Curatore: C. Lamparelli
Editore: Mondadori
Collana: Oscar saggezze
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 144 p., Brossura
  • EAN: 9788804561750
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    marco

    02/05/2009 03:23:04

    Due cose principalmente mi colpiscono sempre quando leggo Krishnamurti. La profondità con cui tratta qualsiasi argomento e la sincera onestà che contraddistingue solamente chi come lui, è libero da qualsiasi ideologia e da qualsiasi merito nel consegnare all'umanità la sola cosa importante e realmente Vera, verso cui ogni essere umano è chiamato (o dovrebbe esserlo) ad incamminarsi, proprio perchè personalmente "vissuta e sperimentata" nell'assenza di quell'inganno mentale per il quale noi tutti cerchiamo invece difese e continuità, caricandolo di allori, onori e titoli di ogni tipo, in un continuo gioco di inconsapevoli confronti, paragoni e conferme:l'IO. A volte K iniziava i suoi discorsi al pubblico precisando che: "colui che parla non ha alcuna importanza". Oggi invece abbiamo psicologi, psichiatri, sociologi, giornalisti, religiosi ed esperti vari, che "presidiano" da tempo spazi televisivi e librerie per discutere sull'amore, sulla sessualità, sull'autostima, sui problemi relazionali, su Dio, sulla religione o per intervenire su questioni di cronaca nei salotti buoni sempre pronti ad accoglierli. Mi sono spesso chiesto se le menti di certi autorevoli personaggi, abituate a tante sagge disquisizioni, incontrando un Krishnamurti, riuscissero ben a comprenderne l'essenza "dell'insegnamento" e a "realizzarlo" principalmente nella loro.. di vita! Ritengo che chiunque "sperimenti" improvvisamente (anche per un'istante), la diretta percezione della Verità, abbia serie difficoltà a riprendere in mano la propria esistenza come se nulla fosse accaduto. E' molto probabile invece che tutto venga visto sotto una luce completamente diversa e che tutte le nostre belle vanità e autorevoli personalità di cui tanto facciamo sfoggio e pavoneggiamo sopra il grande palcoscenico del mondo, risultino nulla di più che grandi miserie, dalle quali dovremmo liberarci come fa un serpente quando abbandona la propria pelle ormai morta e quindi inutile. Difficile dopo aver letto una qualsiasi opera di Krishnamurti, accostarsi ad altro!

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