La libertà eguale

Ian Carter

Editore: Feltrinelli
Collana: Campi del sapere
Anno edizione: 2005
In commercio dal: 17 gennaio 2005
Pagine: 313 p., Brossura
  • EAN: 9788807103827
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Descrizione
Attualmente docente di filosofia politica all'Università di Pavia, Ian Carter traccia un'analisi filosofica del diritto di ogni individuo all'eguale libertà. Un diritto fondamentale capace da solo di motivare politiche sia più libertarie sia più egualitarie di quelle sostenute in genere dai progressisti liberali di oggi. Il libro è diviso in tre parti: la prima dedicata alla libertà, alla concezione liberale del suo valore e al problema della sua misurazione; la seconda dedicata alla struttura dei diritti, ai fondamenti del diritto alla libertà e al nesso con la proprietà privata; la terza dedicata all'interpretazione egualitaria di tale diritto, al rapporto con l'eguaglianza delle risorse e al ruolo della responsabilità morale del singolo.

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Al cuore del liberalismo vi è l'idea che si debba assegnare a ogni individuo il "diritto all'eguale libertà". Questa è la tesi di cui Carter intende presentare il percorso logico, seguendo i dettami dell'"analisi concettuale", il modo migliore, a suo avviso, per sottrarsi al rischio di esprimere semplicemente "intuizioni morali confuse". Sono due gli snodi cruciali nello sviluppo argomentativo del libro: la deduzione del primato assiologico della libertà come bene non specifico, sulla base dell' "incommensurabilità tra concezioni del bene alternative" (a partire, cioè, dal riconoscimento del pluralismo nelle concezioni del bene) e la spiegazione del legame puramente empirico (non concettuale) tra il diritto alla libertà e quello alla proprietà, che dipende dalle "circostanze della proprietà" e dalla loro "compossibilità come impegno normativo politico". Il lavoro di Carter appartiene dunque a quell'orientamento della filosofia politica che può essere definito, forse un po' schematicamente, ma non senza valide ragioni, come "liberalismo di sinistra" (o anche, nell'odierna cultura politica anglosassone, left-libertarianism). Se da un lato vi è infatti il filone individualista e antiegualitario del liberalismo, che ha tra i suoi principali esponenti Hayek, Rothbard e Nozick, dall'altro vi è una corrente più attenta alle ragioni dell'eguaglianza e della giustizia sociale che, come indica lo stesso Carter, prende le mosse da John Stuart Mill ed Henry George, e riconosce un imprescindibile punto di riferimento nella teoria della giustizia di Rawls. In quest'alveo si pone indubbiamente anche il presente volume, con un linguaggio e uno stile argomentativo che ricalcano gli odierni formalismi della filosofia analitica anglosassone, per la verità senza andare oltre, anche negli esiti, a considerazioni già ripetutamente espresse.
  Giovanni Borgognone