Paoli dice cose giuste ma non ha bisogno di convincere, lascia che il lettore si convinca da sé. Lo fa accomodare nel solco della narrazione, lo porta per mano attraverso la storia e lo conduce verso il finale. Lo sforzo è ricompensato dal folto gruppo di lettori che segue l'autore su Anobi e che si presenta con entusiasmo agli incontri dal vivo. "Ladro di sogni" non è eccezionale, ma è di più. È bello. Si fa leggere con piacere, si rilegge volentieri e si aspetta il seguito...

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    Linda80

    30/06/2009 09:59:58

    Davvero una piacevole sorpresa questo noir di Sergio. Una storia molto intrigante e purtroppo molto reale, raccontata in modo impeccabile e con un tocco ironico che ti prende e ti invoglia a non fermarti, tanto che il libro me lo sono divorato in una domenica! Attendo con curiosità la prossima avventura di Marini ;-)

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    Marco Piva (il killer mantovano)

    05/04/2009 16:02:32

    E' con estremo piacere che mi cimento a recensire il romanzo d'esordio (dopo la raccolta di racconti "Rumori di fondo") dello scrittore, membro di Corpi Freddi, nonchè amico Sergio Paoli. E con soddisfazione mi sento tranquillamente di affermare che Sergio ha centrato perfettamente il bersaglio, creando un noir con forti connotazioni politiche e sociali davvero ricco di personalità e talento da primo della classe. Sergio mischia sapientemente i punti di forza del genere noir ma, soprattutto, porta all'attenzione del lettore tematiche forti, reali e molto sentite nel nostro Paese come la xenofobia e la pedofilia, trattatando la materia con intelligenza, conoscenza e molta sensibilità. Nel libro ci sono momenti molto forti descritti in maniera molto "in your face" ma non mancano neppure le importanti riflessioni che lo scrittore dispensa in abbondanza. "Ladro di sogni" ci insegna che chi delinque commette ciò perchè spesso la sua vita è stata segnata da mostruosità commesse da altre persone; il male genera solo male ed è difficile uscire da questo perverso meccanismo di distruzione. C'è un momento del libro di Sergio che mi ha molto toccato e che volevo dividere con tutti voi, nel quale un personaggio importante della storia descrive i suoi dolorosi ricordi: "Dicono che certe cose non si dimenticano. Ma non è vero. Perchè succede. Si svaporano, diventano nebbie sottili. Fili di fumo lontani all'orizzonte. Sono come della roba che butti giù, nell'angolo più scuro della cantina. Si ricopre di polvere. Viene nascosta da altre cose, ma non sparisce. La dimentichi ma non smette di esistere per questo. Tutto qui"." Concludo queste mie righe con la speranza che Sergio ci regali presto nuove opere, il Comissario Marini è una figura ben caratterizzata che si presta ottimamente a future avventure a tinte forti. Bravo Sergio, buona la prima E proprio il caso di dirlo: quando il noir di classe parla ancora una volta Italiano

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    1949paperina

    17/03/2009 15:06:18

    Un bellissimo noir milanese, sapientemente strutturato e scritto, il vicecommissario Marini un protagonista perfetto (nelle sue imperfezioni). Molto attuale l'ambientazione, una Milano marginale come marginali sono i suoi abitanti, scomodi e comodi al tempo stesso, quando l'odio e un bisogno cieco di vendetta si fanno più pressanti, e non importa se poi si colpisce nel mucchio. Questa la parte "visibile" del romanzo, ben più profonda la sottintesa ricerca delle motivazioni dei vari personaggi, un'analisi coinvolgente dei pensieri più intimi. Lettura che scorre veloce, direi tutta d'un fiato, breve intervallo per il riposo notturno e, poco dopo l'alba, le ultime pagine. Pagine come la 214 e la 224 che ho letto, sottolineato, riletto, copiato e... riletto. Ed è una cosa vera, vera al punto da far male, "che non poteva restituire sogni a nessuno. Faceva già maledettamente fatica a tenersi stretti i suoi, quei pochi che doveva avere messo da qualche parte".

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    Chiara White

    17/03/2009 14:52:58

    E’ un cerchio. Si parte e si torna ad una bracciata. E in mezzo il mare di una storia. All’inizio mi sembrava un po’ rainereggiante, poi ha preso la sua strada, decisa, verso un certo tipo di critica della società, dei mass media e del modo di porsi nei confronti dell’altro (inteso anche in senso lato). La storia è purtroppo attuale e ben scritta. I personaggi sono interessanti, diversi fra loro (impagabili i due coniugi-portinai), non tagliati con l’accetta, con una loro identità. Un mare di citazioni, soprattutto musicali, che danno una ragione e hanno un peso nella storia. Anche il titolo riporta una dimensione, uno spessore, che riesce a dare un senso ad ogni cosa. Bello.

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