Lepanto. La battaglia dei tre imperi

Alessandro Barbero

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Editore: Laterza
Edizione: 6
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 8 novembre 2012
Pagine: 784 p.
  • EAN: 9788842096139

nella classifica Bestseller di IBS Libri Storia e archeologia - Storia - Dalla preistoria al presente - 3. Storia moderna: dal 1450-1500 al 1700

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Lepanto. La battaglia dei tre imperi

Alessandro Barbero

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Gaia la libraia

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"Non appena in Occidente si sparse la voce della prossima uscita della flotta turca, papa Pio V decise che quella era l'occasione buona per realizzare un progetto che sognava da tempo: l'unione delle potenze cristiane per affrontare gli infedeli in mare con forze schiaccianti, e mettere fine una volta per tutte alla minaccia che gravava sulla Cristianità. Quando divenne sempre più evidente che la tempesta era destinata a scaricarsi su Cipro, il vecchio inquisitore divenuto pontefice, persecutore accanito di ebrei ed eretici, volle affrettare i tempi." È la primavera del 1570. Un anno e mezzo dopo, il 7 ottobre 1571, l'Europa cristiana infligge ai turchi una sconfitta catastrofica. Ma la vera vittoria cattolica non si celebra sul campo di battaglia né si misura in terre conquistate. L'importanza di Lepanto è nel suo enorme impatto emotivo quando, in un profluvio di instant books, relazioni, memorie, orazioni, poesie e incisioni, la sua fama travolge ogni angolo d'Europa. Questo libro non è l'ennesima storia di quella giornata. È un arazzo dell'anno e mezzo che la precedette. La sua trama è fatta degli umori, gli intrecci diplomatici, le canzoni cantate dagli eserciti, i pregiudizi che alimentavano entrambi i fronti, la tecnologia della guerra, di cosa pensavano i turchi dei cristiani e viceversa.
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    baudisarda

    26/11/2018 23:09:43

    non mi ricordo di aver letto un libro di storia così complessa ed articolata con tanto piacere e coinvolgimento, nonostante sia davvero 'un librone'... che non pesa, anzi, ma che apre a tanti aspetti , in modo equilibrato tra le parti; e sopratutto per il lettore, che nonostante l'apparato documentale e critico non solo non si perde, ma si trova sempre più coinvolto... scrittura elegante e bella, molto piacevole, in più! complimenti!!!

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    Antonio

    28/10/2018 10:03:06

    Ottimo saggio, estremamente completo e dettagliato ( forse troppo per i non addetti). La prosa è la solita di Barbero, concisa e scorrevole, a tratti ironica e sagace. Le accuse di esterofilia che spesso ho sentito riferire a quest'opera a me paiono assurde; forse è importante ricordare che la storia non è un'arma di propaganda e quando la si affronta non si deve banalmente cercare conferma alle proprie idee preconcette, bensì aprirsi ad idee nuove. Altrimenti che si legge a fare?

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    GIUSEPPE BARRERA

    19/09/2018 21:14:18

    La battaglia di Lepanto, raccontata attraverso le cronache e i diari del tempo e dei protagonisti, in tutta la sua complessità politica da cui emerge, attuale, intrigo, diffidenza e interessi privati. Bellissimo l'indice delle note storiche, con citazioni testuali e spiegazioni dettagliate. Il libro si legge con grande piacere e coinvolgimento.

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    furetto60

    18/09/2018 13:05:30

    Appassionante la puntuale ricostruzione delle cause e degli eventi che hanno condotto, mezzo mezzo tra il casuale e il voluto, ad una delle battaglie più ricordate della Storia, nondimeno lamento, a voler essere pignoli, la totale assenza di un apparato iconografico, anche semplice, che aiuti a chiarire l'immagine di quei vascelli di cui tanto si tratta. Inoltre, tra le righe e anche nelle righe, lo storico si lascia andare ad un giudizio di condanna, a mio avviso s'intende, nei confronti della cristianità, divisa e più attenta alla politica e ai propri interessi che alla causa comune (se causa comune vi fu), e della politica veneziana in particolare. In effetti difendere un isola così distante come Cipro non aveva senso neanche allora.

