Lettere da Iwo Jima

Letters from Iwo Jima

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Titolo originale: Letters from Iwo Jima
Paese: Stati Uniti
Anno: 2006
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Sessant'anni fa l'esercito americano e quello giapponese si sono scontrati a Iwo Jima. Decenni dopo diverse centinaia di lettere sono venute alla luce, lettere che danno volto e voce agli uomini che hanno combattuto sull'isola e al generale che li ha guidati. I soldati giapponesi vengono inviati a Iwo Jima pur sapendo che molto probabilmente non faranno mai ritorno in patria. Al comando c'è il generale Tadami Kuribayashi, che durante i suoi viaggi in America ha compreso l'inutilità della guerra . Con pochi strumenti di difesa le tattiche del generale Kuribayashi riescono a trasformare quella che era stata immaginata come una sconfitta rapida e sanguinosa in un lungo combattimento eroico.
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    angelo

    15/05/2020 18:36:51

    Film straordinario un cui risalta il coraggio degli uomini per la difesa della propria patria e del proprio paese. Una delle più grandi battaglie della seconda guerra mondiale rappresentata magnificamente da Client Eastwood. Assolutamente da non perdere.

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    sardella

    14/05/2020 07:41:17

    Ancora meglio di "Flags of our fathers" qui vengono ripresi molti argomenti del primo film, ovviamente visto dal lato giapponese, io personalmente mi sono quasi sentito uno di loro nelle difficoltà della battaglia. Due grandissimi lavori firmati Eastwood

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    Alice InB

    13/05/2020 19:59:13

    “Fai la cosa giusta se pensi che sia la cosa giusta, non perché sia giusta”. Iwo Jima è un’isola a ridosso del continente giapponese, baluardo da proteggere per evitare che le truppe americane la usino come base militare per contrattaccare direttamente il Giappone; per lo meno questa dovrebbe essere l’intenzione militare del paese, anche se, guardando il film, il contingente nipponico a Iwo Jima sembra essere lasciato a morire “combattendo con onore per l’impero”: in pratica sono un mezzo per ricoprire un ruolo di facciata. Gli uomini, americani e giapponesi, si sparano gli uni contro gli altri per l’unico scopo di utilizzare gli armamenti venduti proprio dalla politica che architetta le guerre. Uomini che si uccidono tra di loro per quale motivo? Questa è la domanda che circola durante tutta la durata del film. Per ubbidire agli ordini? No, non è ubbidire la priorità, tant’è che c’è un effettivo ammutinamento. Per onorare la propria vita sacrificandola in nome di qualche nazione? No, ognuno si comporta come ritiene giusto. Se uccidersi è un atto di onore allora harakiri sia! Se fare di tutto per sopravvivere sembra la cosa giusta allora che importanza può avere contravvenire agli ordini o addirittura disertare? Se uccidere un prigioniero indifeso può provocare meno rischi per la propria vita allora uccidilo a sangue freddo, pensa solo alla tua sopravvivenza! Non c’è un modo onorevole di morire, né un modo onorevole di vivere. Ognuno nel film fa ciò che ritiene giusto. A film ultimato, nonostante mi sono chiesta se fare harakiri fosse in alcuni casi, per la mia mentalità occidentale, più ridicolo che tentare di sopravvivere a tutti i costi, o quale delle due propensioni fosse la più dignitosa, mi sono dovuta rispondere che non saprei dire cosa sia giusto e cosa non lo sia. So che la guerra porta morte. So che la vita è importante, ma so che prima o poi tutti dovremo affrontare la morte. Ogni scelta va rispettata. In ogni scelta si espone il proprio coraggio.

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    Roberto

    20/08/2019 13:25:05

    Specchio esatto di Flag of our fathers, racconta senza filtro le ragioni dei vinti, mostrando come aspirazioni, sentimenti e sacrificio fossero gli stessi dei loro nemici

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    Maury

    01/08/2019 20:59:12

    Capolavoro assieme a Flags of our fathers. Film, entrambi, assolutamente da vedere! raccontano la stessa storia vissuta da i due punti di vista. Film imperdibile!

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    Eugenio

    18/06/2013 11:28:07

    Non male. Commovente il millenario senso dell'onore giapponese, ma il film è troppo lungo, molte scene sono superflue. I capolavori, e non solo di guerra, sono altri.

