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Maurizio Viroli

Editore: Laterza
Edizione: 2
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: XIV-144 p., Brossura
  • EAN: 9788842098706
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Recensioni dei clienti

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    donato

    06/06/2017 13.10.12

    Il fondamento etico repubblicano ha bisogno di una intelligenza capace di diventare panphlet popolare come quella fenomenologia delle servitù come descritte nel Discorso sulla servitù volontaria di Etienne de La Boétie del 1570. Forse non basta lo sdegno morale di fronte alle curvature oligarchiche della nostra fragile democrazia. Tra organicismo oligarchico e politico e individualismo, riusciremo a trovare una strada repubblicana. Forse si, ma chi scriverà un testo dal titolo: La strada repubblicana verso il futuro?

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    Cristiano Cant

    04/04/2016 12.17.12

    La preziosità del libro è in tutta la chiara scaltrezza, nel realismo di pagine rudi a scolpire come non molte altre il ghigno falso di un mondo ormai guasto in tutte le sue fessure. Allora elastici tesissimi di una fionda che lascia partire il sasso contro il potere, la rozza e odierna radiografia umana che all'anagrafe fa politica, il senso di un'etica autentica che, sotto i tacchi dell'Ego più intollerabile, modifica, storce, devia, confonde e uccide quel soffio di verità primaria, essenziale, che regge e sprona una possibilità di vita, di relazione sociale, di credito aperto al prossimo. Viroli qui mostra lo straccio logoro e nefasto che ha avvolto la miseria politica italiana negli ultimi due o tre o quattro decenni (le ondate sono sempre più lunghe dei perimetri nelle quali si vuol circoscriverle...). Un'analisi impietosa e macabra dell'animale umano, il servo nella sua ritrattistica peggiore, non quella - ahimè - decretata da leggi o da folli comandi di natura, ma quella germogliata dal miglior ossimoro possibile: la libertà. Cioè la calpestata libertà che si vende come indipendente e in verità è solo la servitù più sfacciata elevata alla massima potenza. Il berlusconismo nel suo suono più macabro, tirannico, nei suoi orridi gangli a pretendere obbedienza, inchino, nella sua grossolana sete di sopraffazione, e una giostra di schiene prone e signorsì a prescindere che, scavati in una serie di eventi e di spaccati, sono e rimarranno la patetica biografia di una storia politica e sociale italiana ormai consegnata al rifiuto di ogni speranza, di ogni fiducia. Al rifiuto...

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    angelo

    15/03/2016 15.11.46

    Ingredienti: un confronto storico tra pochi uomini liberi e molti cortigiani oppostunisti, il dna di un popolo specializzato nel tirare a campare, la distinzione illuminante tra libertà dei servi e libertà dei cittadini, il pericolo insito in ogni uomo della provvidenza (legibus solutus). Consigliato: a chi resiste a testa alta al servilismo e all'adulazione, a chi ha attraversato i vent'anni peggiori della storia del paese.

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    gianni

    19/09/2013 14.33.37

    Un'analisi lucida e, diaciamolo, desolante dell'Italia degli ultimi vent'anni; para para a quella descritta da Machiavelli giusto cinque secoli fa. Un invito a educarsi alla libertà tramite la pratica della democrazia repubblicana. La libertà vera: non quella di plastica, da supermercato televisivo, ammannita da retori e bottegai demagoghi d'ogni risma.

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    Franco

    18/04/2011 11.34.27

    Da leggere a scuola (pubblica) nell'ora di Educazione Civica.

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    Stefano Facci

    28/07/2010 11.51.15

    L’analisi del professor Viroli, a tratti persino divertente, lascia completamente disarmati. Come si sia giunti alla situazione attuale, quella di un paese sottomesso alle turbe psico/sessuali di un rozzo signorotto analfabeta dei principi di libertà e democrazia, viene spiegato nei dettagli e nelle citazioni di questo perfetto manuale sulla cortigianeria. Importanti rilevazioni storiche ci fanno capire che sì, siamo nella merda, ma tutto sommato ci siamo sempre stati, essendo intrinseco in molti italiani lo spirito del servo, dell’adulatore, del lecchino, dello stupido e indegno cortigiano. Come uscirne? Senza bacchette né formule magiche. Basterebbe rendere l’istruzione e la legalità baluardo della libertà, soprattutto la libertà dell’animo del cittadino.

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    Giovanni

    13/07/2010 14.30.42

    Testo di disperante bellezza. Un grande intellettuale di levatura internazionale, geloso della propria autonomia, avverte l'urgente necessità di gettarsi nella mischia per denunciare il dilagante servilismo italiano. Davvero ha ragione chi propone di farlo leggere in tutte le scuole italiane. Il rigore scientifico e documentario si sposano alla perfezione con la passione civile e il grido di denuncia.

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    gabril

    06/07/2010 12.46.39

    Impressionante, precisa descrizione della condizione servile nella quale noi, popolo italiano, ancora una volta siamo precipitati e che ci siamo infine ridotti a sopportare. Il paragone fra l'attuale immenso, arrogante potere di un signore circondato da una magmatica pletora gaudente, ossequiente e sazia della libertà dei servi con la corte rinascimentale puntualmente descritta da Baldassar Castiglione e da Machiavelli fa davvero accapponare la pelle e vibrare di sdegno ("l'ira dei buoni") chi ancora crede alla promessa di civiltà custodita nel cuore e nell'intelligenza dell'uomo. Parole dismesse come "dovere", "senso civico", "etica", nonchè "Costituzione repubblicana" vengono qui riscattate per essere vigorosamente sospinte -come anticorpi alla soggezione e all'indifferenza- nella circolazione sanguigna degli Italiani. Non solo l'analfabetismo letterario, ma ancor più e a maggior ragione quello etico-civile va combattuto. Propongo il saggio di Viroli come testo obbligatorio di resistenza allo sfascio educativo di questo Paese in tutte le scuole. A partire dalle Elementari.

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