Lettera ad un bambino mai nato - Oriana Fallaci - copertina

Lettera ad un bambino mai nato

Oriana Fallaci

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Collana: Best BUR
Edizione: 2
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 1 aprile 2009
Pagine: XIV-131 p.
  • EAN: 9788817028370

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Lettera ad un bambino mai nato

Oriana Fallaci

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Gaia la libraia

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Il libro è il tragico monologo di una donna che aspetta un figlio guardando alla maternità non come a un dovere ma come a una scelta personale e responsabile. Una donna di cui non si conosce né il nome né il volto né l'età né l'indirizzo: l'unico riferimento che viene dato per immaginarla è che vive nel nostro tempo, sola, indipendente e lavora. Il monologo comincia nell'attimo in cui essa avverte d'essere incinta e si pone l'interrogativo angoscioso: basta volere un figlio per costringerlo alla vita? Piacerà nascere a lui? Nel tentativo di avere una risposta la donna spiega al bambino quali sono le realtà da subire entrando in un mondo dove la sopravvivenza è violenza, la libertà un sogno, l'amore una parola dal significato non chiaro. Con la prefazione di Lucia Annunziata.
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    stefy

    08/03/2019 14:33:37

    Un racconto in stile "monologo" di una mamma che aspetto il proprio figlio, che parla dell'aborto ma non solo, di una scelta e dell'essere genitori e ancora prima esseri umani. Più che risposte possiamo trovarci moltissime domande e dilemmi esistenziali, ancora prima di "un dovere" l'essere genitori per la scrittrice è una voglia che nasce da dentro, un istinto, il corollario di tutto dovrebbe essere il significato dell'amore come sentimento e come forma, un libro che mi ha fatto pensare moltissimo e che consiglio a chiunque abbia voglia e bisogno di spunti vitali per il pensiero. Scrittura chiara e scorrevole, a me ha fatto piangere.

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    Giorgio

    07/03/2019 19:03:18

    QUESTO LIBRO NON DÀ RISPOSTE. Questo ho capito leggendo "Lettera a un bambino mai nato" scritto da Oriana Fallaci. Il tema dell'aborto è un argomento delicato, difficile da trattare, avevo iniziato a leggere questo libro perché cercavo degli spunti di riflessione che potessero essermi da faro. E invece niente. Ci sono domande? Tante. Risposte? Nessuna. Ogni punto fermo viene immancabilmente sovvertito e ci si sente persi in mezzo al mare senza una bussola. Tutti hanno ragione e tutti hanno torto "la verità è fatta di molte verità differenti" per cui ci si può solo barcamenare tra opinioni sacrosante. Cosa resta? La rabbia verso una vita che riserva tanto dolore e poca gioia, la violenza necessaria a sopravvivere, il lavoro che ti rende inconsapevolmente schiavo e una società inesorabilmente maschilista.⠀ ⠀ Voglio riportare un brano che mi ha colpito nel profondo: "Ogni responsabilità è della donna, ogni sofferenza, ogni insulto. Puttana, le dite se ha fatto l'amore con voi. La parola puttano non esiste nel dizionario: usarla è un errore di glottologia. [...] Sono millenni che ci imponete il silenzio e ci relegate al compito di mamme. In qualsiasi donna cercate una mamma. A qualsiasi donna chiedete di farvi da mamma: persino se è vostra figlia. Dite che non abbiamo il vostri muscoli e poi sfruttate la nostra fatica anche per farvi lucidare le scarpe. Eterni bambini, fino alla vecchiaia restate bambini da imboccare, pulire, servire, consigliare, consolare, proteggere nelle vostre debolezze e nelle vostre pigrizie. Io vi disprezzo. E disprezzo me stessa per non saper fare a meno di voi, per non gridarvi più spesso: siamo stanche di esservi mamme."⠀

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    Carla

    11/12/2018 11:07:11

    Grande classico italiano da leggere almeno una volta nella vita.

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    Alessio

    05/12/2018 09:43:01

    Un libro da leggere assolutamente, come tutti i libri di Oriana Fallaci, che coinvolge il lettore dall'inizio alla fine. Consigliatissimo.

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    Ilaria

    23/09/2018 16:38:16

    Povera Oriana, ti hanno massacrato in ogni salsa, dantoti della pazza e della fascista (!!), approfittandosi della tua malattia che lentamente ti ha consumato. Probabilmente chi ti ha accusata non ha mai letto una riga dei tuoi meravigliosi scritti. Per me, sei stata l'ultima vera giornalista, con uno stile di scrittura splendido, fluido, crudo e per questo vero. Lettera a un bambino mai nato è un libro che ogni donna che non ha paura della vita dovrebbe leggere. Grazie, Oriana.

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    M.Luisa

    23/09/2018 08:58:08

    Un libro così attuale nonostante siano passati più di 40 anni dalla sua prima pubblicazione! Un centinaio di pagine intense, dove emergono dubbi, paure e riflessioni sulla nascita di una nuova vita...

