Un lavoro soprannaturale. La mia vita nell'Opus Dei - Pippo Corigliano - copertina

Un lavoro soprannaturale. La mia vita nell'Opus Dei

Pippo Corigliano

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Editore: Mondadori
Collana: Ingrandimenti
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 30 settembre 2008
Pagine: 129 p., Rilegato
  • EAN: 9788804584223
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Sono passati ottant'anni dall'ottobre 1928 in cui un giovane prete spagnolo, Josemaría Escrivá de Balaguer, fondò l'Opus Dei. Nonostante la grande forza vitale e i riconoscimenti che ha avuto in questi anni (come la canonizzazione del fondatore nel 2002 da parte di papa Giovanni Paolo II), e forse proprio a causa del successo riscontrato presso persone di ogni paese e di ogni ceto sociale, ancora oggi l'Opera è considerata con sospetto da molti. Sono centinaia gli articoli di giornale e i libri scritti per dimostrare che la prelatura fondata da san Josmaría sia una specie di società clandestina, ricchissima e potentissima, custode di segreti terribili e in grado di influenzare in maniera occulta il corso della politica e della storia. Pippo Corigliano, da quarant'anni portavoce dell'Opus Dei in Italia, conosce meglio di ogni altro la difficoltà di presentare il messaggio di san José Maria al mondo dei media di oggi: "è evidente che la cultura dominante tollera tutto ma guarda con freddezza chi ha fede in Dio. È altrettanto evidente che l'Opus Dei parla di fede, una fede operativa, proprio quella che - è il caso di dirlo ha una cattiva stampa. La cultura dominante e il messaggio dell'Opus Dei non sono quindi fatti per capirsi subito. Se poi pensiamo al sistema mediatico così com'è, appare evidente che colui che ha il compito di gettare un ponte fra queste due posizioni diventa un personaggio interessante".
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    Eugenio

    03/09/2009 10:58:10

    Un libro simpatico. Del tutto inutile, però simpatico.

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    Augusto

    20/07/2009 08:04:44

    Pippo Corigliano è un santo! Un santo! Non c'è altro da dire: santo!

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    Adolfo

    29/06/2009 16:16:21

    Un senito ringraziamento a Pippo Corigliano e a quanti nell'Opus Dei spendono la propria vita per il Vangelo e per la salvezza delle anime.

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    Umberto Barelli

    17/04/2009 22:41:34

    Non avrei mai immaginato che mi potesse appassionare tanto un libro che racconta cose che al 70% sapevo già: l'ho letto d'un fiato, grazie anche allo stile vivace, realista, che, con un tono quasi scanzonato, rifugge da qualsiasi caduta autocelebrativa e pedante; un autore che sa dire cose serie senza essere serioso: un dono raro.

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    Dante

    26/03/2009 07:26:53

    Un libro noioso, stucchevole, autocelebrativo al di là delle stesse intenzioni dell'autore. L'aneddotica oleografica potrebbe anche rappresentare una tentazione per la fede. Ma proprio per tutto questo il volume costituisce la migliore riprova che gli ex membri dell'Opera dovrebbero astenersi dal mettere in stampa i loro resoconti astiosi e rancorosi verso l'istituzione, non fosse per altro che allo scopo di evitare la pubblicazione per reazione di simli pizze napoletane. E poi Corigliano ha già tante cose da fare, chè si mette anche a scrivere libri!

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    Aurelio

    15/03/2009 11:26:49

    Beato Corigliano che ha trovato il talismano della felicità in terra, in attesa di essere raggiunto anche da quella celeste. Sicuramente è merito suo, che ha saputo cogliere le opportunità, rispondere agli impulsi della grazia e non tirarsi indietro. Io il talismano non l'ho ancora trovato, ma è sicuramente responsabilità mia, che sono troppo distratto, non vivo con l'antenna del soprannaturale ben tesa e mi perdo in un bicchiere d'acqua. Mi preoccupa una frase di san Josemaria: "siano tristi quelli che vogliono esserlo..." Suona minacciosa, io davvero vorrei essere allegro e felice, ma non ci sono ancora riuscito, non è la tristezza che perseguo, ma essa mi perseguita. Non vorrei che quelli che si trovano nella mia stessa situazione fossero mal visti dai felici realizzati. Credeteci: vorremmo, ma non ci riusciamo, non desideriamo essere tristi, ma lo siamo lo stesso, non disprezzateci per questo. Comunque, bravo Corigliano, complimenti per esserci riuscito.