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    n.d.

    06/07/2018 14:28:15

    Un testo scritto con rigore storico e leggerezza narrativa, felice esempio di saggio storico godibile anche da un lettore non specialista

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    Mara Corradi

    29/06/2018 15:36:24

    Tu quoque, Barbero?!? Perché uno storico del suo livello deve prestare la penna al revisionismo politicamente corretto di oggigiorno? Il qualunquismo filo islamico fa davvero aumentare così tanto le vendite? Come (fortunatamente) qualcuno ha scritto, un libro che arriva a giustificare la “Raccolta” e le ignobili torture di Famagosta, si commenta purtroppo da solo. Che peccato.

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    Marco

    15/06/2018 13:26:18

    Libro molto completo , di ampia documentazione, che tocca anche argomenti poco conosciuti , come le incredibili difficoltà logistiche di tutti i contendenti. Una narrazione scorrevole e senza tesi preconcette. Solo chi si aspetta dai libri di storia conferme delle proprie fobie può considerarlo di parte

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    Corrado

    10/06/2018 18:13:26

    Libro appassionante e avvincente. In perfetto stile Barbero ti avvolge e ti porta ad essere uno degli spettatori delle vicende.

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    Fabrizio

    13/10/2016 17:43:46

    Libro monumentale per dati, documenti, riferimenti che si legge tutto di un fiato grazie alla leggerezza dell'autore. Barbero è una garanzia, questo libro è un capolavoro

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    Joker

    28/05/2016 17:26:36

    Conoscendo la xenofilia dell'autore, mi aspettavo un libro moderatamente filo-turco ma fondamentalmente oggettivo; non mi aspettavo l'opera forse piú filo-turca mai scritta in occidente sull'argomento. La missione sembra quella di demitizzare la piú celebrata vittoria della cristianità (nel caso qualcuno avesse intenzione di eleggerla a pericolosa bandiera?), ed é perseguita in maniera piuttosto palese. Veneziani e alleati agiscono sempre mossi da alterigia, superbia o arroganza, mentre gli ottomani seguono puntualmente raffinatezza, magnanimitá e sinceritá. Il tono é a tratti sussiegoso (non si contano le frasi introdotte da "é incredibile come la storiografia abbia scelto di ignorare") e costantemente apologetico. I turchi massacrano e riducono in schiavitú migliaia di civili a Nicosia? É l'uso militare dell'epoca. La Devscirme, cioé un rapimento in massa di ragazzini preadolescenti dalle province balcaniche, trascinati a forza a Costantinopoli e costretti ad arruolarsi? Un'occasione di riscatto sociale. Le migrazioni forzate che spostavano migliaia di sudditi dalle proprie terre per ricollocarli in paesi lontanissimi? Un'ereditá dell'impero bizantino. Perfino nell'odiosa faccenda del supplizio di Bragadin a Famagosta, dove pur "la reazione di Mustafá é d'insensata violenza", le attenuanti non mancano: lo scontroso veneziano certo deve aver offeso il turco, l'enorme stanchezza e tensione, la traduzione approssimativa degli interpreti; inoltre il sultano si dispiacque e lo stesso Mustafá poi si pentí. Piú spazio é dedicato alla noiosa faccenda della spartizione dei prigionieri catturati che non alla battaglia di Lepanto, ma non si poteva farsi sfuggire l'occasione per denigrare il comportamento di veneziani e spagnoli. Nessun cristiano fu oggetto di rappresaglie dopo la sconfitta, contrariamente alle "voci riprese ancora oggi dalla storiografia". Intendiamoci, il libro é completo e ben scritto, ma é consigliato solo a chi sa distinguere la storia dalla propaganda.