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    Patty

    18/09/2018 12:38:22

    forse il miglior libro della fallacci, lo leggi e lo rileggi... non stanca mai .. tratta un tema delicato con l'amore che solo una mamma può avere

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    Lu

    18/09/2018 12:34:02

    É il primo libro della Fallaci che ho letto e me ne sono innamorata. Descrive in modo duro ma allo stesso tempo dolce e premuroso tutti i pensieri e le preoccupazioni di una donna in gravidanza. Adoro la sua scrittura, ogni volta che rileggo questo libro lo divoro in poco tempo. Ora ho letto altri libri dell'autrice, la adoro. Consiglio vivamente di leggere le sue opere.

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    Nico

    22/02/2018 06:02:18

    Da leggere assolutamente. Non lo consiglio solo per le madri, o per le donne in generale, lo consiglio anche per gli uomini, perché si tratta di un libro magnifico (così com'era la Fallaci). Un monologo che una giovane donna rivolge a suo figlio mentre è nel suo grembo, per prepararlo alla vita vera.

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    roby

    01/03/2016 10:37:45

    Meraviglioso, toccante... libro molto profondamente introspettivo. Non dico di più... da leggere assolutamente.

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    zombie49

    07/11/2015 02:12:14

    Una donna single scopre di essere incinta, e decide di portare a termine la gravidanza, contro i consigli dell'ex compagno, parenti e amici. Si rivolge al minuscolo feto che cresce in lei come fosse già una persona, parlandogli della propria filosofia di vita: è meglio nascere e soffrire piuttosto che non essere mai stati. Detesta il padre del bambino, e tutti quanti cercano di ostacolare il suo progetto, ma per il nascituro non è disposta a rinunciare a nulla della propria vita, lavoro e abitudini. Ignora rabbiosamente i suggerimenti del medico che le consiglia di riposare, fino all'inevitabile conclusione preannunciata nel titolo. Pubblicato nel 1975, l'anno in cui l'Italia legalizzò l'interruzione della gravidanza, il libro ebbe grande successo, ma fu x me una delusione. Non tratta, infatti, dell'aborto, rifiutato dalla protagonista fin dall'inizio, ma di banali considerazioni sullo scopo della vita, sulla violenza maschile nei confronti delle donne, le differenze sociali fra ricchi e poveri, la guerra. E' in parte autobiografico, perché realmente la Fallaci ebbe un aborto spontaneo in cui rischiò di morire, ma l'acredine che trasuda da ogni pagina rende sgradevole la lettura. L'anonima protagonista non racconta la relazione col padre del bambino, ma nei suoi confronti esprime solo rabbioso disprezzo, come verso il medico e il datore di lavoro. Alcune idee sono condivisibili, come l'indipendenza psicologica ed economica della donna, il fatto che non esistano lavori maschili o femminili, ma il femminismo esasperato è irritante. Oriana Fallaci aveva una personalità contraddittoria e aggressiva, espressa nei suoi libri e nelle sue scelte di vita, che me la rendono terribilmente antipatica. Il suo alter ego letterario di questo libro è una donna arrogante, sprezzante ed egoista, fino al sacrificio più definitivo. Lo stile è scorrevole, ma sconcertano alcuni grossolani errori grammaticali, come l'uso del "te" al posto del "tu".

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    Rosita

    05/11/2015 12:33:49

    Che dire...letto e riletto tante di quelle volte che ormai fa parte di me. Credo sia uno di quei libri che tutti dovrebbero leggere. Amo la Fallaci, ne apprezzo la capacità di restare "umana" nonostante tutto, umana e delicata, razionale e passionaria. Una donna, con la D maiuscola.

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    Elisa

    26/08/2015 09:57:18

    Mi avevano detto che la Fallaci è più contemporanea di quanto si possa immaginare. Con questo libro l'ha dimostrato alla grande. A prescindere dalle scelte giuste o sbagliate che siano, che la protagonista abbraccia, la maternità per molte donne resta un "dilemma". Brava...

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    violoncella

    30/03/2015 23:43:17

    E' il secondo libro che leggo della Fallaci.Confermo che apprezzo la sua scrittura e senz'altro proseguirò nella lettura delle sue opere. Questo libro però,in quanto a contenuti,non l'ho apprezzato in maniera particolare,aldilà di quelle che sono le mie opinioni personali. Credo che si sarebbe potuto parlare di questo tema in modo diverso. Forse è perchè sono nata alla fine degli anni '80,forse perchè non ho figli e non ne desidero,ma non sono rimasta "folgorata".

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    angelo

    08/02/2015 14:13:01

    Ingredienti: le domande di una donna con una nuova vita in grembo, un dialogo immaginario con la creatura in arrivo, i dubbi se metterla o meno al mondo, una riflessione lucida ma un po' pessimista sulla natura dell'uomo. Consigliato: alle donne che (non) vogliono diventare madri, a chi vuol essere giudice o spettatore di un processo alla vita e alla maternità.

