Lettere a Lucilio. Testo latino fronte

Lucio Anneo Seneca

Curatore: C. Barone
Editore: Garzanti Libri
Collana: I grandi libri
Edizione: 7
Anno edizione: 1989
Formato: Tascabile
In commercio dal: 21 febbraio 2008
Pagine: L-979 p., Brossura
  • EAN: 9788811370123
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Descrizione

Spetta senz'altro a Seneca il merito straordinario di aver scoperto la dimensione dell'interiorità in termini moderni e di aver fornito non solo uno stile nuovo, tutto rotture, che vive sul fuoco d'artificio della sentenza finale, ma anche un nuovo coerente linguaggio, nelle cui innumerevoli sfaccettature si riflettono le inquietudini e i dubbi del suo animo, quell'alternanza di pensieri diversi che non sono vere e proprie contraddizioni, ma incertezze, approdi temporanei di una mente inquieta che, avvolta nel mistero delle cose, cerca nella fermezza dello spirito il sostegno della propria esistenza.

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Recensioni dei clienti

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    Erika

    22/09/2018 15:21:50

    Seneca.... puro maestro di vita... nient'altro da aggiungere

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    Brando Bizarri

    16/05/2016 07:43:07

    «Ti scongiuro, o Lucilio, facciamo in modo che, come gli oggetti preziosi, così la nostra vita, abbia poca estensione ma molto peso. Valutiamola dall'uso che ne facciamo, non dalla durata». (Lettera 93). E ancora: «Non si vergognano gli uomini di gioire del sangue reciprocamente sparso? Per deliberazione del Senato e della plebe si commettono, con la divisa militare indosso, azioni che compiute di nascosto si sconterebbero con la pena di morte. Ma gli uomini non provano vergogna nel far guerre e di lasciare l'incarico di farne ai figli?». (Lettera 95). E, per finire, sempre dalla Lettera n.93: «La Natura ci ha generati stretti da legami di intima parentela ispirandoci amore reciproco e facendoci socievoli. Ci sia sempre nel cuore e nelle labbra quel verso famoso di Terenzio che dice "sono un uomo e nulla di umano stimo a me estraneo". Siamo nati per vivere aiutandoci vicendevolmente e somigliamo a una volta di pietre, che sta su appunto perché le pietre si sostengono l'un'altra: altrimenti cadrebbe». Garzanti mette questo libro nella collezione "Grandi Libri". Toglierei il grande: ci metterei "Immensi".

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