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    JD

    12/06/2010 17:27:42

    IL film gemello di "Flag of our fathers",tratto dalle vere lettere di Kuribayashi e dei suoi soldati.La battaglia di Iwo Jima qui,è mostrata dal punto di vista del "nemico" con un rigore e una radicalità che non si erano mai viste nel cinema bellico americano.Eastwood si cala con disinvoltura dalla parte dei soldati giapponesi e fa si che lo spettatore ci si appassioni,mostrando senza timore le crudeltà dei loro avversari(come le uccisioni dei prigionieri arresi)e al tempo stesso il fanatismo dei loro superiori(sul campo come in patria).IL risultato è più lineare e commovente del film precedente,sebbene non si possa parlare di pacifismo.Ma se in "Flags of our fathers" gli eroi erano "creati" per infimi scopi,qui sono solo persone semplici il cui unico desiderio è tornare a casa sani e salvi,oltre che i cavallereschi generali Kuribayashi e Nishi.Costato solo 15 milioni di dollari(40 in meno rispetto all'altro film) a sorpresa è stato apprezzato di più da critica e pubblico.Golden Globe e 4 candidature all'oscar(solo uno vinto per montaggio del sonoro).Non mancano anche qui le scelte encommiabili,a cominciare dall'aver imposto ovunque il giapponese sottotitolato.Ciò nonostante da noi,che come sempre dobbiamo farci riconoscere,è stato doppiato.Un doppiaggio inutilmente enfatico e grottesco(i giapponesi parlano italiano e gli americani inglese non sottotitolato).Complimenti!A chi chiede cosa ci troviamo in questo film:forse il fatto che non è il solito polpetone bellico strarcimegaiper pasticciato e propinato sugli americani patriottici e tutti d'un pezzo,e dove solo uno o due sono i veri eroi.

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    Bilbo

    09/01/2009 14:23:29

    FAVOLOSO! Vero e proprio capolavoro del genere guerra.Immancabile nella videoteca degli appassionati del genere. Di gran lunga superiore a "The Flag of our fathers". Tutta un'altra cosa...Da non perdere. Voto: 8 e mezzo.

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    Andycasanova

    29/05/2008 03:14:53

    Un film commovente. L'assurdità della guerra vista con gli occhi di uomini sospesi tra una profonda umanità e la ferrea disciplina del bushido, il codice d'onore dei samurai. Onore sopra ogni cosa, sopra ogni resa. Intrappolati in questo codice d'onore, come intrappolati sono nei meandri che si snodano all'interno del monte Suribachi, i soldati giapponesi attendono la morte come sola via di uscita da una battaglia che è persa in partenza.

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    *Sir Psycho Sexy*

    13/02/2008 22:22:44

    molto bello...altra grande prova di questo grande regista ormai quasi 80enne...forza Clint regalaci altri capolavori!!!poi scusate, Clint mediocre attore???Tarantino banale???vabbè che ognuno ha le sue opinioni...però...mah!!!

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    luca68

    12/12/2007 23:31:42

    Bellissimo! Profondo! Tecnicamente perfetto! Anche se non per tutti: capisco che a qualcuno non sia piaciuto. Per chi ha la pazienza necessaria, da vedere in giapponese come ho fatto io al cinema. E Clint, attore mediocre, ha dimostrato per l'ennesima volta di essere ormai entrato di diritto tra i migliori registi di sempre. Peccato che Flags of our fathers, pur con una idea di base molto interessante e complessivamente ben girato, sia fondamentalmente un film inutile.

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    Giorgio_C

    25/09/2007 16:35:39

    Mi chiedo ma la controparte americana secondo voi è più debbole solo per motivi sinistroido-politici? Condivido sul fatto per cui Clint eastwood, che nonostante abbia 76 anni farà anche un film su Nelson Mandela, è il miglior regista di Hollywood alla faccia dei sessantenni,Lucas, Spielberg e Cameron e dei giovincelli ultrapop e banali come Tarantino. Una solida concreta classica e conservatrice (ma dotata nelle sceneggiature di trame innovative) forza cinematogragrafica. INCREDIBILE!

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    Fabio

    15/09/2007 14:23:23

    Cosa ci trovate di bello lo sapete solo voi!

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    cuccureddu

    07/09/2007 18:28:59

    bellissimo.. ennesimo capolavoro del più grande attore western di tutti i tempi che si è reinventato uno dei più grandi registi della storia del cinema!! Attori di una bravura ESAGERATA

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    Marco Paladina

    28/08/2007 09:38:54

    se flags of our fathers è un film così così, per me molto deludente, a tratti noioso, con questo film il regista americano si è riscattato alla grande, uno dei film sulla guerra più belli della storia del cinema, magari non quanto orizzonti di gloria e full metal jacket, ma più del soldato ryan, il primo film americano dove per una volta gli americani non ci sono o sono i cattivi, veramente bello, consiglio, per restare in tema, l'arpa birmana e fuochi nella pianura, ma questi sono film giapponesi. Consigliatissimo

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    Baba

    02/08/2007 16:07:28

    Ricordo con difficoltà film di simile bellezza. Eastwood si riconferma un professionista, regista di spessore che sa cogliere l'autenticità del soggetto che porta sullo schermo, e stupisce ancora. La storia (naturalmente vera) qui narrata non subisce infatti metamorfosi che assecondino il botteghino: si tinge invece del rosso sangue e del nero apocalittico che si cela nel cuore di ogni soldato, americano o giapponese che sia. Una meravigliosa prova cinematografica, oltre che storica. Complimenti.