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    Alessandra

    15/12/2014 11:28:55

    Romanzo breve in forma di monologo di una donna che scopre di aspettare un bambino, anzi, più che scoprirlo, "lo sente". Si tratta di una lunga riflessione sulla vita, sul dolore, sulla libertà. Una lettera dura ma sincera, che affronta, tra gli altri, anche il tema della maternità come scelta consapevole e non casualità e sottomissione alla natura e quello del difficile equilibrio tra la vita della madre, reale e in corso, e quella del bambino, che è in divenire, appena una scintilla. Libro estremamente moderno ed attuale, nonostante sia stato scritto quasi quarant'anni fa, che lascia qualcosa.

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    faffa

    11/11/2014 18:33:59

    Romanzo della Fallaci che anni fa acquistai, a pochi euro (o forse lire), su una bancarella, ma che, se pur ho preso in mano svariate volte, non ho mai avuto la forza di leggere. Qualche giorno fa, invece, parlandone con mia cugina, l'ho ripreso dallo scaffale con l'interesse di leggerlo. Una lettera sincera, forse spudorata, forse crudele, ma veritiera. Dare la vita è gioia o dolore? Dare la vita è una scelta o un'imposizione? Essere donna e poter generare la vita è un dono o una sottomissione alle regole della natura? Domande complesse e risposte univoche inesistenti. C'è chi trova una risposta nella Fede. C'è chi trova una risposta nel lottare per la propria indipendenza, nonostante si possa essere condannati. La risposta della protagonista, non credente, è quella di lottare per la vita sia sua che di quella del bambino, ma ben sapendo che la sua vita è una realtà, quella del bambino è in divenire. Lei accetta questo divenire, lo assapora, lo immagina, ma, seguendo la sua logica di donna combattiva ed in carriera, non è disposta a scendere a compromessi con se stessa. Ama il suo bambino e la sua lettera, nel bene e nel male, è un dono d'amore. La protagonista attraverso le sue dolorose e sconcertanti riflessioni si mostra mamma molto di più rispetto a chi lo è perché segue meccanicamente le regole della natura: è mamma perché una mamma desidera il bene, l'amore, la serenità, la felicità per il proprio figlio, ma sa che la vita riserva ingiustizie (il senso delle tre tristi fiabe), inganni, maschilismo fine a se stesso, condanna verso quelle donne che osano pensare e realizzarsi e condanna verso tutti coloro che non si allineano alla morale cosiddetta comune. I discorsi di questa lunga lettera li ho letti con l'anima, con la testa e con la pelle, li ho condivisi, ma ... poiché sono credente e praticante (anche se di vedute aperte) le accuse a Dio e alla Madonna (che la Chiesa esalta come Donna e Madre) mi hanno un pò infastidita.

  • User Icon

    mjb

    08/04/2014 15:10:08

    letto qualche anno fa, ne ho riletto qualche pagina questa settimana...il tema trattato è delicato e ovviamente personale è il modo di rapportarsi ad esso;a me piace lo stile narrativo della Fallaci, la sua chiarezza espositiva e il fatto che le parole siano "pesate" e messe ognuna al posto giusto,i suoi libri mi hanno sempre lasciato qualcosa e/o mi hanno fatto riflettere su qualcosa-indipendentemente dalla condivisione o meno del parere della scrittrice sui temi trattati-dunque dando 5 sono un pò di parte :)) ma credo che siano 100 pagine da leggere!

  • User Icon

    chiara

    31/10/2013 16:56:46

    E' un libro bellissimo, anche se molto triste...preferirei leggere cose un pò più allegre di lei..

  • User Icon

    Monica

    19/05/2013 17:14:37

    Leggerlo a sedici anni fa sicuramente più effetto che leggerlo a 50 ma, comunque,son 100 pagine che consiglio a tutti di leggere.

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  • Oriana Fallaci Cover

    Oriana Fallaci (Firenze, 29 giugno 1929 – Firenze, 15 settembre 2006) è stata una scrittrice e giornalista italiana. Fu la prima donna in Italia ad andare al fronte in qualità di inviata speciale. Come scrittrice, con i suoi dodici libri ha venduto venti milioni di copie in tutto il mondo.Ha intervistato i grandi della Terra e come corrispondente di guerra ha seguito i conflitti più importanti del nostro tempo, dal Vietnam al Medio Oriente. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo. Ha scritto:  I sette peccati di Hollywood (1958), Il sesso inutile (1961), Penelope alla guerra (1962), Gli antipatici (1963), Se il Sole muore (1965), Niente e così sia (1969), Quel giorno sulla Luna (1970), Intervista con la storia (1974), Lettera a un bambino mai... Approfondisci
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