La libertà dei servi

Maurizio Viroli

Editore: Laterza
Collana: Anticorpi
Edizione: 12
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 3 giugno 2010
Pagine: XIV-144 p., Brossura
  • EAN: 9788842092797
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Descrizione
Gli italiani hanno dimostrato nei secoli una spiccata capacità di inventare sistemi politici e sociali senza precedenti. Anche la trasformazione di una repubblica in una grande corte è un esperimento mai tentato e mai riuscito prima. Rispetto alle corti dei secoli passati, quella che ha messo radici in Italia coinvolge non più poche centinaia, ma milioni di persone e le conseguenze sono le medesime: servilismo, adulazione, identificazione con il signore, preoccupazione ossessiva per le apparenze, arroganza, buffoni e cortigiane. Poiché il sistema di corte ha plasmato il costume diffondendo quasi ovunque la mentalità servile, il rimedio dovrà essere di necessità coerente alla natura del male, vale a dire riscoprire, o imparare, il mestiere di cittadini. Per quanto sia ardua, è la sola via. Il primo passo è capire il valore e la bellezza dei doveri civili.

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    angelo

    15/03/2016 15:11:46

    Ingredienti: un confronto storico tra pochi uomini liberi e molti cortigiani oppostunisti, il dna di un popolo specializzato nel tirare a campare, la distinzione illuminante tra libertà dei servi e libertà dei cittadini, il pericolo insito in ogni uomo della provvidenza (legibus solutus). Consigliato: a chi resiste a testa alta al servilismo e all'adulazione, a chi ha attraversato i vent'anni peggiori della storia del paese.

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    Franco

    18/04/2011 11:34:27

    Da leggere a scuola (pubblica) nell'ora di Educazione Civica.

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    Stefano Facci

    28/07/2010 11:51:15

    L’analisi del professor Viroli, a tratti persino divertente, lascia completamente disarmati. Come si sia giunti alla situazione attuale, quella di un paese sottomesso alle turbe psico/sessuali di un rozzo signorotto analfabeta dei principi di libertà e democrazia, viene spiegato nei dettagli e nelle citazioni di questo perfetto manuale sulla cortigianeria. Importanti rilevazioni storiche ci fanno capire che sì, siamo nella merda, ma tutto sommato ci siamo sempre stati, essendo intrinseco in molti italiani lo spirito del servo, dell’adulatore, del lecchino, dello stupido e indegno cortigiano. Come uscirne? Senza bacchette né formule magiche. Basterebbe rendere l’istruzione e la legalità baluardo della libertà, soprattutto la libertà dell’animo del cittadino.

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    Giovanni

    13/07/2010 14:30:42

    Testo di disperante bellezza. Un grande intellettuale di levatura internazionale, geloso della propria autonomia, avverte l'urgente necessità di gettarsi nella mischia per denunciare il dilagante servilismo italiano. Davvero ha ragione chi propone di farlo leggere in tutte le scuole italiane. Il rigore scientifico e documentario si sposano alla perfezione con la passione civile e il grido di denuncia.

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    gabril

    06/07/2010 12:46:39

    Impressionante, precisa descrizione della condizione servile nella quale noi, popolo italiano, ancora una volta siamo precipitati e che ci siamo infine ridotti a sopportare. Il paragone fra l'attuale immenso, arrogante potere di un signore circondato da una magmatica pletora gaudente, ossequiente e sazia della libertà dei servi con la corte rinascimentale puntualmente descritta da Baldassar Castiglione e da Machiavelli fa davvero accapponare la pelle e vibrare di sdegno ("l'ira dei buoni") chi ancora crede alla promessa di civiltà custodita nel cuore e nell'intelligenza dell'uomo. Parole dismesse come "dovere", "senso civico", "etica", nonchè "Costituzione repubblicana" vengono qui riscattate per essere vigorosamente sospinte -come anticorpi alla soggezione e all'indifferenza- nella circolazione sanguigna degli Italiani. Non solo l'analfabetismo letterario, ma ancor più e a maggior ragione quello etico-civile va combattuto. Propongo il saggio di Viroli come testo obbligatorio di resistenza allo sfascio educativo di questo Paese in tutte le scuole. A partire dalle Elementari.

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