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    nanni

    11/01/2016 17:05:01

    Ottimo e documentato (sin troppo) saggio storico,oltre alle letture, l'autore interviene spesso nei programmi di Rai cultura ed oggi mi sembra sia, fra i pochi giovani emergenti, un valido storico

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    Renzo Montagnoli

    02/09/2015 07:21:10

    L'espansionismo ottomano nel XVI secolo anche nel Mediterraneo finì inevitabilmente con allarmare i paesi europei che si affacciavano su questo mare e fu così che si arrivò nel 1571 a costituire, sotto l'egida di Papa Pio V, una Lega Santa a cui parteciparono il Granducato di Toscana, il Ducato di Savoia, i Cavalieri di Malta, la Repubblica di Genova, lo stato pontificio, l'impero spagnolo, con i Regni di Napoli e di Sicilia, e la Repubblica di Venezia. Sia i turchi che i cristiani cercarono lo scontro sul mare e questo avvenne il 7 ottobre 1571 nelle acque antistanti la cittadina greca di Lepanto, con una disastrosa sconfitta dei primi. Ecco, di questo conflitto, dei prodromi, della battaglia navale vera e propria, e delle sue conseguenze parla in questo libro Alessandro Barbero, con quella sua particolare capacità di avvincere gradualmente il lettore e di renderlo quasi presente ai fatti; non manca la sottile vena ironica che caratterizza lo storico piemontese, vena che alleggerisce il racconto ed è capace anche di sfumare fatti tragici e morti orrende. Lepanto è uno di quei libri che, benché assai lungo (ma molte pagine sono destinate alle corpose fonti bibliografiche, alle note e all'appendice), riesce a non stancare mai, a continuamente interessare chi, con vero piacere, lo sta leggendo.

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    Silvancov

    05/09/2014 19:17:10

    Splendida scrittura, molto chiara e scorrevole. Argomento interessante: la descrizione di tutti gli eventi che portarono alla famosa battaglia... oltre che la battaglia stessa. E poi le digressioni sempre appropriate, gli aneddoti divertenti, le descrizioni accurate... il ritmo incalzante, il racconto avvincente. Così, al termine delle seicento e passa pagine, non puoi che lasciarti scappare un "Ma come! Già finito?". Consigliatissimo

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    Andrea Macchiarelli

    19/01/2012 10:21:17

    Tratta di una guerra tra l'impero ottomano di Selim e Venezia che voleva difendere Cipro, suo possedimento e base per i propri commerci con l'oriente. Una analisi molto dettagliata dei rapporti tra i vari interessi, pro e contro la guerra, dei Veneziani e dei suoi alleati, Stato Pontificio e Spagna. La Spagna in particolare, spinta dalle insistenze di Pio V, difendendo se stessa dal pericolo turco, aiutava Venezia senza, però, volerla agevolare troppo. Ed alla fine è riuscita nell'intento sconfiggendo la flotta turca, ma facendo perdere la guerra alla Serenissima; nel complesso una vittoria inutile dell'occidente cattolico che non ha arrestato l'espansione ottomana in Europa. Non avevo mai letto nessun libro di questo autore. La sorpresa è stata grande nel trovare uno storico di razza. Maniacale e pregevole la precisione con cui riporta i fatti, collega le fonti e ne valuta sempre la bontà facendo ricorso, a volte, ad avvenimenti e/o documenti di periodi successivi. Eccellente il criterio con cui ha scelto le informazioni riportate: solo quelle effettivamente degne di essere citate. Ancor più apprezzabile se si considera che l'argomento è limitato ad un evento specifico ed è riferito ad uno spazio temporale di circa 24 mesi: dalla fine del 1569 alla fine del 1571. Lo stile espositivo è scorrevole e piacevolissimo da leggere; l'autore è abilissimo nel mettere insieme il virgolettato, tratto dalle fonti, e la sua libera descrizione degli eventi. In particolare il virgolettato apre uno squarcio sulla lingua volgare del XVI secolo; apprezzata al proposito, sarebbe stata qualche indicazione su eventuali errori ortografici e sintattici per l'italiano dell'epoca, ma questo esula dall'argomento e forse, dalle competenze dello storico. Ottimo libro di storia nella forma e nel contenuto. Un'opera di cui non butterei via nulla. Volendo esprimere un giudizio sintetico: superlativo.