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    luca68

    27/07/2007 18:03:14

    Bellissimo e non convenzionale film di guerra. Interessantissimo per l'approfondimento psicologico dei combattenti giapponesi (in una intervista lo stesso Ken Watanabe ha lodato tantissimo il lavoro di Eastwood e dello sceneggiatore). Sono curioso a questo punto di rivederlo doppiato in italiano (che sorpresa al momento dell'acquisto del dvd che pensavo avesse la sola versione in giapponese che avevo visto al cinema). Ho comprato contemporaneamente Flags of our fathers (voto 3/5), che invece non avevo visto e che, pur apprezzandone il messaggio di sfruttamento e spettacolarizzazione di un evento di per sè banale (piantare una bandiera il quinto di trentotto giorni di battaglia) per fini propagandistici in un momento difficile per l'economia bellica Usa, la storia finisce per essere un pò noiosa e ripetitiva (vedi il soldato pellerossa che non ci sta a fare l'eroe per forza). Comunque da diversi anni Eastwood ha dimostrato di essere diventato il miglior regista di Hollywood.

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    Davenne

    25/07/2007 20:08:35

    Il più grande film realizzato negli ultmi 15 anni. semplicemente.

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    maurizio

    16/07/2007 23:23:52

    Gran bel film, nettamente superiore alla "controparte" americana. La battaglia viene vista con gli occhi di alcuni difensori giapponesi, dall"'ultimo" fantaccino al comandante in capo. Sudore, polvere lavica e sangue, questi sono i colori di un film con pochi effetti speciali, niente musiche o fanfare trionfanti. Manca anche un quadro di insieme della storia: flash di scontri ferocissimi, cariche banzai, suicidi irrituali, fanatismi bilaterali. I due film si completano a vicenda mostrando cosa era accaduto nell'altro campo.Alla fine guardateli in sequenza: non è Spielberg, non è Pearl Harbour, sono storie di guerra.

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    Cristiana

    10/07/2007 19:49:56

    Bello: epico e delicato, profondo ma non retorico. L'altro film gemello (brutto) sempra una (un po' patetica) scusa per questo film tanto coraggioso da provocare scandalo.

Vedi tutte le 21 recensioni cliente
  • Produzione: Warner Home Video, 2007
  • Distribuzione: Warner Home Video
  • Durata: 140 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1);Giapponese (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti; Inglese; Italiano
  • Formato Schermo: 2,40:1
  • Area2
  • Contenuti: speciale; trailers
  • Clint Eastwood Cover

    È un regista, produttore cinematografico, attore e politico statunitense. Ha iniziato la sua carriera nel 1955 quando ha debuttato sul grande schermo, ma il vero successo arriva quando viene ingaggiato per recitare nella trilogia composta da: Per un pugno di dollari,  Per qualche dollaro in più e Il buono, il brutto, il cattivo. Nel corso della sua vita ha vinto molti premi tra cui due Premi Oscar, sei Golden Globe e quattro David di Donatello. Approfondisci
  • Ken Watanabe Cover

    Attore giapponese. Debutta sul grande schermo con Setouchi Shonon Yakyu Dan (1984), una pellicola dedicata alle vicende di un gruppo di bambini nel Giappone agricolo del dopoguerra. Seguono ruoli in serie televisive e film giapponesi, l’interpretazione del maestro karateka Rimura in Il ragazzo dal kimono d’oro (1987) di F. De Angelis, fino alla visibilità internazionale ottenuta con il personaggio di Katsumoto, erede di una dinastia di guerrieri in L’ultimo samurai (2003) di E. Zwick. Oramai riconosciuto come star anche a Hollywood, è l’uomo di cui la giovane protagonista rimarrà innamorata tutta la vita in Memorie di una geisha (2005) di R. Marshall, il maestro che in Tibet addestra il futuro Batman al combattimento in Batman Begins (2005) di C. Nolan e il generale Kuribayashi in Lettere... Approfondisci
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