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    Bruno

    11/12/2008 08:45:24

    E' un libro straordinario, una testimonianza di fede e di allegria, un affresco a colori vivacissimi della vocazione all'Opera che ha permesso al protagonista di raggiungere vette inimmaginabili nell'amore e nella gioia. Grazie, Corigliano, dai speranza a tutti.

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    Sergio Fenizia

    30/10/2008 17:58:45

    Ho letto con piacere questo libro perché è scorrevolissimo, racconta una vita interessante, anche se tutto sommato normale, e soprattutto perché è pieno di ottimismo. Mi ha colpito in particolare come l’autore riesca a sottolineare gli aspetti positivi di persone e situazioni, anche quando queste sono apparentemente lontane dalla sua visione cristiana del mondo.

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    Giovanni B.

    30/10/2008 15:27:27

    Molto piacevole e scorrevole. Una bella chiacchierata su questi ultimi decenni, in compagnia di una persona che ti invoglia ad una vita "piena", nonostante le difficoltà.. Non do il voto più alto poichè quello lo riservo di solito ai capolavori!

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    Michele Crudele

    14/10/2008 18:04:29

    Una sostenibilissima leggerezza dell'essere. Come parlare di una "vocazione" in termini quasi giornalistici (e quindi poco rigorosi), facendola invidiare. Da consigliare a tutti, laicisti e ipercattolici.

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    Gennaro

    14/10/2008 13:26:05

    Mi ha colpito nel libro di Corigliano questo passaggio che riporto (se è consentito): Una volta san Josemaria fece un sogno. Volava su un aereo, ma non si trovava al suo interno: era aggrappato fuori, con una gran paura di cadere. Il Signore gli voleva far capire - così lo interpretò - che in questo stato si trovano le anime che volano a grande altezza ma non contano sull'aiuto di Dio. Quando la prospettiva soprannaturale si appanna è difficile perseverare in un percorso di fede. San Josemaria consigliava di trattare con affetto le persone che "lasciano" l'Opus Dei. Un trauma c'è. E' un amore che non continua. Mi è capitato di star particolarmente vicino a qualcuno di loro per rasserenarlo e indirizzarlo anche professionalmente. Fortunatamente sono abbastanza rari coloro che se ne vanno con rancore. Una rigidezza da parte di qualche persona e l'ipersensibilità che si sviluppa quando c'è un disagio fanno sì che qualcuno si consideri ferito. E' così che ci sono alcuni - pochi - casi di "ex" che restano polemici con l'Istituzione (...) Il racconto rispecchia alla perfezione la mia situazione di persona che ha perso la vocazione all'Opera - nella qale aveva trovato la felicità - per non essersi fidato pienamente di Dio e così essersi trovato poco a poco all'esterno dell'aereo, sinchè non gli si è dato il paracadute per evitare danni peggiori. Come dice una nota canzone di Baglioni "adesso saprei cosa dire, saprei cosa fare", ma adesso la vocazione chi me la restituisce? Comunque grazie a Pippo Corigliano

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    Luigi Murtas

    13/10/2008 08:59:47

    Un libro accattivante, con il consueto stile garbatamente spigliato di Pippo Corigliano. Riesce in pochi tratti a rendere le caratteristiche essenziali della vita di un fedele dell'Opera: allegria prima di tutto, anche al di sopra delle difficoltà più pesanti; libertà personale coniugata con la responsabilità personale, che ne costituisce l'insostituibile "interfaccia grafica". Dalla lettura dei numerosi e gradevolissimi aneddoti raccontati da Corigliano si riesce poi ad avere un'idea chiara e stimolante di cosa si intenda nell'Opera per "apostolato di amicizia e confidenza". Da non perdere.

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  • Pippo Corigliano Cover

    Ingegnere napoletano, è stato per quarant'anni portavoce dell'Opus Dei in Italia. Ha fatto parte della commissione regionale dell'Opus Dei, l'organo di governo delle attività dell'Opera nel nostro paese. È considerato un grande esperto di comunicazione e segue da sempre le attività formative dell'Opera con i giovani. Ha pubblicato con Mondadori Un lavoro soprannaturale. La mia vita nell'Opus Dei (2008) ), Preferisco il Paradiso. La vita eterna com'è e come arrivarci (2010), Quando Dio è contento (2013) e Il cammino di san Josemaría (2019).Per comunicare con lui, il suo blog è www.pippocorigliano.it, la sua mail gcorig@tin.it. Approfondisci
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