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    daniele64

    14/12/2011 12:09:13

    Sono d'accordissimo con le altre recensioni.E' un libro di storia scritto da un bravo romanziere,che lo ha reso avvincente e di facile lettura,nonostante la mole.E' la dettagliatissima cronaca soprattutto degli antefatti politici,diplomatici e militari che hanno portato alla battaglia di Lepanto.Anch'io segnalo la quasi totale assenza di cartine (anche se e' segnalato un link internet dove consultarle;io non ho verificato)come unico difetto del libro,che consiglio vivamente agli appassionati di storia,non solo militare.

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    sasso

    07/10/2011 19:12:00

    Un libro di storia racontato come un (grande) romanzo, con eccezionale maestria di narratore e finissima ironia, dove, ancora una volta, i protagonisti sono gli uomini, le loro storie, le loro vite, purtroppo anche le loro morti.

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    Diego

    04/07/2011 19:24:58

    Ottimo libro di Alessandro Barbero estremamemte ricco di informazioni (politico-diplomatico-logistiche), dettagliato e scritto in maniera chiara e scorrevole (dote estremamente rara per chi scrive di storia in Italia). L'unica pecca, dal mio punto di vista di appassionato di storia militare è che tutto sommato la battaglia venga liquidata, evento che dovrebbe essere centrale, in due capitoli con poco approfondimento tecnico-tattico (tra l'altro mancanza assoluta di cartine o disegni). Sotto questo punto di vista gli storici di area anglosassone sono ancora i maestri indiscussi

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    Luigi Roveri

    07/03/2011 16:48:34

    Condivido in pieno il giudizio già dato qui dai due lettori che mi hanno preceduto. E' un saggio che si legge come un romanzo ed è una lettura sostenibile facilmente fino alla fine nonostante le 600 e più pagine. E' vero che Lepanto fu una vittoria più propagandistica che altro, ma, come ultimamente capita non solo a certi storici, ma anche a scrittori di romanzi (vedi P.Roth con il suo Complotto contro l'America) cosa sarebbe successo in caso di sconfitta ? Venezia sarebbe rimasta in piedi fino a Campoformio ? E Roma ? La Spagna sarebbe rimasta a fianco del Papa in caso di invasione turca ? .. Nuovi romanzieri coraggiosi cercasi..

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    Gerardo

    09/02/2011 02:00:49

    Un bellissimo saggio sulla battaglia di Lepanto e specialmente su tutto ciò che la precedette. Scorrevole, si segue la vicenda con molta partecipazione, quasi si fosse lì presenti a trepidare con i protagonisti.

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    Carlo

    26/01/2011 18:59:29

    Libro impressionante per la ricchezza di dati e citazioni di documenti dell'epoca e allo stesso tempo scorrevole e godibile come ogni libro di Barbero. Perfetto per la piena comprensione di un evento storico il cui ricordo nell'immaginario europeo è stato tanto impressionante quanto ridotti sono stati i suoi effetti reali, politici e militari.

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  • Alessandro Barbero Cover

    Scrittore e storico italiano. Laureato in Storia Medioevale con Giovanni Tabacco, nel 1981, ha poi perfezionato i suoi studi alla Scuola Normale di Pisa sino al 1984. Ricercatore universitario dal 1984, diventa professore associato all’Università del Piemonte Orientale a Vercelli nel 1998, dove insegna Storia Medievale. Ha pubblicato romanzi e molti saggi di storia non solo medievale. Con il romanzo d’esordio, Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle gentiluomo, ha vinto il Premio Strega nel 1996.Collabora con La Stampa e Tuttolibri, con la rivista "Medioevo", e con i programmi televisivi ("Superquark") e radiofonici ("Alle otto della sera") della RAI. Tra i suoi impegni si conta anche la direzione della "Storia d'Europa e del Mediterraneo" della Salerno Editrice. Tra i suoi... Approfondisci
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